Riforma delle istituzioni europee

A proposito di integrazione europea e di revisione dei trattati ecco le mie proposte di riforme istituzionali:

  1. Il Parlamento Europeo avrà diritto di iniziativa legislativa come i parlamenti nazionali;
  2. Il Parlamento Europeo viene definito come unicamerale, quindi diventerà unico organo legislativo, rendendo il Consiglio dell'Unione Europea dei Ministri nazionali un organo consultivo;
  3. Il Presidente del Consiglio Europeo diventerà Presidente dell'Unione Europea e "Capo di Stato". Per questo propongo un'elezione trasparente e democratica: oltre ai 27 Capi di Stato o di governo del Consiglio Europeo anche i 751 Eurodeputati, sarebbe un grande passo avanti passare da 27 grandi elettori a 778. Il tutto dovrà svolgersi nella sede del Parlamento Europeo di Strasburgo e essere trasmesso in diretta TV, Radio e Streaming;
  4. Il Presidente della Commissione Europea dovrà essere nominato dal Presidente dell'Unione Europea e non più dal Consiglio Europeo: questo renderebbe l'Unione Europea più simile ad una repubblica parlamentare. Inoltre, si risparmierebbero lungaggini e giochetti del Consiglio Europeo;
  5. L'Alto Rappresentante PESC dovrà essere nominato dal Presidente della Commissione e non più dal Consiglio Europeo, questa nomina significherebbe maggiore trasparenza e stesso trattamento per tutti i Commissari. Inoltre, si risparmierebbero lungaggini e giochetti del Consiglio Europeo. 

Queste riforme sono da farsi al più presto, prima della possibile Assemblea Costituente Europea, perché serve assolutamente un nuovo trattato, quello di Lisbona non basta più.

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Risposte

  • Nuova mail matteo1987.regalia@gmail.com 

  • 3943957789?profile=original

  • Matteo,

    complimenti per il lavoro fatto con lo scrivere questi due documenti.  Contengono tantissimi spunti e tantissime cose di cui possiamo e dobbiamo discutere.  Io comincio su alcune cose dove ho una maggiore esperienza.   

    Non sono d'accordo sul breve paragrafo dove liquidi la crisi del debito sovrano di alcuni paesi

    "La crisi del debito è la conseguenza del neoliberismo, teorizzato da Milton Friedman negli anni Settanta e messo in atto da Margaret Thatcher e Ronald Reagan. La crisi del debito ha colpito i Paesi del Sud Europa, soprattutto la Grecia. I diversi governi di Atene hanno falsificato il loro bilancio grazie alla complicità di banche come Goldman Sachs. I crediti non apparivano in nessuna statistica, costruendo un bilancio parallelo. Questa è stata la causa della crisi greca." (pagina 16 della "Storia")

    1. Non si può dire che la crisi del debito sia la conseguenza del neoliberismo messo in atto da Margaret Thatcher e Ronald Reagan (o teorizzato da Milton Friedman).   I due esempi sono poi molto diversi tra loro.  Margaret Thatcher ha ridotto i disavanzi in maniera forte.   Se tutti avessero fatto come lei, forse ci sarebbero stati mille problemi sociali in più, ma certo non una crisi del debito.   Il caso di Ronald Reagan è diverso perché lui, credendo alla favola della curva di Laffer (una riduzione delle aliquote delle tasse provocherebbe un aumento del gettito), ha nella fase iniziale del suo governo provocato un forte aumento del disavanzo americano e, probabilmente, ha anche provocato un aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti con degli effetti anche negli altri paesi.

    2.  La crisi del debito non ha colpito solo i paesi del sud.  Nel loro libro "This time is different", Rogoff e Reinhardt esaminano varie centinaia di crisi che si sono verificate negli ultimi due secoli.  Nel 2001 c'è stata una delle crisi più famose, quella dell'Argentina.   Il secondo paese a chiedere l'aiuto europeo dopo la Grecia è stata l'Irlanda.   La crisi (default) della Grecia del 2010 è la quinta nella breve storia di questo paese.

    3.   La crisi greca è certo stata aggravata – soprattutto dal punto di vista politico – dalla falsificazione dei conti.  Ma dal punto di vista macroeconomico questo ha avuto un effetto significativo solo nel 2009.  Le operazioni con la Goldman Sachs e altre banche hanno certo spalmato nel tempo il disavanzo spostandolo verso il futuro, ma le cifre in gioco sono state marginali.   Se si vanno ad esaminare i rapporti del FMI e della Commissione europea pubblicati prima dello scoppio della crisi (maggio 2010) ci sono tutte le indicazioni che si vogliono sul fatto che la Grecia stava andando verso un muro.  Le statistiche ufficiali hanno sempre mostrato che la spesa pubblica era aumentata del 50 per cento tra il 2004 e il 2009 e che erano stati assunte nel settore pubblico circa 100mila persone (come se in Italia ne fossero stati assunte 600mila in cinque anni!).  

    Il problema grosso è che al livello politico nessuno ha voluto riprendere pubblicamente la Grecia basandosi su questi rapporti.  Il presidente della Commissione non è mai andato in televisione a dire che sulla base delle analisi dei suoi servizi la Grecia stava andando verso il default.  Probabilmente non lo ha fatto perché il governo Karamanlis era del suo stesso partito o forse non lo ha fatto perché fare una dichiarazione del genere avrebbe potuto accelerare la crisi (facendosi poi accusare di averla provocata).

    La "falsificazione dei conti" ha avuto un impatto macroeconomico grosso solo nel 2009 quando il disavanzo – previsto nell'ottobre 2008 pari al 2.8 per cento del PIL – è saltato fuori essere, a cose fatte, pari al 15.6 per cento.  Quattro o cinque punti di questo aumento sono sicuramente stati dovuti alla crisi del 2009, ma c'è stato anche un tentativo disperato del governo Karamanlis di aprire i cordoni della borsa per vincere le elezioni.   Quello che è grave è che c'è stata un'azione concertata di governo, banca centrale e ufficio statistico per nascondere le cifre (e quando poi il nuovo ufficio statistico greco ha certificato la cifra giusta c'è stata la farsa della denuncia del nuovo direttore dell'ufficio statistico per aver "agito contro l'interesse nazionale"!)

  • Questi sono i due documenti trasmessi da Matteo

    Storia e prospettive dell'integrazione europea

    L'Europa da Ventotene alla Brexit

  • Ho mandato via mail i miei scritti. 

    Penso che ci dovrà essere il nocciolo duro federale e accetto che gli altri continuino il loro tran tran attuale. Non vedo grandi alternative a questo tipo di sdoppiamento.

  • Matteo,

    l'interesse delle discussioni su questo sito è che sono pubbliche e che gli altri possono intervenire o almeno leggere e seguire gli scambi.   Se i tuoi documenti sono accessibili online si può mettere nei commenti il link di accesso.  Altrimenti, dopo averli ricevuti, posso caricarli sul nostro "drive" di Google e postare io il loro link.

    Sul rafforzamento dell'eurozona sono d'accordo quasi tutti.  Si va dalle stesse istituzioni europee con il documento detto dei "cinque presidenti" a quello che chiede Matteo Renzi, da quello che propone Emmanuel Macron fino alle posizioni di tanti federalisti.   La posizione di Fabbrini si distingue solo per essere una delle più ambiziose.

    Dove la posizione di Fabbrini è quasi unica è in quello che immagina per gli altri paesi, quelli che non farebbero parte dello zoccolo duro.  Tutti quelli che vogliono il rafforzamento di un nocciolo duro dell'Unione europea accettano che il resto continui con il tran-tran attuale.  Il professor Fabbrini è l'unico che immagina una riduzione del grado di coinvolgimento degli altri che mi sembra impossibile da imporre.  Bisognerebbe mettere fine all'Unione europea e ripartire da zero con un trattato ad hoc con gli altri paesi.  Mi sembra un'idea assolutamente fuori dal mondo.

  • La mia mail è matteo.regalia@gmail.com

  • Fabio, se vuoi conoscere in modo completo il mio pensiero sull'Unione Europea ti invio via mail i due saggi che ho scritto su tale argomento.

  • La proposta di Delors è più che mai attuale, non si può andare avanti a 27...

    Serve un nucleo federale ristretto che si organizzi sul modello della federazione di stati americana.

    Penso che si arriverà a questo, anche se costerà una perdita importante come numero di stati.

  • L'Unione Europea è da rifondare e lo sdoppiamento può essere una soluzione.

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