Sosteniamo l’Islam laico - Si o No?

La maggioranza delle persone che riconoscono nell’Islam la propria radice culturale e spirituale hanno un approccio flessibile e pragmatico ai dettami religiosi.

Il contesto geopolitico, la sproporzionata influenza economica (grazie al petrolio) delle componenti regionali più conservative e la continua presenza di guerre e profondi conflitti sparsi per la regione hanno favorito negli ultimi cinquant’anni il propagarsi all’interno dell’Islam di dottrine ortodosse e fondamentaliste tra cui le più importanti sono il Salafismo e il Wahabismo.

Il Salafismo e il Wahabismo sono dottrine politico-religiose dell’Islam pronunciatamente totalitarie, rivoluzionarie e intolleranti nei confronti delle altre componenti islamiche, per esempio il Sufismo (componente tradizionalmente molto rilevante e non politicizzata) e lo Shia Islam. L’intolleranza è predicata apertamente e con veemenza anche nei confronti della Cristianità, dell’Ebraismo e della società laica occidentale.

È comunque importante riconoscere che la maggioranza delle persone di fede musulmana che per tradizione o scelta si riconoscano nelle dottrine del Salafismo o del Wahabismo mantengono un’approccio distanziato e pragmatico agli aspetti politico-radicali della dottrina.

Nel contesto di integrazione nelle società occidentali le dottrine dell’Islam politico costituiscono per il fedele musulmano elementi di fragrante conflittualità con i valori alla base degli ordinamenti occidentali: laicità dell’ordinamento civile, parità di genere, libertà di stampa, libertà di espressione individuale.

In Italia è stato intrapreso da circa dieci anni a questa parte un percorso istituzionale insieme alle associazioni delle comunità islamiche presenti nel territorio, volto a riconoscere, sostenere e favorire le componenti dottrinali islamiche moderate, pronunciatamente conciliabili con il rispetto dei principi e dei valori laici espressi nella Costituzione. Importanti tappe di questo percorso sono i seguenti documenti:  Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione.pdf (2007; Amato/Prodi) , Dichiarazione intenti Federazione Islam Italiano.pdf (2008) , Patto nazionale per un Islam italiano.pdf  (2017; Minniti/Gentiloni).

Tra gli attivisti dell’associazionismo musulmano più impegnati nel realizzare un percorso di riconoscimento e sostegno preferenziale dell’Islam laico c’è l’antropologa e attivista politica Maryan Ismail, che ha recentemente presentato alla Camera il Forum dei mussulmani laici (Presentazione Forum mussulmani laici ). Il Forum intende promuovere una visione civica e laica del mondo islamico. Vi è la volontà di procedere in pieno sulla strada indicata dal Ministro Minniti con il patto dell’islam, sottoscritto per il riconoscimento della laicità dello stato e la netta e totale separazione tra Sharia e leggi dello stato. Analogamente si vuole contrastare la visione dell’Imam come unico rappresentante del mondo musulmano.

Maryan ha lasciato il partito democratico nel 2016 in polemica contro la scelta del PD Milano di candidare alle scorse amministrative del capoluogo lombardo la sociologa musulmana Sumaya Abdel Qader, attiva a livello dirigenziale in associazioni musulmane (UCOII e CAIM) che rappresentano e veicolano in Italia dottrine dell’Islam politico e fondamentalista.

Tra le tante difficoltà incontrate nel percorso di sostegno preferenziale all’Islam laico vi sono ambiguità istituzionali e diplomatiche nei confronti delle dottrine dell’Islam fondamentalista dovute all'influenza economica delle monarchie del Golfo (Saudi Arabien e Quatar sono sponsor globali del Wahabismo) sugli interessi economici Italiani e mondiali, oltre che al loro ruolo negli equilibri geopolitici del medio oriente e nei conflitti che infiammano la regione.

Laicità dello Stato, parità di genere, libertà individuali e tolleranza sono tra i principi fondanti del Partito Democratico. L’espressione di questi valori è inconciliabile con le dottrine dell’Islam politico e fondamentalista. È invece conciliabile con interpretazioni dottrinali dell'Islam moderate e laiche.

DI SEGUITO VI PROPONIAMO 3 QUESTIONI SU CUI INCARDINARE LA PRESENTE DISCUSSIONE. Alle questioni 1 e 3 corrispondo precisi quesiti da rispondere prima di tutto con un Si o un No, e poi con un commento. La questione 2 

Moderatori della discussione sono Massimo Cocco e Paolo Messina.

Questione 1

LEGITTIMAZIONE POLITICA DELL'ISLAM LAICO

Quesiti:

        a) Il PD dovrebbe in tutte le sue attività esprimere un sostegno preferenziale nei confronti dell’Islam moderato e laico (rispetto all’Islam politico) [Si o No? Commento]

        b) Posto che tra i candidati alle prossime elezioni politiche potrebbe esserci qualcuno di religione musulmana, questi vanno selezionati tra i                       soggetti dichiaratamente favorevoli ad un’interpretazione laica dell’Islam e non tra  le associazioni dell'islam politico e fondamentalista [Si o No? Commento]

Questione 2

LA DENUNCIA DI MARYAN ISMAIL E LA RITORSIONE DEL PD MILANESE

Il Partito Democratico di Milano ha querelato Maryan Ismail (e Matteo Forte) per diffamazione a seguito di una  conferenza stampa nella quale i due politici avevano denunciato i rapporti (indiretti) tra il PD milanese, il cosiddetto Islam Politico e la Fratellanza Musulmana.

Maryan Ismail ha lasciato il partito democratico nel 2016 in polemica contro la scelta del PD Milano di candidare alle scorse amministrative del capoluogo lombardo la sociologa musulmana Sumaya Abdel Qader, attiva a livello dirigenziale in associazioni musulmane (UCOII e CAIM) che rappresentano e veicolano in Italia dottrine dell’Islam politico e fondamentalista.

Qui le lettere aperte di Maryam Ismail a Matteo Renzi.pdf e a Emanuele Fiano.pdf 

Qui un articolo di Radicaliberi.it in solidarietà a Maryan Ismail

Da un attento ascolto della registrazione della conferenza stampa (al link di sopra) è per noi evidente che il carattere politico e circostanziato dei rilievi rivolti da Maryan Ismail e Matteo Forte alla dirigenza del PD milanese meritava, e anzi esigeva, un riscontro altrettanto politico e puntuale, e non una querela.

Quesito:

       c) Commenta liberamente

Questione 3

RAPPORTO TRA RELIGIONE E IDEOLOGIA JIHADISTA

Quesito:

      d) L’elemento ideologico/religioso nel terrorismo jihadista è fondamentale. Limitare la propaganda radicalizzante politico/religiosa è indispensabile per vincere la sfida del terrorismo [Si o No? Commento]

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Aggiungiamo un recente articolo di notevole rilevanza al tema: 

Le moschee e la sfida nell'Islam

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CHI ENTRASSE NELLA DISCUSSIONE IN UN SECONDO TEMPO NON HA BISOGNO DI LEGGERE TUTTI I POST PRECEDENTI A COMINCIARE DAL PRIMO (TROPPO NOIOSO!), È SUFFICIENTE PARTIRE DAL RIASSUNTO PIÙ RECENTE, RICONOSCIBILE DALLA SLIDE CON LA RUBRICA:  .e a capo

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Risposte

  • Dunque un Paese civile e serio deve sostenere i veri religiosi islamici contro gli estremisti terroristi ma anche richiedere che quelle comunità serie che riconoscono i valori della democrazia facciano "pulizia" tra i loro frequentatori. Anche per autodifesa.

     

  • Nei Paesi come Danimarca e Svezia le moschee aperte vengono sostenute ma anche monitorate dal governo. In Danimarca impongono perfino  che l'imam sostenga un esame da parte delle autorità e che la comunità della moschea collabori a segnalare indivuidui pericolosi alle autorità. Cose che molte moschee fanno volentieri visto che vogliono tenere fuori jihadisti. Anceh perché in alcune occasioni - come nel caso della moschea bosniaca di Malmö, le moschee riconosciute sono state oggetto di minacce e attentati da parte di estremisti islamisti.

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Grazie Massimo. Esorto tutti a leggere questo post perché lo approvermo in CD e poi lo voteremo in assemblea per farlo diventare un documento del circolo.
  • 0.Puntoeacapo2Islamlaico.jpeg?width=721

    RIEPILOGO DEI COMMENTI

    QUESTIONE 1 - LEGITTIMAZIONE DELL'ISLAM LAICO

    • Il pilastro dello stato laico, come è scritto in due articoli della nostra costituzione, è che, se una norma o pratica religiosa è in contrasto con la legge, prevale la legge.

    • Le religioni non possono praticare o predicare atteggiamenti contrari alle leggi e non essere perseguiti. Chi è ambiguo su questo punto non deve avere nessuno spazio politico.

    • Vista la peculiarità dell'Islam la candidatura di esponenti di religione islamica deve riguardare solo chi accetta dichiaratamente il principio della laicità dello stato (divisione dei poteri)

    • Siamo tutti d’accordo che una cosa è la legalita un'altra la candidatura nel PD. Salvini non commette reato ma non lo candidiamo nel PD. Quindi possiamo pensare che un certo indirizzo islamico sia compatibile con la legge ma non con il PD

    QUESTIONE 2 - LA DENUNCIA DI MARYAN ISMAIL E LA RITORSIONE DEL PD MILANESE

    • Chiediamo spiegazioni a chi ha presentato la querela per diffamazione contro. Perché? Le divergenze politiche si devono discutere in sede politica. Che c’entrano i magistrati? Salvo che non ci sia altro che non sappiamo

    • La querela per diffamazione contro Myrian Ismail e Matteo Forte è stata esposta dal PD Milano in seguito alla conferenza stampa in cui Maryan Ismail e Matteo Forte hanno fatto dichiarazioni equivalenti alla seguente:“chiedo al Pd di prendere una posizione su questo rapporto che negli anni è cresciuto e non è più solo privilegiato, ma strutturale con l’islam politico”. Per ismail “Questo tipo di islam è quello che viene promosso”.

    QUESTIONE 3 - RAPPORTO TRA RELIGIONE E IDEOLOGIA JIHADISTA

    • Dobbiamo impedire che l'integralismo islamico si infiltri nelle strutture democratiche. Come? Per prima cosa non votandoli. La seconda cosa è intervenire quando le leggi non sono rispettate

    • La libertà di espressione deve essere tutelata. Occorre modificare la giurisprudenza e dotarsi di mezzi giuridici chiari che consentano alla magistratura di sancire penalmente le istigazioni alla violenza.

    • Se per islam politico fondamentalista si vuole alludere alla ideologia del jihadismo certamente dobbiamo combatterla anche  facendo una eccezione alle nostre libertà costituzionali e democratiche.

    • Le nostre idee di apertura, di tolleranza, di internazionalismo sono sicuramente viste come "propaganda" da parte di chi non è d'accordo con noi. La libertà di parola è la libertà di dire cose che non ci piacciono. Al tempo stesso la democrazia deve difendersi. Ma dove tracciare la linea tra quello che è permesso dire e quello che è proibito?

    Provocazione: I terroristi non vincono "se modifichiamo il nostro stile di vita", vinceranno di sicuro se non lo modifichiamo (sono i nostri valori che non dobbiamo modificare)

    Materiale che potrebbe essere giudicato imbarazzante sui rapporti (casuali o strutturali?) tra associazioni musulmane, fondamentalismo islamico e PD è stato presentato su un paio dei post precedenti (vale la pena dargli un’occhiata). Di seguito un brevissimo estratto:

    “La Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova di quello che dico sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella ‘Lettera dei Fratelli Musulmani’, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra”.

    Opinioni contrastanti sono state presentate in merito alla questione se l’attivismo in associazioni musulmane che diano rappresentanza a indirizzi dottrinali integralisti (come l’UCOII) sia o meno da considerare un elemento di inopportunità politica nel PD

    Riflessione (Paolo Messina): Purtroppo 'Islam moderato è quasi "invisibile". Sulla stampa, in tv, sui social media hanno spazio quasi solo i portatori delle posizioni più radicali, estreme e conservatrici.
    Gli italiani amano dividersi in fazioni contrapposte su tutto. In questo caso tra quanti hanno un atteggiamento adorante verso una cultura e una religione "diversa" e quanti si pongono su posizioni xenofobe e identitarie. Un musulmano moderato da fastidio agli uni quanto agli altri.
    Il PD in nome di un malinteso concetto di "accoglienza" privilegia, come nel caso di Milano, il rapporto con l'islam più gridato e più retrivo. Su questo occorre un cambio di rotta.

    Questione semantica: si può dire Islam Laico? I fondamentalisti che sfruttano gli spazi di libertà offerti dallo stato laico, sono laicisti?

    Riflessione (Alois Mariella): Ne' vedo perché dobbiamo porci questo problema ora, quando non ce lo siamo mai posto per nessuna altra religione, nemmeno per la cattolica.

    Provocazione: Se io che liberamente ho fondato l'associazione "Sicilia Bedda Mia" e dichiaro di ispirarmi a Totò Riina come a un modello di vita e di pensiero mi propongo come candidato del PD, secondo voi il PD:

    1. Mi deve candidare perché il dialogo con quelli che vedono Riina come un eroe non deve essere interrotto;

    2. Non è proprio obbligato, ma fino a quando sono incensurato, o quantomeno non mi hanno trovato il tritolo a casa, non ci sono ragioni valide per escludermi;

    3. Ma stiamo scherzando?
  • Giorgio

    e chi lo sa?  Osserverei pero che non si prospettano guerre fra europei e arabi ne tanto meno fra cristiani e islamici (in jugoslavia abbiamo sostenuto Albanesi e Bosniaci islamici contro i cristiani  serbi).  In M O si tratta di guerre civili tutte interne al mondo islamico: i nostri interventi sostengono una della fazioni.  Il militare cittadino europeo e islamico si troverebbe anche lui fra fazioni ambedue islamiche.  Potrebbe scegliere quella jihadista come hanno fatto tanti (in effetti pochissimi) nei nostri paesi

    Mi pare pero che cittadini USA di origine del M. O sono stati impiegati nei rispettivi paesi di origine e nessuno  ha tradito l'America.   Pero è  spesso un errore affidarsi ai fuoriusciti ma e altro discorso. 

    giorgio varaldo 5 Luglio 2017, alle 8:07

     A volte per capire la bontà di un progetto è necessario effettuare dei "pressure test"  ossia ipotizzare e testare situazioni al limite.

    Se il sistema funziona quando sarà portato al limite (esempio tipico i crash test automobilistici o la prova di stabilità dell'auto sul bagnato) avremo la sicurezza che funzionerà anche in situazioni normali.

    Nel caso dei rapporti con cittadini di altra etnia il limite si potrebbe raggiungere in un ipotetico stato di guerra fra paesi europei e paesi extraeuropei di matrice islamica da quale parte si schiererà il cittadino europeo di religione islamica?

    Il cittadino europeo di religione islamica da quale parte starà? per  il suo nuovo paese o per la Umma? se chiamato alle armi indosserà la divisa dell'esercito del nuovo paese o effettuerà attività di guerriglia contro il suo nuovo paese? 

  • Massimo

    Risposta sintetica è ancora un SI, naturalmente: possiamo candidare  appartenenti alla UCOII anche se questa  ha certi rapporti. 

    Tuttavia poiche non siamo organo decisionale bisogna che spieghiamo e precisiamo  le ragioni del si che discendono da una analisi del problema

    Qualche punto:

    1 non si è parlato del fatto che la tizia candidata avesse parenti vicino al jihadismo: è vero che giuridicamente e moralmente non siamo responsabili di quello che fanno i parenti, ma politicamente si: sarebbe inopportuno candidare il figlio di Reina anche se questi forse una persona  onesta. 

     2 la semplice appartenenza alla UCOII non è un ostacolo : questa infatti è una associazioni di associazioni in cui confluiscono indirizzi diversi ma la linea, diciamo ufficiale, è senza altro democratica.   Sarebbe come escludere i cattolici perche  alcuni gruppi di essi sono oltranzisti, magari sognano uno stato confessionale, preferirebbero una dittatura (come è stato fra il 20 e e il 40) contavano fra le loro file anche i guerriglieri di Cristo Re  (quelli che gridavano viva la morte, abbasso la intelligenza). 

     3 a mio parere attualmente la UCOII e anche i Fratelli Mussullmani sono i veri avversari ideologici del  jihadismo : noi possiamo solo contenerli con le armi e le misure di polizia  ma non possiamo sconfiggerli intellettualmente. 

    4  bisogna anche considerare che appartenenti all'UCOII hanno una rappresentanza popolare e sono in grado di intercettare parecchi voti, mentre una Maryan Ismail non ha seguito elettorale. Non bisogna pensare che si tratta solo di calcoli elettoralistici (che sono pure  importanti).   Il fatto è che se vogliamo un Islam democratico la via veramente efficace è la  partecipazione alla vita democratica.  Pensate solo all’impatto davvero rivoluzionario per l’islam che i candidati sono donne e non uomini

    5 ripeto ancora un concetto importante: se vogliamo integrare dei musulmani allora dobbiamo essere consapevoli che anche le loro idee  debbano essere considerate rispettabili (che non significa condivise) Dobbiamo mettere nel conto che anche il velo e la poligamia  possano essere propagandate e sostenuto come i matrimoni omosex e il nudismo e le liberta sessuali.   Non bisogna nemmeno considerare che i secondi siano identificativi della nostra civilta: ci sono fortissime resistenze anche da noi (ricordavo perfino da Merkel). 

    Massimo Cocco 4 Luglio 2017, alle 22:07

    Giovanni,

    rispondi volentieri con calma ma brevemente ;-)

    È proprio a livello ipotetico che stiamo discutendo. Ma la premessa alla domanda non è che l'UCOII complotti per abbattere la democrazia.

    La premessa è  infatti molto più precisa e concreta ed è esattamente su quella premessa che vorrei ottenere una risposta. Un semplice Si o No (per quanto banale possa sembrare)

    Il discorso più lungo e in parte già fatto non è necessario (non è nel formato e nello scopo di questa discussione, che vuole mantenere un carattere agile e pragmatico)

  • A volte per capire la bontà di un progetto è necessario effettuare dei "pressure test"  ossia ipotizzare e testare situazioni al limite.

    Se il sistema funziona quando sarà portato al limite (esempio tipico i crash test automobilistici o la prova di stabilità dell'auto sul bagnato) avremo la sicurezza che funzionerà anche in situazioni normali.

    Nel caso dei rapporti con cittadini di altra etnia il limite si potrebbe raggiungere in un ipotetico stato di guerra fra paesi europei e paesi extraeuropei di matrice islamica da quale parte si schiererà il cittadino europeo di religione islamica?

    Il cittadino europeo di religione islamica da quale parte starà? per  il suo nuovo paese o per la Umma? se chiamato alle armi indosserà la divisa dell'esercito del nuovo paese o effettuerà attività di guerriglia contro il suo nuovo paese? 

  • Giovanni,

    rispondi volentieri con calma ma brevemente ;-)

    È proprio a livello ipotetico che stiamo discutendo. Ma la premessa alla domanda non è che l'UCOII complotti per abbattere la democrazia.

    La premessa è  infatti molto più precisa e concreta ed è esattamente su quella premessa che vorrei ottenere una risposta. Un semplice Si o No (per quanto banale possa sembrare)

    Il discorso più lungo e in parte già fatto non è necessario (non è nel formato e nello scopo di questa discussione, che vuole mantenere un carattere agile e pragmatico)

  • Massimo

    parlando a livello ipotetico

    se per ipotesi Renzi sta preparando un colpo di stato alla Pinochet allora cacciamolo dal PD, siamo tutti d’accordo immagino.   Ma se non crediamo  in questa ipotesi non c'è ragione di cacciarlo dal partito

    Se  la UCOII complotta per abbattere la democrazia allora non candidiamo suoi esponenti, è ovvio.   Ma non vedo nessun motivo per pensare  che stia complottando se non altro per il semplice fatto che sarebbe una pura follia. Nemmeno il piu fanatico dei jihadista immaginerebbe qualcosa del  genere.

    Per quanto riguarda i rapporti con fratelli mussulmani i wahabiti salafiti hamas ecc sarebbe  un ampio discorso (in parte gia fatto): purtroppo adesso sono per partire, mi riprometto di riprenderlo al ritorno, la prossima settimana. 

    Massimo Cocco  4 Luglio 2017, alle 21:43 Giovanni,

    forse hai letto in fretta. Mi sembra che hai saltato la premessa alla domanda. La ripeto:

    Facendo l'ipotesi che l'UCOII, pur presentandosi come un interlocutore moderato (per esempio attraverso il suo sito web), in effetti rappresenti indirizzi islamici fondamentalisti (poniamo che le 80 moschee dell'UCOII osservino il wahabismo) e mantenga rapporti organici con organizzazioni che abbiano tra i loro obbiettivi politici l'eliminazione di Israele, il sostegno ad Hamas, la promozione del panarabismo (che in sostanza è un disegno politico e geopolitico), fermorestando che quanto sopra non integri gli estremi di alcun reato, ritieni che il PD potrebbe candidare nelle sue liste un suo esponente?

    Naturalmente l'ipotesi che fa da premessa alla domanda potrebbe essere di carattere puramente complottistico, e completamente infondata. Ti chiedo comunque di mettere da parte questo aspetto e di rispondere alla domanda assumendo che l'ipotesi sia corretta.

  • Giovanni,

    forse hai letto in fretta. Mi sembra che hai saltato la premessa alla domanda. La ripeto:

    Facendo l'ipotesi che l'UCOII, pur presentandosi come un interlocutore moderato (per esempio attraverso il suo sito web), in effetti rappresenti indirizzi islamici fondamentalisti (poniamo per esempio che le 80 moschee dell'UCOII osservino il wahabismo) e mantenga rapporti organici con organizzazioni che abbiano tra i loro obbiettivi politici l'eliminazione di Israele, il sostegno ad Hamas e la promozione del panarabismo (che in sostanza è un disegno politico e geopolitico), fermorestando che quanto sopra non integri gli estremi di alcun reato, ritieni che il PD potrebbe candidare nelle sue liste un suo esponente?

    Naturalmente l'ipotesi che fa da premessa alla domanda potrebbe essere di carattere puramente complottistico, e completamente infondata. Ti chiedo comunque di mettere da parte questo aspetto e di rispondere alla domanda assumendo che l'ipotesi sia corretta

    Di seguito alla risposta in termini di Si o No, commenta volentieri perchè ritieni che l'ipotesi posta a premessa della domanda sia inverosimile

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