Priorità dell’azione di governo

Priorità dell’azione di governo

Cari amici, il comitato del nostro circolo ha deciso di lanciare la discussione di un documento che indichi le direzioni principali nelle quali dovrebbe andare la proposta politica del PD e l’azione del governo che il partito guiderà.   Non si tratterà di un documento che indichi un programma di governo dettagliato, la sua redazione sarebbe troppo complicata, ma vorremmo qualcosa che presenti una lista di temi che i membri del nostro circolo considerano importanti.

Per raggiungere questo obiettivo vorremo poter lanciare tra qualche giorno una votazione tra i membri su di una lista di possibili azioni di governo.   Ogni membro sarà chiamato a scegliere nella lista che avremo elaborato le 10 azioni che considera più importanti attribuendo loro un punteggio da 10 – per la più importante – a 1 – per la meno importante.   In seguito faremo il conto dei voti ricevuti da ogni singola proposta e le dieci giudicate più importanti saranno incluse nella lista adottata dal circolo ed elencate in ordine di preferenza.

Prima di arrivare alla fase della votazione, è però necessario passare qualche giorno (fino alla mezzanotte di sabato 18 febbraio) per scambiare commenti sulle bozze di priorità che riportiamo di seguito e per aggiungerne altre.

Le proposte non devono essere troppo precise, ma devono dare un'indicazione della direzione nella quale si dovrebbe andare.   Azioni concrete possono essere proposte, ma solo a titolo di esempio, non si deve fare la lista di tutto quello che dovrebbe essere fatto.   Le proposte non dovrebbero andare al di là delle sei/sette righe e devono avere un titolo di non più di tre/quattro parole che ne faciliti l'identificazione nella votazione finale.

Troverete qui di seguiti alcune proposte che abbiamo raccolto informalmente.  Commentatele e aggiungetene altre che vi sembrano importanti (per esempio sulla scuola?   Sulla sanità?   Sui trasporti?).  Poi cercheremo di incorporare i contributi raccolti e lanciare la votazione. 

* * * 

A)         Riforma fiscale I.   Una profonda riforma fiscale che abbia come obiettivi: a) un ridisegno delle aliquote IRPEF e una eliminazione di tante norme speciali per giungere ad una maggiore progressività (con aliquote marginali più alte di quelle attuali) a parità di gettito complessivo.   b) l'eliminazione delle tasse con un gettito basso (compreso il canone RAI) e una forte semplificazione delle procedure ottenuta attraverso l'eliminazione di misure speciali.   c) Un trasferimento sostanziale del peso della tassazione dal lavoro verso consumo, energia, immobili e altre basi.

B)         Riforma fiscale II.   Una riforma che aumenti il gettito ottenuto:
- dalla ricchezza finanziaria (tassazione specifica dello 0,20% sulle ricchezze finanziarie detenute dalle famiglie italiane.   Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia le ricchezze finanziarie al 2014 ammontano, al netto delle passività, a 2.991 miliardi di euro; una tassazione aggiuntiva dello 0,20% pari ad esempio a 200 euro su di un montante di 100.000 euro darebbe risorse per 5,9 miliardi d’euro annui.   Una tassazione sulle transazioni finanziarie.   Una tassazione del 75% sugli utili delle istituzioni finanziarie ed assicurative relativi alle operazioni di derivati.
- dai patrimoni immobiliari (tassazione patrimoniale progressiva sui patrimoni immobiliari superiori a 1milione di euro);
- dalle successioni (tassazione progressiva sulle successioni ereditarie d’importo superiore a 1 milione di euro).
- dagli alti redditi (aliquote più progressive IRPEF a partire dai 70.000 euro in su da cui si possono ricavare maggiori risorse annue di circa. 10 miliardi).

C)         Riduzione del cuneo fiscale.   Un altro intervento, su cui è necessario procedere, è quello della riduzione del cuneo fiscale sul lavoro a carico delle imprese. In questo caso, è necessario prevederne il passaggio a carico della fiscalità generale.

D)        Tagli di spesa.   Fine dei tagli orizzontali delle spese dei ministeri.   I tagli devono essere la conseguenza di una scelta politica.   Il lavoro dei tanti commissari che si sono succeduti negli ultimi hanno prodotto una base analitica che deve essere resa pubblica e utilizzata.  

E)         Riforma della giustizia I.   Continuare gli sforzi attuali per ridurre i tempi della giustizia civile e penale.   Questa riforma deve essere accompagnata da un rafforzamento degli organici e da un uso più intenso delle nuove tecnologie.   Introdurre la separazione delle carriere tra giudici e magistrati inquirenti.

F)         Riforma della Giustizia II.   Maggiore responsabilità gerarchica sui PM e revisione del sistema carcerario (con introduzione del lavoro obbligatorio come base per il recupero sociale delle persone).  Maggiore severità nell’applicazione delle pene specialmente in caso di omicidio.

G)        Semplificazione burocratica per le attività produttive.   È necessario ridurre il numero delle autorizzazioni oggi richieste per aprire e sviluppare nuove attività economiche.   Bisognerà esaminare con attenzione la realtà degli altri paesi europei; non c'è alcuna ragione perché da noi il numero delle autorizzazioni debba essere più alto che negli altri paesi.   Bisognerebbe anche concentrare le autorizzazioni assolutamente necessarie nel numero più basso possibile di enti incaricati di rilasciarle.

H)        Aiuti sociali.   È necessario analizzare il sistema attuale di aiuti sociali in Italia che è diviso tra vari livelli di intervento.   Ci sono fortissime lacune che dovranno essere colmate nei limiti delle risorse disponibili.   Gli obiettivi principali di un sistema di aiuti sociali deve essere: a) la lotta alla povertà e b) l'aiuto a chi perde il lavoro e deve trovarne un altro.

I)          Piano nazionale del lavoro.   Un polmone di lavoro che permetta di gestire insieme il fenomeno immigrazione e la disoccupazione italiana di lunga durata contemporaneamente alla ricerca di un lavoro continuativo con l’assistenza dei centri per l’impiego.   Al contrario di una logica puramente assistenziale e di sussidio  che espone poi le persone ad un contemporaneo  ingresso in un mercato del lavoro illegale e marginale, l'inserimento di queste risorse produttive all'interno di un piano nazionale del lavoro ( con la creazione di squadre di lavoratori impegnate sia nella costruzione di alloggi popolari e di strutture sociali  sia nella messa in sicurezza del territorio  o nel recupero produttivo di aree agricole del demanio pubblico ecc. ecc.) potrebbe costituire un percorso d'integrazione sociale. Colmerebbe, inoltre, il vuoto prodotto dall'abolizione dell'art 18 restituendo al lavoratore la continuità della sua condizione di lavoratore pur all'interno di una mobilità d'impiego.   L'integrazione al lavoro dei migranti, arrivati legalmente o illegalmente nel nostro paese, potrebbe poi essere il veicolo più opportuno per una loro reale integrazione ed il successivo ottenimento della cittadinanza

L)         Europa.   È necessario sviluppare alleanze con altri paesi europei per individuare azioni che permettano di rafforzare il processo di integrazione europea dove è necessario e dove è possibile.   Questo richiede una maggiore attenzione alle richieste che emanano dagli altri paesi.   Bisognerà utilizzare tutte le possibilità di sviluppo a due velocità nei campi dove il progresso con tutti i paesi non è possibile o necessario.   In ogni caso bisognerà fare attenzione a che l'Italia sia nel gruppo dei paesi più ambiziosi.   Abbiamo bisogno della disciplina e delle regole europee in tantissimi campi.

M)       Immigrazione. Insistere sull’azione europea comune di contenimento dell’immigrazione con investimento nelle aree di partenza.

N)        Trasparenza.   Rafforzamento della trasparenza di tutte le pubbliche amministrazioni.   Tutte le organizzazioni pubbliche e le società di diritto privato con una partecipazione azionaria pubblica devono essere obbligate a comunicare le retribuzioni complete dei loro dirigenti apicali.    Le amministrazioni comunali, provinciali e regionali devono essere obbligate a mettere on line i documenti che saranno in discussione nelle riunioni consiliari almeno 48 ore prima delle riunione.   Le pubbliche amministrazioni devono permettere a chi ha introdotto una domanda di poter seguire online lo stato di avanzamento della propria richiesta.   La privacy non deve poter essere utilizzata come scusa per ridurre le ambizioni in termini di trasparenza.   In caso di conflitto con i testi esistenti, bisognerà riportare le nostre misure sulla privacy al livello di quelle che esistono negli altri paesi sviluppati.

O)        Riforma della pubblica amministrazione. Introdurre la gestione delle attività e delle prestazioni lavorative per obiettivi quantificabili e verificabili legando ad essi anche il sistema premiante. Introdurre anche nel settore pubblico  le modalità dell’impiego privato compreso il possibile demansionamento, trasferimenti da un  settore e l’altro della pubblica amministrazione e il trasferimento  territoriale.

P)         Ricerca e Innovazione.   Rafforzamento dell’investimento pubblico nella ricerca anche attraverso la creazione di una Agenzia Nazionale della Ricerca per i finanziamenti alla ricerca di base e di un Istituto per l'Innovazione (potrebbe anche essere ENEA rinnovato) che faccia anche da interfaccia tra il mondo delle imprese e l'Università.

Per aggiungere dei commenti, devi essere membro di Libertà è Partecipazione!

Join Libertà è Partecipazione

Le risposte a questa discussione sono chiuse.

Risposte

  • in vista della rielaborazione che sarà messa ai voti da domenica PROPONGO QUESTI EMENDAMENTI A QUANTO SVILUPPATO EGREGIAMENTE DA LAURA (uso il grassetto per evidenziarli):

    Q) Rafforzare gli investimenti per la cultura intesa non solo come difesa, conoscenza e uso del patrimonio ma anche, e soprattutto, come creazione di una cittadinanza attiva e partecipe, con strumenti e luoghi di prossimità per l'accesso all'informazione. Effetto non secondario sarebbe il miglioramento della 
    cultura civica della popolazione per un'etica dei comportamenti quotidiani, ottenuta anche attraverso interventi educativi nelle scuole e attraverso la televisione pubblica e i nuovi social informatici. Punti fondamentali da considerare:
    1) garantire e stimolare l'accesso dei bambini, dei giovani e degli adulti a biblioteche pubbliche multimediali (presenti in tutte le città e in tutte le scuole, soprattutto nei paesi e borghi) per creare e rafforzare fin dall’adolescenza l'abitudine alla lettura e accrescere la comprensione critica dei contenuti su altri media; l'uso della biblioteca pubblica deve essere totalmente gratuito. Molto auspicabile anche l'istituzione di biblioteche nelle carceri e nelle fabbriche. Le biblioteche devono svolgere anche un ruolo di audience development, facendo crescere nuovi pubblici e con essi il consumo dei prodotti culturali e di informazione, volani importanti per la crescita economica del paese.

  • Carlo,

    al momento stiamo raccogliendo commenti sulla varie proposte o idee per nuove proposte.  Domenica faremo la lista totale delle proposte (raggruppate per temi) e apriremo la votazione.

  • mi ci perdo in queste mail.
    Visto che ci sono le lettere che individuano i temi...mi pare sia meglio che le risposte o "vi siano raggruppate" dal moderatore (copia-incolla), o vi provveda l'estensore (inviando una mail x ciascun tema).

  • E penso che vada aggiunta anche questa priorità.

    X)         Smettere di fare nuovi debiti.   Lo stato italiano non può continuare ad indebitarsi in questa maniera.  Nel quadriennio 2014-2017, il nostro debito pubblico sarà aumentato di 197.6 miliardi di euro (dati Istat e previsioni della Commissione europea per il 2017).  In percentuale del Pil, il debito pubblico sarà passato dal 129.0 per cento di fine 2013 al 133.2 di fine 2017.   Non possiamo trasferire alle prossime generazioni un peso del genere quando, oltre a tutto, questi soldi non sono stati spesi per fare investimenti: nel periodo 2014-2017, gli investimenti pubblici italiani saranno stati ogni anno un nulla al di sotto del livello del 2013.   Spendiamo per interessi sul debito pubblico il doppio di quanto spendiamo per investimenti. E i tassi di interesse stanno aumentando.

  • Per ritornare al nostro testo, paragrafo Riforme, da non dimenticare le riforme che Il Referendum voleva promuovere.

    Secondo i costituzionalisti promotori del No, queste erano possibili senza modifiche della Costituzione ,ad esempio la riduzione dei parlamentari sia al Senato( a 200) che alla Camera( a 400); l'eliminazione de CNEL; la riattribuzione allacompetenza esclusiva dello Stato di alcune materie assegnate alle regioni nel 2001, creando contenziosi dinanzi alla Corte Costituzionale.

    Insomma una nuova legislatura dovrà riprendere in mano queste riforme ,che tengano conto di una eliminazione / riduzione di sprechi, e maggior efficienza dell'amministrazione pubblica

  • Condivido con Angelo l'importanza del ruolo delle biblioteche pubbliche,per educare i giovani alla lettura e ,di conseguenza ,alla scrittura.
    Riguardo poi al Manifesto Unesco per le biblioteche pubbliche ,ripreso nel post di Angelo , riporto che in Belgio le famiglie educano i bambini sin dalla tenera età a frequentare le biblioteche .Ogni sabato vanno a prendere libri in prestito e li riportano il sabato successivo.
    Così fino alle Università,dove fornitissime biblioteche consentono agli studenti di continuare ad approfondire le ricerche e gli studi.
    Ogni comune dell'Agglomerazione di Bruxelles possiede una biblioteca,significa perciò a poca distanza l'una dall'altra sia in lingua francese che fiammingo.
  • Da aggiungere:

    X)         Concorrenza.  Rafforzamento della concorrenza nel nostro paese secondo le linee originali della “Legge annuale della concorrenza” presentata dal governo Renzi nell’aprile del 2015, ma poi svuotata e insabbiata nel Parlamento.   Dalla liberalizzazione delle professioni con la riduzione dei loro “territori di caccia protetti” a quella della cosiddetta “sharing economy” (NCC, noleggio da rimessa, Uber, AirB&B, ecc.).   Dalla liberalizzazione della vendita di alcuni prodotti alla possibilità che tante professioni siano svolte sotto forma di società di capitali come nel resto del mondo.   La concorrenza è la migliore difesa dei consumatori.

  • Fabio, butto giù qualcosa qui. Vedi se mi puoi aiutare a riformulare meglio ed qualcun'altro magari anche ad aggiungere altri punti che ora mi sfuggono:

    P) Ricerca e Innovazione. Rafforzamento dell’investimento pubblico nella ricerca attraverso la creazione di un Agenzia Nazionale della Ricerca per l'erogazione di finanziamenti per la ricerca di base (concorsi pubblici con selezione per titoli e meriti) e di un Istituto per l'Innovazione (per esempio ENEA rinnovato) che coadiuvi il trasferimento tecnologico tra mondo delle imprese e  Università.

    Q) Cultura. Rafforzamento negli investimenti per la cultura intesa non solo come difesa, conoscenza e uso del patrimonio ma anche, e soprattutto, come miglioramento della cultura civica della popolazione per migliorare l'etica dei comportamenti quotidiani, attraverso interventi educativi nelle scuole e attraverso la televisione pubblica. Punti fondamentali da considerare:

    1) garantire e stimolare l'accesso dei bambini, dei giovani e degli adulti a biblioteche pubbliche (presenti in tutte le città e in tutte le scuole, soprattutto nei paesi e borghi) per creare e rafforzare fin dall’adolescenza l'abitudine alla lettura; l'uso della biblioteca pubblica deve essere totalmente gratuito. Molto auspicabile anche l'istituzione di biblioteche nelle carceri e nelle fabbriche.

    2) istituire dove possibile corsi gratuiti per l'utilizzo del computer e d’internet;

    3) finanziamenti atti a per stimolare l'accesso dei cittadini a musei, cinema, mostre, teatro, circoli culturali e librerie.

  • Riporto la sintesi di un documento su università e ricerca elaborato da docenti dell'Università di Pavia durante una giornata  di lavoro organizzata dal PD locale nel novembre 2016.

    1. 1.    Creazione della Agenzia Nazionale della Ricerca

    L’innovazione nell’ambito della ricerca è un presupposto fondamentale per entrambe le sue principali declinazioni: la ricerca di base e la ricerca applicata. Una maggiore efficacia della ricerca di base richiede una migliore organizzazione prima di tutto dei suoi meccanismi di supporto sistemico: il finanziamento pubblico. Ad oggi i percorsi per l’accesso e gli enti che gestiscono il finanziamento della ricerca sono troppi e tra loro indipendenti, come il programma per la ricerca finalizzata del Ministero della Salute ed il programma PRIN del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le cui erogazioni avvengono in modo indipendente e asimmetrico.

    Si propone dunque l’istituzione di un‘Agenzia Nazionale della Ricerca, che centralizzi l’organizzazione e l’erogazione dei fondi destinati alla ricerca di base e consenta una migliore organicità, maggiore trasparenza ed efficacia del finanziamento, consentendo anche una ripartizione più consapevole dell’entità dei finanziamenti dedicati alla ricerca di base ed a quella applicata.

    La stabilità delle regole che l’Agenzia assicurerebbe,  consentirebbero certezza nei finanziamenti e nella definizione  di  percorsi certi di formazione per i giovani ricercatori. La mancanza pressoché totale di questo requisito essenziale, tipico della situazione italiana degli ultimi anni, nuoce alla Università e alla ricerca molto più della scarsità cronica di finanziamenti.

     

    1. 2.    Una nuova politica per la ricerca applicata

    Numerose sono le iniziative che i singoli atenei hanno intrapreso per favorire la terza missione, strutturando appositi uffici per il trasferimento tecnologico, fondando poli o parchi tecnologici, incubatori di imprese, fondazioni. Nonostante le esperienze di trasferimento tecnologico nel nostro paese siano dunque in aumento, la complessità del processo e la distanza culturale tra il ricercatore e l’imprenditore, rendono il numero di successi ancora molto limitato. Un’azione di sistema per favorire e strutturare il trasferimento di conoscenza dalla ricerca all’impresa consentirebbe invece di facilitare e ampliare il processo. A questo scopo si propone la creazione di un ente italiano per la ricerca applicata sul modello del Fraunhofer-Gesellshaft tedesco, potrebbe rappresentare una soluzione di ampio respiro sull’intero territorio nazionale. In alternativa alla creazione di un nuovo ente, è forse più efficiente la trasformazione ed il rilancio dell’ENEA, che  dipende dal ministero dello sviluppo economico (MiSE), e che ha già svolto e svolge in parte questa missione, anche con buoni risultati e successi.

     

    1. 3.    Un nuovo modo di finanziare le Università

    Infine il tema dell’innovazione nella ricerca è fortemente collegato al tema dell’inserimento di nuovi ricercatori e giovani professori associati nel ruolo accademico. I giovani sono molto spesso portatori di innovazione nella ricerca e, in alcuni settori, sono in assoluto i principali innovatori. Tuttavia, quando un giovane è immesso in ruolo nel sistema accademico italiano, viene nel migliore dei casi dotato di una scrivania e niente di più, in particolare se si tratta di una persona che viene da fuori sede. L’inserimento del nuovo docente/ricercatore nelle attività di ricerca della sede non è strutturato, può verificarsi in casi fortunati, ma non è un meccanismo previsto. Analogamente il nuovo arrivato non viene dotato di un budget iniziale per l’avvio alla ricerca. La assegnazione alle università di budget mirati per la creazione di nuovi filoni di ricerca, meccanismo in atto da anni in tutto il mondo, è l’unica alternativa valida alla episodica assegnazione governativa dall’alto di ruoli o finanziamenti straordinari.

    Si propone pertanto l’istituzione di uno starting grant che garantisca la possibilità di concretizzare le nuove idee, i nuovi progetti di cui è portatore, portando, nel migliore dei casi, ad un avvio ritardato della produttività del ricercatore.

     

  • per approfondire, rivolta a Laura che ha avuto l'incarico da Fabio, e per chiunque sia interessato:
    http://www.aib.it/aib/commiss/cnbp/unesco.htm
    http://www.liberliber.it/mediateca/libri/u/unesco/manifesto_unesco_...

    Per tutti sottolineo questo stralcio (stiamo parlando di un documento del 1995):

    I seguenti compiti chiave, che riguardano l'informazione, l'alfabetizzazione, l'istruzione e la cultura, dovrebbero essere al centro dei servizi della biblioteca pubblica:

    1. creare e rafforzare nei ragazzi l'abitudine alla lettura fin dalla tenera età;
    2. sostenere sia l'educazione individuale e l'autoistruzione, sia l'istruzione formale a tutti i livelli;
    3. offrire opportunità per lo sviluppo creativo della persona;
    4. stimolare l'immaginazione e la creatività di ragazzi e giovani;
    5. promuovere la consapevolezza dell'eredità culturale, l'apprezzamento delle arti, la comprensione delle scoperte e innovazioni scientifiche;
    6. dare accesso alle espressioni culturali di tutte le arti rappresentabili;
    7. incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere la diversità culturale;
    8. sostenere la tradizione orale;
    9. garantire l'accesso ai cittadini a ogni tipo di informazione di comunità;
    10. fornire servizi d'informazione adeguati alle imprese, alle associazioni e ai gruppi di interesse locali;
    11. agevolare lo sviluppo delle capacità di uso dell'informazione e del calcolatore;
    12. sostenere le attività e i programmi di alfabetizzazione rivolti a tutte le fasce d'età, parteciparvi e, se necessario, avviarli.
This reply was deleted.