Circoli online del PD

Da quanto mi è sembrato di capire l'orientamento presente nel PD è di accoppiare ad una piattaforma generalista come quella chiamata " BOB" un rafforzamento della presenza web dei circoli territoriali. I COL come il nostro, pur previsti dallo Statuto , stentano a trovare una collocazione politica ,un apprezzamento una precisa valorizzazione
Quale può essere il futuro per i COL del PD?
Penso che può essere utile definire i seguenti aspetti :
1) rapporto fra la partecipazione online e il territorio
2) organizzazione interna del COL
Penso che uno dei punti decisivi del dibattito per superare questa situazione sia costituito dalla definizione del rapporto fra la partecipazione online e il territorio.
Su questo punto ci siamo già espressi nel nostro recente documento con proposte specifiche di separazione del percorso di rappresentanza diretta dei COL fino alla Direzione nazionale e di partecipazione alle votazioni per il territorio direttamente dall'interno dei COL.
Penso che tuttavia valga la pena di ritornare sull'argomento con ulteriori riflessioni.
Una delle debolezze dei circoli online è quella di non costituire un centro d'interesse riconoscibile rispetto ala scelta dei candidati alla cariche dirigenziali del partito , alle cariche istituzionali locali e nazionali.
Rispetto alle votazioni siamo, allo stato attuale, quasi del tutto ininfluenti e questo in qualche modo politicamente ci rende irrilevanti.
Credo sia opportuno riconsiderare questi aspetti , rileggere insieme le nostre proposte e tentare quindi di farne un cavallo di battaglia per la nostra azione all'interno del partito prendendo atto che solo quando riusciremo ad avere una massa di consensi importante e " visibile o contabile" potremo avere la forza d'imporre la questione nei termini da noi sperati.
Un secondo punto su cui desidero attirare la vostra attenzione è sulla fasi organizzative del nostro Circolo :
a) gruppo facebook
b) sito del Circolo e CD
c) Blog " Pensiero democratico"
Il gruppo facebook può essere visto come un'assemblea estemporanea e generalista dei simpatizzanti ed iscritti al Circolo ed al PD. Spesso infatti i partecipanti sono anche membri di altri gruppi ecc ecc. La caratteristica delle discussioni è estemporanea e non vi è la possibilità di organizzazione nel tempo dei vari argomenti trattati
Il sito offre questa continuità nelle discussioni e raccoglie tutte le persone che hanno fatto la scelta di assicurare una continuità del proprio impegno e del loro intervento: Si sviluppano i temi ed il dibattito in maniera continuativa .Si ha una capacità organizzativa e si è un livello di base dell'organizzazione del PD. Con il CD si esprime una capacità direzionale politica del processo su descritto e si cercano gli opportuni referenti con la Direzione del partito e con le altre realtà di base.
Il blog Pensiero democratico può e deve rappresentare la vetrina delle idee elaborate dal Circolo . Non necessariamente dei soli documenti approvati ma anche di eventuali contributi personali, sufficientemente elaborati e condivisi, o della sintesi delle discussioni affrontate all'interno del Circolo sui diversi temi. Per fare questo occorre che vi sia una redazione funzionante con la presenza oltre ai componenti del CD di almeno altre cinque persone . Un gruppo di almeno dieci persone potrebbe riuscire a fare quello che in questo momento non si riesce. Senza una dimensione corale della redazione, io stesso limito la mia azione che rischia di dare un connotato troppo personale al BLOG.
Vi prego di affrontare questi due argomenti proposti e di arricchire con vostre ulteriori proposte il dibattito . Grazie.

Per aggiungere dei commenti, devi essere membro di Libertà è Partecipazione!

Join Libertà è Partecipazione

Inviami un'e-mail quando le persone aggiungono una risposta –

Risposte

  • Credo che i COL rappresentino il futuro del e di ogni partito.

    Nel nostro caso, avendo una certa presenza territoriale, quantunque caratterizzata da molte inefficienze, non sarebbe logico affiancare ad ogni circolo territoriale il suo COL?

    In questa maniera cisarebbe la possibilità di essere iscritti anche a più circoli al fine di poter partecipare sia alle attività territoriali, quanto a dibattiti su altra scala.

    L'iscrizione al COL potrebbe avvenire sia come iscritto al Partito, quanto come semplice interessato all'attività che vi si svolge; in questa maniera sarebbe possibile coinvolgere moltissimi soggetti come nel caso di fb.

    Un problema potrebbe essere costituito dalla selezione degli aderenti ai COL, al fine di evitare intrusioni strumentali, ma potrebbe essere superato tramite presentazione da parte di altro iscritto ed esame preventivo di eventuali profili social; potendo fare un minimo di screening, la totalità degli iscritti ai COL, insieme agli iscritti ai circoli territoriali (di diritto iscritti anche ai COL) potrebbe costituire la base per qualsiasi consultazione su temi proposti dalla Direzione, su candidature elettorali, oltre che, naturalmente, per le primarie.

  • Giuseppe Ardizzone i circoli online possono fare molto se ben organizzati come Libertà è Partecipazione, in territori dove i circoli territoriali risultano spenti quelli online possono evitare di far perdere iscritti dando opportunità di confronto a chi rimarrebbe emarginato, escluso. Condivido la necessità che i circoli online vengano quindi riconosciuti ufficialmente dal Partito Democratico Nazionale ed ad esempio permetta il tesseramento in queste organizzazioni. Per quanto concerne le fasi organizzative del circolo: gruppo facebook, sito dedicato e blog mi piacerebbe che il blog potesse essere integrato, una volta avrei proposto nell'Unità, oggi devo condividere Democratica. Colgo l'occasione di questo post per condividere il blog di Sergio Staino, è stato da poco allestito e può diventare ulteriore occasione di confronto: http://www.sergiostaino.it/blog

         

  • Abbiamo già prodotto un documento molto importante , a mio parere , sul ruolo dei Circoli online , sostanzialmente condiviso con Demonline Campania ed il Circolo online di Milano.
    In vista della conferenza programmatica e del nostro incontro annuale alcune questioni vanno approfondite e precisate . In particolare ritengo che il futuro dell'organizzazione del PD debba trovare una sintesi virtuosa fra la partecipazione online e quella sul territorio.
    Apriamo subito un tavolo di lavoro sul tema del rapporto e le prospettive dei Circoli online, territoriali e l'organizzazione del nostro partito .

  • -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
    la comunicazione nei tempi della rete ha assunto dei connotati originali e soprattutto delle possibilità innnovative e di contatto che prima erano impraticabili : Ognuno di noi ha la possibilità di trasmettere con facilità suoni , immagini scritti e riflessioni proprie e di altri che lo hanno interessato e che vogliamo condividere conj amici e conoscenti o persone che comunque ci interessano in tutte le parti del mondo.
    La politica fa parte delle relazioni umane e pertanto utilizza ampiamente questi strumenti . E' molto interessante a tal proprosito quello che dice Nicodemo nel suo libro e la sua analisi delle principali caratteristiche che assume la comunicazione politica ai tempi del WEB : L'utilizzo diffuso specialmente di facebook , il fatto che si tenda a riunirsi in echo chambers la necessità di uscire dai luogi di scontato consenso per essere sostanzialmente intermediari nei confronti di chi non la pensa come noi ed essere capaci di assumere il ruolo d'influencers di idee e comportamenti e come questo comporti la necessità di un rapporto fra realtà virtuale e realtà fisica.
    Tutto questo è giustamente sottolineato anche per fare in modo che il rapporto di partecipazione al processo di comunicazione avvenga in due direzioni: dal basso verso l'alto e dell'alto verso il basso.
    Perchè si verifichi questo incontro e queste condizioni tuttavia dobbiamo banalmente far ritorno a quella che è la base della politica: cioè, alla volontà delle persone di agire per la risoluzione dei problemi comuni vissuti nella propria realtà sociale.
    Se non si parte da questo e si rimane su di un livello di eccessiva astrazione si rischia di restare nell'area del commento cultrurale , dell'osservazione ma non della politica.
    E' naturale che poi anche questo abbia una sua funzione sulle coscienze ma è altrettanto importante che questo processo cammini sulle gambe di un rapporto con una realtà politico sociale concreta e con le organizzazioni ed associazioni di uomini che cercano di agire.
    Per fare un esempio concreto di quello che voglio dire parlerò più che dei rapporti di un circolo territoriale di quelli che invece possono essere i processi legati al mondo di un settore lavorativo.
    Prendiamo ad esempio il settore dei lavoratori del settore credito. Ognuno di loro ha un'esperienza giornaliera comune dei problemi della propria vita lavorativa e sente con chiarezza anche tutti i problemi del settore , le aspetattive della clientela,i problemi legati alla crisi fionanziaria, le azioni intraprese dal governo , le regole e le leggi che regolano il settore: Molti di loro fanno parte o comunque danno la loro adesione ai sindacati di categoria che li rappresentano e che mediamo anche con le altre parti sociali e con le istituzioni . All'interno di questo corpo di persone che vivono e s'interessano di questi problemi si formano opinioni , correnti di pensiero , discussioni e anche assunzioni di responsabilità da parte di alcuni che decidono d'impegnarsi maggiormente nelle varie associazioni esistenti per portare avanti la risoluzione dei problemi comuni.
    In qualche modo queste persone pur di idee diverse comunicano fra di loro e dibattono anche con tutti gli altri e rappresentano dei punti di riferimento. Quasi tutti poi cercano d'inquadrare i probelmi del setttore in quelli sociali più complessi della loro vita e all'interno di una visione generale della società che è in fondo la politica.
    E' necessario pertanto che chi decide di assumere maggiori responsabilità e che ha le stesse idee politiche possa anche avere momenti organizzativi comuni dove scambiare le proprie opinioni e organizzare proposte politiche . E' inevitabile che in questa fase l'aspetto della comunicazione sia molto più vicino alle eco chambers mentre l'azione di queste persone nei confronti degli altri sarà molto simile a quella eserciatta dagli intermediari influencers
    E' normale anche che queste persone ,facenti parte di una stessa organizzazione politica mandino verso l'alto dei contenuti sui problemi che vivono quotidianamente e ne ricevano in contropartita dai loro vertici svuiluppando quella comunicazione bidirezionale. tanto auspicata: In sostanza, per concludere, quello che voglio dire è che anche nei tempi della Rete la qualità dei processi nasce dall'incontro con l'impegno sul territorio e sul settore lavorativo, all'interno del quale la funzione politica coincide di fatto con quella d'intermediario e influencers ma anche con l'assunzione di responsabilità.
    E' all'interno di questo processo che può realizzarsi anche il processo di formazione della classe dirigente ed una reale partecipazione democratica:

    Ritorno pertanto a proporre la necessità di sviluppare una sintesi fra circoli online , con il territorio e soprattutto con l'ambiente  o settore d'interesse lavorativo .

  • "Disinformazia, La comunicazione al tempo dei social media".  Marsilio NODI, 2017, pag. 238 16.00 euro.    Ho terminato di leggere questo libro che ho trovato molto interessante con molte parti direttamente rilevanti con il lavoro che facciamo su questo sito e nel gruppo su Facebook.   L'ho letto con piacere e ho imparato molte cose utili.  È un libro di cui raccomando veramente la lettura e la discussione nel nostro circolo.    Avevo già commentato in maniera molto positiva la presentazione del libro che era stata fatta nel circolo PD di Bruxelles (pagina "PD", discussione "Circoli online", 11 luglio) e la lettura del libro ha aumentato il mio interesse.

    Il libro inizia con un lungo capitolo sulle caratteristiche della comunicazione in rete che contiene molte conclusioni direttamente rilevanti per la maniera come noi operiamo nel nostro circolo e nel gruppo Facebook.   In seguito il discorso si allarga ad altri aspetti della comunicazione politica dei nostri tempi (anche non necessariamente legati alla rete): la post-verità, il populismo e l'avversione alla scienza.   Il libro esamina la comunicazione di alcuni leader progressisti (Barack Obama, Sadiq Khan, Justin Trudeau e Emmanuel Macron) e esprime l'idea che "i leader progressisti devono dimostrarsi capaci di oltrepassare il rumore dei pregiudizi, del disfattismo, della paura del futuro.   Hanno bisogno di mostrarsi desiderosi di costruire ponti, ponti che vanno creati innanzitutto tra noi" (pag. 178).

    La parte per noi più importante del libro è quella che analizza l'esperienza di presenza in rete del PD del 2014 con la "PD Community", che è un po' entrata in crisi quando Matteo Renzi è diventato primo ministro e la comunicazione del partito ha coinciso con la comunicazione del governo.   Ė difficile riassumere le tante pagine dedicate all'esperienza della "PD Community" e al futuro della dimensione digitale del partito (pag. 211-232), ma l'idea principale è che nella PD Community c'era una relazione bidirezionale nei contatti, mentre dopo di questa si è ritornati ad una propaganda top down.   La prima permetteva di adattare i messaggi e di ricevere feedback dai circoli, mentre la seconda non lo permette.   Peccato che il nostro circolo non sia stato invitato a far parte di questa "Pd Community" La distinzione menzionata da Francesco Nicodemo ricorda tanto la distinzione che Alberto ha individuato tante volte nella maniera di distribuire informazioni in rete che vediamo oggi e l'attività di mediazione tra top down e bottom up che cerchiamo di svolgere nel nostro sito Ning.

    Nell'insieme ho trovato il libro molto interessante e ho l'impressione di aver imparato un certo numero di cose utili.   Riporto alcuni elementi che considero i più direttamente rilevanti per il nostro lavoro.

    L'uso di Facebook in Italia.  Il 35 per cento degli italiani ottiene le sue informazioni soprattutto attraverso Facebook (dati Censis dell'ottobre 2016).  Questa percentuale sale al 58.5 per cento tra chi ha meno di 29 anni (pag. 26).   Il 71 per cento degli italiani usa Facebook contro il 52 per cento dei tedeschi, il 57 per cento dei francesi, e il 63 per cento dei britannici (pag. 28).

    Fake news.   "Le venti principali storie false o inesatte su siti web o blog hyperpartisan (cioè estremamente polarizzati o prevenuti in favore di una parte politica), hanno infatti generato 8 711 .000 condivisioni, reazioni o commenti su Facebook.   Le venti principali storie delle diciannove più importanti testate online, invece hanno prodotto 7 367 000, condivisioni, reazioni o commenti" (pag. 37).

    Camere dell'eco.   Nella presentazione a Bruxelles, Francesco Nicodemo ha definito questo fenomeno come più grave di quello delle fake news.   "Le echo chambers sono delle camere di risonanza in cui si trova ciò che più ci piace e dove incontriamo coloro che condividono le nostre stesse idee e narrative".   "Le echo chambers, invece, sono spazi autoreferenziali costruiti dai social media, in cui però non sono gli algoritmi a rinchiuderci, piuttosto, come abbiamo visto, il conformismo proprio della natura umana."   Francesco Nicodemo riporta due citazioni di Zygmunt Bauman: "Il vero dialogo non è parlare con gente che la pensa come noi"; "Entrare in dialogo significa superare la soglia dello specchio, insegnare a imparare ad arricchirsi della diversità dell'altro" (pag. 41).

    Nicodemo cita uno studio realizzato a proposito della recente campagna per il referendum su 57 pagine o gruppi di Facebook nel periodo dal 31 luglio al 12 dicembre del 2016.   Lo studio ha confermato che "le attività degli utenti finiscono con l'essere confinate all'interno di camere dell'eco con opinioni fortemente polarizzate, che hanno poche interazioni con l'esterno" (pag. 48).   Questo risultato conferma l'opinione espressa durante la discussione nel circolo di Bruxelles sul fallimento della campagna per il referendum basata su "slogan" diffusi essenzialmente a persone già convinte.   Gli slogan e le "cards" diffuse dal PD e dai Comitati per il Si (e oggi dal PD e da In Cammino) servono soprattutto a fidelizzare chi è già dalla nostra parte, a rendere i fronti più duri, ma non spostano quasi voti.   I voti sono spostati da "intermediari" che possano interagire senza cattiveria con chi non la pensa come noi e possa spiegare la politica del PD in maniera empatica con chi non la pensa come noi.

    "Ho l'impressione che se lasciamo che i social network e la rete in generale ci rinchiudano nelle camere dell'eco, in cui prevale il pensiero più aggressivo e quello più violento, ci assuefaremo a quell'abisso fatto di rabbia e paura e ci sembrerà normale avere in noi quel pensiero aggressivo e violento, seguire la massa rumorosa per essere accettati e visibili" (pag. 144).

    Francesco Nicodemo esamina anche la comunicazione di Barack Obama, "Nonostante la sua (doppia) presidenza sia terminata, Barack Obama sarà ricordato a lungo" (pag. 169).  Cita un'analisi di Alberto Negri "la rete non era stata utilizzata per gridare ai quattro venti "guardate quanto è grande Obama", ma al contrario per dire alla gente "guardate quanto siete grandi voi e che cosa potete fare", quindi per fornire loro gli strumenti necessari a conversare, organizzarsi e partecipare concretamente alla vita politica del paese.  Il tutto nell'ottica di instaurare una conversazione bidirezionale e trasparente tra il candidato e la sua base elettorale." (pag. 171).   "Trova spazio nella sua (di Barack Obama) eredità politica, infatti anche un monito: bisogna uscire dalle proprie bolle, da quei luoghi virtuali o reali dove ci circondiamo esclusivamente di chi la pensa come noi, perché si deve accettare il punto di vista altrui, e soprattutto si deve capire che esistono delle basi comuni, come scienza e ragione, da non mettere in discussione." (pag. 174).

    Per Francesco Nicodemo, l'obiettivo politico principale è di far sì che le persone con le quali il partito entra in contatto attraverso la rete diventino degli influencer.   "E allora, trasformare gli utenti della rete in attivisti capaci di essere influencer nei propri gruppi e cerchie (online e offline) in grado di sensibilizzare e mobilitare amici e conoscenti, è una sfida innanzitutto organizzativa e politica, non più rinviabile" (pag. 199/200).   Questo è un campo dove i circoli online possono essere estremamente utili.   Ma Francesco Nicodemo aggiunge "il coinvolgimento dell'elettorato nelle attività politiche avviene solo se il piano online e quello offline diventano complementari" (pag. 230)   Quest'ultimo punto è spesso sottolineato nelle nostre discussioni da Giuseppe.

    Termino questo lungo post con la citazione riportata a pagina 205 del libro dei consigli offerti da Michael Shermer su come convincere le persone dell'errore delle proprie convinzioni:1) mantenere le emozioni fuori dallo scambio di idee; 2) discutere e confrontarsi senza attaccare l'interlocutore (soprattutto personalmente); 3) ascoltare attentamente e altrettanto accuratamente spiegare la propria opinione; 4) mostrare rispetto; 5) comprensione del fatto che l'interlocutore abbia proprio quell'idea e non un'altra; 6) soprattutto, dimostrare che cambiare opinione non equivale anche a mutare la propria visione del mondo.

  • Penso che comunque  il tema del futuro dei COL nel PD  e dell'incontro con il territorio dei COL a livello provinciale sia il possibile tema centrale dell'incontro tematico di ottobre/novembre.

    Dovremmo preoccuparci d'invitare all'incontro dei rappresentanti di Demonline e del Circolo di Milano oltre che personalità come Richetti per la Comunicazione e  Guerini e Barca che da punti di vista diversi si sono occupati del problema della Forma partito . Penso che sarebbe utile invitare anche Orfini che mi è sembrato interessato alla formazione di un COL su Roma Mi convinco sempre di più che l'esperienza e la storia  di questo Circolo sia importante  e penso che un altro tema da portare avanti nell'incontro è quello della preparazione di un libro che  racconti la storia di questo Circolo, le  prospettive che la partecipazione  web può offrire  alla "politica"  e ne pubblichi insieme tutti i documenti prodotti

  • Concordo sulla valutazione di Fabio Colasanti, Libertà è Partecipazione rappresenta una rarità nel panorama dei Circoli online del PD. Comunque vada a settembre, personalmente ho dubbi che i circoli territoriali del PD spenti, ne ho conosciuti un discreto numero nel mio territorio, torneranno magicamente a fiorire... Sono troppe le persone che si avvicinano alla pratica politica per mero opportunismo, continueranno ad essere opportunisti anche dopo... Ritengo buona la proposta di Cristina Favati di poterci incontrare un fine settimana tra la fine di ottobre e novembre. Teniamoci in contatto si deve fare!

  • Giuseppe,

    ieri nella discussione si è detto che i circoli territoriali dovrebbero darsi una dimensione online più attiva.   

    Non credo che noi si possa prendere l'iniziativa di formare altri circoli online.   Non esiste evidentemente alcun ostacolo regolamentare e abbiamo le conoscenze necessarie.   Ma non credo che noi si abbia le risorse personali (disponibilità di ognuno di noi) per fare molto di più dell'essenziale per mantenere in vita questo circolo.

    Mandare avanti nel tempo un circolo online, non è una cosa semplice.   Al momento, abbiamo l'impressione di essere l'unico vero circolo online del PD.   Non possiamo esserne assolutamente certi, ma è pensabile che qualsiasi altro circolo online esistente dovrebbe aver cercato di mettersi in contatto con il PD nazionale.   Noi siamo in contatto con questo da molti anni e non abbiamo saputo di altri circoli, a parte i due che hanno partecipato all'incontro tra Cristina e Guerini a Roma, nel novembre scorso.  

    Sappiamo anche che ci sono stati altri tentativi che sono falliti.   Non è facile tenere unito e interessato un gruppo per molto tempo.   Per durare nel tempo serve un gruppo di persone motivate abbastanza numeroso che permetta le necessarie sostituzioni che si rendono necessarie quando qualcuno decide di andar via o deve lasciare.  

    Io penso che noi stessi siamo pericolosamente vicini alla soglia minima di membri attivi.   Se alcuni di noi cercassero di creare altri circoli online ho paura che questo si tradurrebbe nella perdita di una partecipazione attiva nel nostro circolo senza la compensazione di grandi probabilità di successo altrove.

    Dei nuovi circoli online potrebbero formarsi però attorno ad associazione già esistenti.   Si potrebbe immaginare che una associazione culturale vicina al PD possa decidere di diventare anche un circolo del PD e combinare le due attività.   Se ne conosciamo potremmo incoraggiarle a farlo e assisterle dal punto di vista pratico.

    Penso che i circoli online per pareccho tempo debbano inevitabilmente restare un prodotto di nicchia e che lo sviluppo più utile sia lo sviluppo delle dimensione online dei crcoli esistenti.   Peccato, perché per l'interazione con gli elettori potenziali potrebbero essere molto più efficaci.

    Stiamo a vedere cosa ne pensano gli altri.

    PS: le due società che offrono siti pre-cotti più conosciute sono Wordpress e Ning.   Sono società comerciali che si fanno pagare.   Ma il costo di un sito non è astronomico.

  • Fabio ti ringrazio per l'intervento di commento all'incontro con Nicodemo e per le tue costruttive  considerazioni:Da parte mie sono sempre più convinto che il ruolo d'"influenzers" sul web e d'intermediari " nella realtà territoriale devono essere due aspetti della stessa medaglia e ci costringono ad affrontare il problema del rapporto fra web e territorio:E' necessaria una sintesi fra la struttura dei Circoli territoriali, l'utilizzo del web e i circoli online. I circoli territoriali è bene che abbiano una pagina web e che interagiscano sul web ma è anche vero che il loro apporto  risulterebbe eccessivamente dispersivo e frazionato : Allo stesso modo un circolo online senza un adeguato contatto con il territorio risulta dispersivo e poco efficace : E' vero la sua azione su facebook e sulla rete è importante  ed utile ma  se questa fosse espressione di un coordinamento su base provinciale o  per competenza  di settore lavorativo / es . settore credito) sarebbe ancora meglio.

    A mio parere dobbiamo rifletterci: E' possibile che a partire dal nostro Circolo si sviluppino tanti circoli online sui base provinciale proponendo poi questa struttura ai circoli territoriali e realizzando quindi una sintesi ed un coordinamento  sulla base del quale chiedere adeguata rappresentanza e riconoscimento? E' un'ipotesi percorribile?

    E' possibile ancora proporre o addirittura avviare l'apertura di circoli online sulla  base del settore di lavoro? 

    Quale piattaforma web  è consigliabile usare  per avere dei costi bassi o nulli?

    Possiamo proporre un piano di lavoro del genere alla  Direzione  Comunicazione e Organizzazione ?

  • Comunicazione politica e struttura del partito.  Stasera al Circolo di Bruxelles c'è stata un'interessante discussione sulla comunicazione e le conseguenze per l'organizzazione del PD.   L'occasione ne è stata la presentazione che Francesco Nicodemo ha fatto del suo libro, "Disinformazia" (editore Marsilio).   Hanno partecipato alla discussione anche Daniele Viotti, membro del Parlamento europeo, Roberto Uillo, portavoce di Piero Fassino quando era segretario del PD e una buona ventina di altre persone.   Gi scambi hanno portato su molti temi ai quali noi siamo confrontati nella nostra ricerca di maggiore efficacia del lavoro del circolo.

    Non ho ancora letto il libro, ma dai riferimenti che vi sono stati fatti ho l'impressione che sia un tentativo molto serio, quasi accademico, di analizzare la maniera nella quale lo sviluppo di nuovo mezzi di comunicazione ha cambiato la comunicazione politica.   Riporto alcune idee che sono state menzionate durante la presentazione e durante la discussione.

    Francesco Nicodemo ha esordito ricordando che secondo dei recenti dati gli italiani ottengono le informazioni di cui hanno bisogno per il  63 per cento dai telegiornali, per il 35.5 per cento da Facebook, per un dieci per cento dalla radio con i giornali (cartacei e online) in caduta libera (la somma delle fonti di informazione supera il 100 per cento perché potevano essere indicate più fonti di informazione).   Tra chi ha meno di 50 anni, Facebook è la fonte di informazione più usata.  

    Per Francesco Nicodemo il più grosso problema, la fonte della Disinformazia, non sono tanto le fake news quanto la "camera d'eco", il fatto che la gente cerca di discutere con altre persone che la pensano come loro.   Questo porta a rafforzare i propri convincimenti e distorce la realtà dato che le idee non vengono esposte a punti di vista diversi (il nome "camera d'eco" descrive il fatto che in questi gruppi di persone simili non si fa che sentire l'eco di quello che si pensa e ci si rafforza nella propria idea, giusta o sbagliata che sia).  

    Francesco Nicodemo ha affermato che stiamo vedendo, come conseguenza di questo fatto, un rovesciamento della nostra maniera di pensare.   Noi ci vediamo più figli dell'illuminismo e persone basate sulla razionalità.   Oggi questo approccio razionale è sempre più sostituito da uno basato sul "credere", se credo in un certo fatto, questo deve essere vero.   Questa trasformazione impedisce le discussioni e porta ad un rigetto dei fatti e della scienza (caso dei vaccini).

    Questo porta Francesco Nicodemo a concludere che l'idea della "disintermediazione" (il leader parla direttamente ai cittadini attraverso i social networks) non funziona.   Una forza politica per avere successo ha bisogno di intermediari.   Ha anche detto che Emmanuel Macron nei prossimi mesi rischia di avere problemi proprio per non avere un partito che possa fare da intermediario.   Ma gli intermediari non devono esser solo dei portavoce del partito nazionale, devono anche raccogliere le reazioni e farle conoscere a livello centrale.

    Ha portato un paio di esempi a sostegno di questa tesi.   Lo Jobs Act, con tutte le sue misure, ha provocato un aumento dell'occupazione: 700mila posti di lavoro in più (in un certo periodo che ho dimenticato).   Ma la semplice trasmissione di questo messaggio sui social networks e nell'informazione classica non produce risultati, anche se supportato da tutte le statistiche ufficiali possibili.   Per settecentomila posti di lavoro creati, ci sono sempre milioni di persone che non riescono a trovarne uno.   La maggioranza delle persone ha l'impressione che nulla sia cambiato e questa diventa l'idea dominante.   Per Francesco Nicodemo, questa notizia, per avere un effetto sugli elettori, deve essere trasmessa in un rapporto personale da persone in grado di spiegare lo sviluppo, di relativizzarlo e di spiegarne il carattere di passo nella giusta direzione, anche se piccolo.   Secondo lui questo può essere fatto solo dalla struttura del partito, dai circoli e dai militanti.

    Ha anche portato un secondo esempio.   La "buona scuola" è stata una misura che ha permesso di assumere o di stabilizzare 160mila persone, eppure, secondo lui, tanti la vedono come una riforma che ha organizzato la deportazione degli insegnanti.   Di nuovo, servono spiegazioni date in maniera personale, interagendo con la persona, comprendendo la sua maniera di vedere le cose e spiegando perché la riforma è una cosa giusta che va nella direzione nella quale bisogna andare.

    Nella discussione c'è stata una unanimità sul considerare un fallimento la campagna per il referendum perché basata su di una battaglia di slogan sparati sui social networks.   Questi slogan non hanno fatto altro che rendere i due fronti più duri e sempre più convinti delle loro posizioni.   Questo tipo di campagne non sposterebbe voti.

    Francesco Nicodemo ha ricordato la campagna per le elezioni europee dove, tra l'altro, ha ricordato che Matteo Renzi non appariva mai.   I manifesti erano tutti con cinque militanti del PD (tre donne e due uomini) che erano stati scelti per la diversità delle loro esperienze.   Ha anche ricordato che quella campagna era stata basata su di una narrativa vincente (il PD era il partito del futuro) ed era basata su di una assenza totale di cattiveria nella comunicazione, mai attacchi duri agli avversari.   Ha citato un caso di reazione riuscita ad un attacco basso di Beppe Grillo perché fatta in maniera quasi scherzosa.   Rispondere in maniera dura non fa altro che dare maggiore evidenza all'attacco iniziale.   Ha citato come esempio di reazione intelligente la maniera come la Lega e Salvini hanno reagito alla card sui profughi attribuita a Matteo Renzi e poi ritirata !

    Francesco Nicodemo, sostenuto da altri, ha affermato che naturalmente bisogna imporre i propri temi di discussione, cosa più facile a dire che a fare, ma che in ogni caso non bisogna mai utilizzare la semantica degli avversari, questo rinforza i loro messaggi.

    Francesco Nicodemo ha anche ricordato il lavoro fatto con la "Community PD" di qualche anno fa.   Sembrava rimpiangere che questa idea sia stata abbandonata.   Approfittando dell'occasione gli ho chiesto se i circoli territoriali con una dimensione online e i circoli puramente online non potessero avere un ruolo se l'idea della "Community PD" fosse risuscitata.    È stato d'accordo, ma mi ha dato l'impressione che la cosa dipenda da Andrea Rossi più che da lui.   Ho cercato di spiegare che i circoli online offrono molte possibilità e che lo sapevo perché attivo in uno di questi.   Mi ha chiesto quale fosse il circolo e ha detto di conoscere bene "Libertà è Partecipazione" (penso che fosse più che altro una risposta di cortesia).   Ha anche detto però che i circoli online dovrebbero avere un ruolo diverso, ma non ha spiegato quale.   Sono stato sostenuto dal segretario del circolo, Francesco Cerasani, che ha ricordato come per i circoli esteri la dimensione online sia indispensabile viste le difficoltà che questi hanno a riunire iscritti che sono spesso molto distanti tra loro.   Purtroppo non è stato possibile approfondire la discussione su questo punto visti gli interessi degli altri partecipanti alla riunione.

    Sarò in Italia la settimana prossima e cercherò di comprare il libro.

    * * * * *

    Aggiungo alcune considerazioni mie basate su quello che ho sentito.  

    Prima.   Un circolo online come il nostro poterebbe essere utile come strumento di formazione degli intermediari.   I nostri membri, grazie alla formazione che ricevono attraverso le discussioni, potrebbero essere degli "intermediari" nel senso indicato da Nicodemo in discussioni e attività fuori dal nostro circolo (ma rimane il problema di come fare conoscere al PD centrale le difficoltà incontrate).   Questo potrebbe portarci ad elaborare documenti che analizzino le difficoltà a spiegare certe posizioni prese dal partito piuttosto che ad elaborare nostre posizioni originali (un problema di questa scelta è che tutti i documenti avrebbero un carattere piuttosto negativo perché avrebbero come obiettivo esplicito l'identificazione dei punti deboli delle proposte del partito).

    Seconda.   Il nostro circolo potrebbe cercare di agire direttamente come intermediario, ma allora dovrebbe aprirsi in maniera massiccia a persone che oggi non votano PD (cosa che rischia di creare altri problemi).

This reply was deleted.

Attività recenti

Giovanni Ornati ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
29 Nov, 2020
Alberto Rotondi ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
29 Nov, 2020
Giovanni Ornati ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
25 Ott, 2020
Giuseppe Ardizzone ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
25 Ott, 2020
Giovanni Ornati ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
24 Ott, 2020
Giuseppe Ardizzone ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
24 Ott, 2020
Giovanni Ornati ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
22 Ott, 2020
Giuseppe Ardizzone ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
22 Ott, 2020
Giuseppe Ardizzone ha risposto alla discussione di Fabio Colasanti Clima, energia e ambiente
22 Ott, 2020
Ermanno Piergiacomi ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
24 Set, 2020
Giuseppe Ardizzone ha risposto alla discussione di Fabio Colasanti Il Partito Democratico
24 Set, 2020
Giuseppe Ardizzone ha risposto alla discussione di Mario Pizzoli VITA DI CIRCOLO
24 Set, 2020
Altro…