Votazione sulle 10 priorità più importanti

Cari amici, come vi abbiamo già annunciato qualche settimana fa, siamo ora in grado di lanciare la votazione sulle dieci priorità che consideriamo più importanti.   L'obiettivo è di approvare un documento che indichi le direzioni principali nelle quali dovrebbe andare la proposta politica del PD e l’azione del governo che il partito guiderà dopo le prossime elezioni politiche.  

Per raggiungere questo obiettivo vi invitiamo a scegliere tra le priorità raccolte nella lista pubblicata qui sotto le dieci che considerate più importanti attribuendo loro un punteggio da 10 – per la più importante – a 1 – per la meno importante.   In seguito faremo il conto dei voti ricevuti da ogni singola proposta e le dieci giudicate più importanti saranno incluse nella lista adottata dal circolo ed elencate in ordine di preferenza.   Vi preghiamo di indicare chiaramente la priorità scelta (indicando la lettera che la contraddistingue e le due o tre parole di titolo messe in grassetto) e il numero di punti che le attribuite.   Ci rendiamo conto che il voto sarà un'operazione un po' complicata, ma non è senza interesse riflettere a quelle che consideriamo le linee di azione più importanti.

Le proposte che troverete nella lista hanno gradi diversi di dettaglio o di precisione.   I dettagli che a volte sono forniti lo sono solo a titolo esemplificativo.   Scegliere una priorità nella lista non significa essere d'accordo con tutti i dettagli che siano eventualmente forniti, ma condividere l'esigenza che il governo che uscirà dalle prossime elezioni politiche prenda un'iniziativa nel campo e nella direzione indicata.   L'obiettivo dell'esercizio di redazione in corso è quello di identificare i campi dove collettivamente pensiamo sia più importante e urgente intervenire.

La votazione sarà aperta fino alla mezzanotte del 28 febbraio e il giorno seguente disporremo del documento.

* * *

 Crescita economica

A)        Riforma fiscale I.   Una profonda riforma fiscale che abbia come obiettivi:  a) un ridisegno delle aliquote IRPEF e l'eliminazione di tante norme speciali per giungere ad una maggiore progressività (con aliquote marginali più alte di quelle attuali) a parità di gettito complessivo.  b) l'eliminazione delle tasse con un gettito basso (compreso il canone RAI) e una forte semplificazione delle procedure ottenuta attraverso l'eliminazione di norme speciali.  c) Un trasferimento sostanziale del peso della tassazione dal lavoro verso consumo, energia, immobili e altre basi.

B)         Riforma fiscale II.   Una riforma che aumenti il gettito ottenuto:

- dalla ricchezza finanziaria (tassazione specifica dello 0,20% sulle ricchezze finanziarie detenute dalle famiglie italiane.   Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia le ricchezze finanziarie al 2014 ammontano, al netto delle passività, a 2.991 miliardi di euro; una tassazione aggiuntiva dello 0,20% pari ad esempio a 200 euro su di un montante di 100.000 euro darebbe risorse per 5,9 miliardi d’euro annui.   Una tassazione sulle transazioni finanziarie.   Una tassazione del 75% sugli utili delle istituzioni finanziarie ed assicurative relativi alle operazioni di derivati.

- dai patrimoni immobiliari (tassazione patrimoniale progressiva sui patrimoni immobiliari superiori a 1milione di euro);

- dalle successioni (tassazione progressiva sulle successioni ereditarie d’importo superiore a 1 milione di euro).

- dagli alti redditi (aliquote più progressive IRPEF a partire dai 70.000 euro in su da cui si possono ricavare maggiori risorse annue di circa. 10 miliardi).

C)         Riduzione del cuneo fiscale

Riduzione della tassazione sul lavoro che crea un divario tra costo del lavoro per l'impresa e salario ricevuto dal lavoratore.   È necessario prevedere il passaggio a carico della fiscalità generale di parte degli oneri sociali.    Un alleggerimento della tassazione sul lavoro potrebbe essere finanziato anche da un aumento della tassazione dei consumi (IVA e accise).

D)        Tagli di spesa.   Fine dei tagli orizzontali delle spese dei ministeri.   I tagli devono essere la conseguenza di scelte politiche.   Il lavoro dei tanti commissari che si sono succeduti negli ultimi ha prodotto una base analitica che deve essere resa pubblica e utilizzata.  

E)         Smettere di fare nuovi debiti.   Lo stato italiano non può continuare ad indebitarsi in questa maniera.  Nel quadriennio 2014-2017, il nostro debito pubblico sarà aumentato di 197.6 miliardi di euro (dati Istat e previsioni della Commissione europea per il 2017).  In percentuale del Pil, il debito pubblico sarà passato dal 129.0 per cento di fine 2013 al 133.2 di fine 2017.   Non possiamo trasferire alle prossime generazioni un peso del genere quando questi soldi non sono stati spesi per aumentare gli investimenti pubblici, ma per finanziare spesa corrente.   Spendiamo per interessi sul debito pubblico il doppio di quanto spendiamo per investimenti.   E i tassi di interesse stanno aumentando.

F)         Concorrenza.   Rafforzamento della concorrenza nel nostro paese secondo le linee originali della “Legge annuale della concorrenza” presentata dal governo Renzi nell’aprile del 2015, ma poi svuotata e bloccata dal Parlamento.   Dalla liberalizzazione delle professioni con la riduzione dei loro “territori di caccia protetti” a quella della cosiddetta “sharing economy” (NCC, noleggio da rimessa, Uber, Airbnb, ecc.).   Dalla liberalizzazione della vendita di alcuni prodotti alla possibilità che tante professioni siano svolte sotto forma di società di capitali come nel resto del mondo.   La concorrenza è la migliore difesa dei consumatori.

G)        Semplificazione burocratica per le attività produttive.   È necessario ridurre il numero delle autorizzazioni oggi richieste per aprire e sviluppare attività economiche.   Bisognerà esaminare con attenzione la realtà degli altri paesi europei; non c'è alcuna ragione perché da noi il numero delle autorizzazioni debba essere più alto che negli altri paesi.   Bisognerebbe anche concentrare le autorizzazioni assolutamente necessarie nel numero più basso possibile di enti incaricati del loro rilascio.

H)        Ricerca e Innovazione.   Rafforzamento dell’investimento pubblico nella ricerca anche attraverso la creazione di una Agenzia Nazionale della Ricerca che centralizzi l’organizzazione e l’erogazione dei fondi destinati alla ricerca di base e consenta una migliore organicità, maggiore trasparenza ed efficacia del finanziamento, consentendo anche una ripartizione più consapevole dell’entità dei finanziamenti dedicati alla ricerca di base ed a quella applicata.   La stabilità delle regole che l’Agenzia assicurerebbe, consentirebbero certezza nei finanziamenti e nella definizione di percorsi di formazione per i giovani ricercatori.   La mancanza pressoché totale di questo requisito essenziale, tipico della situazione italiana degli ultimi anni, nuoce alla Università e alla ricerca molto più della scarsità cronica di finanziamenti.

I)          Programma di investimenti pubblici.   Sviluppo degli investimenti pubblici che negli ultimi anni hanno raggiunto un minimo storico.   Gli investimenti, che potranno anche essere realizzati in sinergia con i privati, dovranno  riguardare la ricerca ed innovazione, la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico del paese, le infrastrutture e la messa in sicurezza del territorio 

Lavoro e politiche sociali

J)          Disagio sociale.   È necessario dare un segno concreto del fatto che il PD riconosce il disagio sociale che c'è nel paese.   Questo richiederà l'analisi del sistema attuale di aiuti sociali in Italia che è diviso tra vari livelli di intervento.   Ci sono fortissime lacune che dovranno essere colmate nei limiti delle risorse disponibili.   Gli obiettivi principali del sistema di aiuti sociali devono essere: a) la lotta alla povertà e b) l'aiuto a chi perde il lavoro e deve trovarne un altro.

K)         Piano nazionale del lavoro.   Un polmone di lavoro che permetta di gestire insieme il fenomeno immigrazione e la disoccupazione italiana di lunga durata contemporaneamente alla ricerca di un lavoro continuativo con l’assistenza dei centri per l’impiego.   Al contrario di una logica puramente assistenziale e di sussidio  che espone poi le persone ad un contemporaneo  ingresso in un mercato del lavoro illegale e marginale, l'inserimento di queste risorse produttive all'interno di un piano nazionale del lavoro ( con la creazione di squadre di lavoratori impegnate sia nella costruzione di alloggi popolari e di strutture sociali  sia nella messa in sicurezza del territorio  o nel recupero produttivo di aree agricole del demanio pubblico ecc. ecc.) potrebbe costituire un percorso d'integrazione sociale.   Colmerebbe, inoltre, il vuoto prodotto dall'abolizione dell'art 18 restituendo al lavoratore la continuità della sua condizione di lavoratore pur all'interno di una mobilità d'impiego.   L'integrazione al lavoro dei migranti, arrivati legalmente o illegalmente nel nostro paese, potrebbe poi essere il veicolo più opportuno per una loro reale integrazione ed il successivo ottenimento della cittadinanza 

Riforma della giustizia

L)         Riforma della giustizia I.   Continuare gli sforzi attuali per ridurre i tempi della giustizia civile e penale.   Questa riforma deve essere accompagnata da un rafforzamento degli organici e da un uso più intenso delle nuove tecnologie.   Introdurre la separazione delle carriere tra giudici e magistrati inquirenti.

M)       Riforma della Giustizia II.   Maggiore responsabilità gerarchica sui PM e revisione del sistema carcerario (con introduzione del lavoro obbligatorio come base per il recupero sociale delle persone).   Maggiore severità nell’applicazione delle pene specialmente in caso di omicidio. 

Politica internazionale

N)        Europa.   È necessario sviluppare alleanze con altri paesi europei per individuare azioni che permettano di rafforzare il processo di integrazione europea dove è necessario e dove è possibile.   Bisognerà utilizzare tutte le possibilità di sviluppo "a due velocità" nei campi dove il progresso con tutti i paesi non è possibile o necessario.   In ogni caso bisognerà fare attenzione a che l'Italia sia nel gruppo dei paesi più ambiziosi.   Abbiamo bisogno in tanti campi della disciplina che viene dalle regole europee.

O)        Mondo.   È necessario riprendere le discussioni per nuovi accordi commerciali a livello europeo riconoscendo che questi sono positivi per il nostro paese nel suo insieme, ma che comportano inevitabilmente vantaggi distribuiti in maniera ineguale e perfino perdite per alcuni.   È necessario avere meccanismi che compensino a livello nazionale chi è colpito dall'apertura di nuove correnti di scambio.   È necessario difendere l'approccio multilaterale di fronte agli attacchi che vengono dai populisti di tanti paesi.

P)         Immigrazione. Insistere sull’azione europea comune di contenimento dell’immigrazione illegale con accordi con i paesi di origine e di transito e investimenti nelle aree di partenza.   Dare maggiore pubblicità alle politiche di immigrazione programmata (abbiamo bisogno di immigrati) e favorire l'arrivo di persone qualificate.   In ogni caso, chi è presente sul territorio italiano a qualsiasi titolo deve essere trattato in maniera dignitosa. 

Pubblica amministrazione – rapporti con i cittadini

Q)        Trasparenza.  Rafforzamento della trasparenza di tutte le pubbliche amministrazioni.   Tutte le organizzazioni pubbliche e le società di diritto privato con una partecipazione azionaria pubblica devono essere obbligate a comunicare le retribuzioni dei loro dirigenti apicali.    Le amministrazioni comunali, provinciali e regionali devono essere obbligate a mettere online i documenti che saranno in discussione nelle riunioni consiliari almeno 48 ore prima delle riunione.   Le pubbliche amministrazioni devono permettere a chi ha introdotto una domanda di poter seguire online lo stato di avanzamento della propria richiesta.   La privacy non deve poter essere utilizzata come scusa per ridurre le ambizioni in termini di trasparenza.   In caso di conflitto con i testi esistenti, bisognerà riportare le nostre misure sulla privacy al livello di quelle che esistono negli altri paesi sviluppati.

R)         Riforma della pubblica amministrazione. Introdurre la gestione delle attività e delle prestazioni lavorative per obiettivi quantificabili e verificabili legando ad essi anche il sistema premiante.   Introdurre anche nel settore pubblico le modalità dell’impiego privato compreso il possibile demansionamento, trasferimenti da un settore e l’altro della pubblica amministrazione e il trasferimento  territoriale.

S)         Riforme istituzionali.   Il "No" al referendum non può essere la fine di ogni discorso di riforma.   Rilanciare le riforme istituzionali che non richiedono modifiche della Costituzione (per esempio, le fusioni di piccoli comuni e la soppressione di tanti enti inutili) e cominciare a preparare alcune limitate modifiche costituzionali che possano raccogliere una maggioranza in Parlamento che eviti la tenuta di un referendum di conferma.

T)         Riduzione dei privilegi della politica.   Lancio di una revisione seria dei privilegi accordati a parlamentari e altri eletti con l'obiettivo di ridurre i costi e di introdurre più etica nella vita pubblica.   L'esame dovrebbe sicuramente coprire i rimborsi forfettari dei parlamentari e la remunerazione degli eletti a livello regionale e comunale.  L'esame dovrebbe coprire ogni altro vantaggio non legato all'esercizio delle loro funzioni come, per esempio, l'accesso gratuito a spettacoli e manifestazioni sportive. 

Cultura – scuola

U)        Riforma della scuola.   La buona scuola è stata una buona partenza che ha permesso l'assunzione di 100mila precari e di introdurre alcune modifiche amministrative.   Bisogna intervenire di nuovo dandosi l'obiettivo di riuscire a migliorare i risultati a medio termine: i test internazionali e nazionali mostrano che la preparazione degli studenti che lasciano la nostra scuola per andare all'università o per entrare nel mondo del lavoro non è al livello che ci si aspetterebbe da un paese come il nostro.   Una scuola che prepara veramente è necessaria per ridurre le differenze sociali.

V)         Cultura – patrimonio culturale.  Si sono fatti passi avanti importanti nella gestione dei musei più importanti.   Bisogna cercare di generalizzare questi progressi ai tanti musei più piccoli.   Mai più musei e siti chiusi.   Qui sono importanti le iniziative locali.   I circoli PD locali potrebbero essere invitati a fare proposte nei loro territori.

W)       Cultura  - cultura civica.   Rafforzamento negli investimenti per la cultura intesa non solo come difesa, conoscenza e uso del patrimonio ma anche, e soprattutto, come strumento per il miglioramento della cultura civica della popolazione per migliorare l'etica dei comportamenti quotidiani, attraverso interventi educativi nelle scuole e attraverso la televisione pubblica.  Ripensare l'intero settore delle biblioteche pubbliche come parte dell'intervento sulla scuola e sulla formazione permanente.   Alla scuola istituto coercitivo della formazione si deve affiancare sin dalla tenera età il sistema bibliotecario che invece è non disciplinare per definizione.   Occorre formare pubblici, lettori e fruitori consapevoli, sin dalla tenera età.   Istituire dove possibile corsi gratuiti per l'utilizzo dei computer e dell’internet.

Per aggiungere dei commenti, devi essere membro di Libertà è Partecipazione!

Join Libertà è Partecipazione

Le risposte a questa discussione sono chiuse.

Risposte

  • Roberto,

    grazie per il voto.   Ma da un lato avevamo bisogno di voti da uno a dieci per ognuna delle priorità e, dall'altro, la votazione era aperta fino a fine febbraio.   Il documento finale è disponibile sulla pagina "Documenti" in due versioni, una con tutte le 23 priorità disposte nell'ordine di importanza che è risultato dalla votazione e l'altra con le sole 10 priorità più importanti.

  • A - 3 riforma fiscale I

    B - 8 riforma fiscale II

    C - 3 riduzione del cuneo fiscale

    D - 8 tagli di spesa

    E - 10 smettere di fare nuovi debiti

    F - 8 concorrenza

    G - 9 semplificazione burocratica

    H - ricerca innovazione

    L - riforma giustizia I

    M - 8 riforma giustizia II

    N - 9 europa

    O - 9 mondo

    P - 9 immigrazione

    Q - 10 trasparenza

    R - 10 riforma amministrazione pubblica

    S - 10 riforme istituzionali

    T - 10 riduzione dei privilegi

    U - 10 riforma della scuola

    V - 10 patrimonio culturale

    W - 10 cultura civica

  • 10  F - Concorrenza

    9  Q - Trasparenza

    8  A - Riforma fiscale

    7  J - Disagio Sociale

    6 C - Cuneo Fiscale

    5 L - Riforma della Giustizia

    4 M - Riforma della Giustizia

    3 G - Semplificazione Burocratica

    2 N - Europa

    1 U - Riforma della Scuola

  • Grosso modo : Riforma della giustizia I 10 punti ;  Riforma della scuola , 9 e riforma della pubblica amministrazione 8.

  • Giorgio (M),

    se non traduci il tuo voto in punti per ogni priorità, non possiamo conteggiarlo.

  • condivido i suggerimenti (li chiamerei così perché mi sembrano propositi e solo sbagliando si impara) di Fabio

    nel merito insisto sulla priorità sul punto W (per me biblioteche pubbliche) perché in questo paese c'è un deficit di cittadinanza, in specie al Sud. E la crisi della rappresentanza politica con la fine di quei Partiti massa che nel '900 hanno supplito a questo deficit, rende necessario creare un connettivo. Altrimenti siamo condannati a classe dirigente impreparata improvvisata o espressione solo di apparati e gruppi di pressione da una parte e anti politica dall'altra. Con un paese così tutte le riforme cadono nel vuoto. 

    questo punto W per me poteva essere legato a quello di 1) Scuola e Beni Culturali, in un intervento sistemico. 

    Condivido anche quanto detto da Giorgio con la sola differenza che metterei 2)  la Pubblica Amministrazione al primo posto, una riforma dello Stato che divida le competenze con chiarezza e faccia sempre prevalere un ordine superiore dove ve ne è necessità (per esempio perché il servizio sanitario alle Regioni?). Prima di 4) Giustizia, metterei 3) Riforma fiscale.

  •  Fabio, bello sforzo. Credo che le cose piu' importanti da fare in Italia siano la Giustizia , la pubblica amminisrazione e la scuola. Quanto alla giustizia: per il penale cedo che la vera riforma sia l'abrogazione dell'azione obbligatoria che di fatto lascia ai giudici la piu' totale discrezione. in Civile come minimo la riforma radicale della legge fallimentare, che è uno degli ostacoli agli investimenti esteri in Italia.  Nella PA bisognerebbe reintrodurre un organismo efficiente di controllo interno ma indipendente.. Per la scuola, è chiaro che non funziona da decenni, Forse bisognerebbe che i sindacati che nella scuola sono potentissimi , prendessero coscienza che  i professori devono essere al servizio degli alunni e non viceversa.

  • Paolo,

    fatto.  Grazie.

  • Mi è difficile dare delle preferenze alle mie proposte,anche perché alcune di esse non mi sembrano realizzabili senza che  altre siano ugualmente prioritarie.       

    Prendetele comunque nell'ordine con cui le ho scritte(per es.1O alla riforma fiscale I,ecc)

  • Paolo,

    se non attribuisci punti alle singole proposte non possiamo conteggiare il tuo voto.

This reply was deleted.