PD

Manifesto per la rinascita

Care amiche e cari amici,

vi invitiamo a leggere questo documento preparato dal CD sui temi che crediamo fondamentali per la rinascita del PD.

Il nostro intento è creare un vero e proprio manifesto, che, una volta discusso e votato dall'Assemblea dei membri del circolo, possa essere diffuso in rete e inviato al partito.

Vi invitiamo a segnalarci eventuali piccole modifiche che vi sembrino opportune. 

Di seguito trovate il PDF da scaricare Manifesto per la rinascita

Qui il testo in chiaro: 

 

MANIFESTO PER LA RINASCITA

(a cura del Comitato direttivo di LèP)

Care amiche, cari amici, simpatizzanti, elettori, attivisti e intelligenti critici.

mai come in questo momento ci troviamo di fronte ad un bivio: la scelta è tra divenire tristemente ininfluenti nella storia politica d'Italia, o cambiare radicalmente modo di pensare.

O forse esiste anche una terza via: tornare ai valori fondanti del PD prendendone i lati migliori, ed evitando di ripetere i soliti errori di sempre.

Qualunque via sceglieremo, dovrà essere una via alternativa al torpore politico e sociale che stiamo vivendo da qualche tempo, certamente da mesi, ma anche più. Il Partito Democratico, nella sua storia fatta anche e soprattutto dalla storia dei suoi fondatori, non è mai stato così ininfluente, così inutile, così inerte di fronte ad un pericolo così attuale come quello rappresentato da un governo inefficiente e per molti versi dannoso per l'Italia.

Due sono le componenti, le colonne principali di questo cambiamento che il PD dovrà intraprendere velocemente.

  • la Comunicazione - E' necessario che il Partito riapra i canali di comunicazione verso la periferia. Le elezioni negli ultimi due anni hanno dichiarato uno stillicidio continuo di voti e consenso. Sembra non sappiamo più parlare con convinzione alle persone sul territorio. Abbiamo avuto un fuoriclasse nella comunicazione nazionale, ma abbiamo dei brocchi puri in quella locale, oppure i fuoriclasse fanno azione per se e non per il partito e per gli italiani tutti. Occorre recuperare la comunicazione semplice, diretta, chiara, trasparente, reale verso i cittadini. Occorre ESSERCI, oltre che parlare. Occorre dedicarci all'ascolto dei problemi dei cittadini, che devono essere capiti e a cui va spiegato cosa si può fare e cosa NON si può fare e PERCHE'.
  • la proposta politica - E' necessario che la proposta politica sia credibile, che sia realmente orientata ai bisogni dei cittadini. Le battaglie ideologiche, seppure necessarie, debbono essere in parallelo alle grandi battaglie sociali, come il lavoro, la giustizia, l'economia, l'Europa, l'immigrazione.

E' altresì necessario modulare la proposta politica sulla base del consenso disponibile. I grandi temi sociali vanno trattati in maniera multifunzionale. Ad esempio: il problema del lavoro giovanile deve essere risolto con un lavoro multidisciplinare tra Ministeri, del Lavoro, delle infrastrutture (giovani al lavoro nelle infrastrutture?), dell'innovazione (start up innovative), dell'Agricoltura (giovani re-impiegati nell'agroalimentare?), Cultura (giovani impiegati nei musei?), Turismo (giovani impiegati ei poli archeologici e nelle strutture alberghiere d'Italia?)

Ma soprattutto, quello che noi chiediamo è di porre fine ad un periodo di inerzia così doloroso da suscitare rabbia infinita, senza sconti. Vogliamo con forza che ci sia un Congresso, che finalmente discuta sulla linea del partito, considerando senza SE e senza MA TUTTI gli errori fatti, per non ripeterli, e identifichi con fierezza una nostra strada. E' finito il tempo dei balbettii, occorre parlare di noi ma con i cittadini, non tra di noi. Occorre farlo sul territorio, e farlo con credibilità. Dovremo convincere molti.

Ma non lo faremo semplicemente entrando e uscendo dal Nazareno.

A partire da metà luglio il PD inizierà un percorso importante, che si dovrà concludere con la scelta del nuovo segretario, interprete di un nuovo programma politico.

Il circolo intende partecipare a questo processo suggerendo, come percorso necessario, una conferenza programmatica in cui tutto il partito dovrà stabilire su quali valori fondare la propria azione politica. In questo processo non dovranno esserci steccati tra correnti, tra maggioranza e minoranze ma tutti dovranno contribuire e avere voce nel partito.

Dopo la conferenza programmatica, occorrerà fare un congresso, dove i potenziali leader presenteranno un programma, declinando i valori del partito con visioni e priorità differenti. A questo punto il congresso determinerà le linee e i leader da sottoporre agli iscritti e ai simpatizzanti.

Il nostro gruppo ha quindi elaborato un Manifesto dei Valori che identifica la nostra linea politica, e che ci piacerebbe fosse fatto proprio dalla Dirigenza del Partito. Vogliamo poter incidere sulla vita del Partito, e sappiamo di poterlo fare non solo con convinzione, ma anche forti delle innumerevoli professionalità ed esperienze che rappresentiamo, individualmente e come Circolo, in Libertà è Partecipazione

Il Manifesto

  • La creazione di una società aperta, democratica e tollerante, basata su di un forte grado di solidarietà tra tutti i cittadini in funzione delle loro capacità e possibilità. Una società in cui ci sia un aumento delle opportunità per tutti e una protezione per chi si trova in una condizione di debolezza. Di pari passo va sostenuto il rafforzamento dei diritti della persona, e la difesa della diversità vista come un valore se mantenuta nel rispetto rigoroso delle leggi e della Costituzione, e la inclusione completa degli immigrati che contribuiscono e contribuiranno sempre più al progresso italiano, anche contrastando il calo demografico della popolazione autoctona. Occorre rafforzare il concetto fondamentale di offrire più diritti a chi ne ha pochi e di darne a chi non ne ha, piuttosto che toglierli a chi li ha. La difesa di minoranze (rispetto alla popolazione generale) deve essere garantita a fronte dell'uguaglianza di diritti e doveri sancita da legge e Costituzione. Le risorse economiche vanno reperite nella lotta dura all'evasione fiscale che dovrà finanziare vere e credibili azioni di salvaguardia dei più deboli, così come lo sblocco e l'utilizzo immediato di beni confiscati alle L’Immigrazione va gestita a livello europeo e i cittadini non vanno lasciati soli di fronte alla illegalità. Il rispetto della legalità, che avvantaggia per primi i più deboli e indifesi, deve essere uno dei valori di base della sinistra. Allo stesso modo, è necessario che coloro che sono autorizzati a restare sul nostro territorio siano al centro, come i più deboli autoctoni, di politiche di integrazione serie e ben finanziate, gestite secondo criteri anti-corruzione, e costantemente monitorate nella loro efficacia
  • La diffusione della cultura, della conoscenza e l’utilizzo della scienza e della tecnica attraverso un principio politico che metta al primo posto il benessere dell’ambiente e dei suoi esseri viventi, in contrasto spesso con una visione ingenua che vede come unico obiettivo la difesa di un primordiale stato di natura, fatto erroneamente coincidere con il benessere della società. E’ necessario favorire in tutti i modi la diffusione dell’istruzione, della scienza e l’accesso all’università. In contemporanea, è necessario rivedere l’organizzazione dei programmi scolastici per migliorare la formazione, l’approccio alla conoscenza, e prendere in seria considerazione l’introduzione di materie accessorie come storia delle religioni o l’introduzione per tutti alle tecnologie digitali sin dai primi anni di studio. I giovani vanno avvicinati alla cultura, e una task force giovanile potrebbe affiancare l'attuale staff Ministeriale dei Beni culturali per l'ampliamento del network museale e turistico. I giovani potrebbero realizzare supporto mediatico al turismo in forma di guide, applicazioni digitali, supporto in loco, che forniti a pagamento aumentino la fruizione dei musei e dei luoghi artistici in maniera positiva.
  • Solidarietà tra generazioni - La frattura generazionale sta minando alla base i meccanismi di solidarietà che stanno alla base della coesione sociale. In nessun caso la sinistra né il PD possono operare in maniera da mettere le generazioni contro. Il problema del lavoro giovanile deve essere affrontato in maniera differente dall'altro problema legato alla perdita del lavoro dopo i 50-55 anni. Non è valida nessuna ricetta sostitutiva tra generazioni, ma è positivo e accettabile rendere questa sostituzione buona a tre generali condizioni A) che non sia lesiva per il lavoratore che lascia, B) che non sia parentale e C) che non sia obbligatoria o discriminatoria. E' necessario fare di tutto perché ci sia margine di mantenimento sia del lavoro adulto sia giovanile. La tenuta del sistema pensionistico va assicurata senza pregiudicare il futuro delle giovani generazioni. Vanno infine scoraggiate tutte quelle pratiche, purtroppo molto diffuse, di sfruttamento del lavoro delle giovani generazioni, da parte di imprenditori senza
  • Trasformare la innovazione in progresso - Il PD intende sostenere il sistema produttivo e delle imprese, ma in modo tale da favorire il progresso equilibrato di tutta la società. Spesso l’innovazione tecnologica non governata porta ad un regresso del tessuto sociale e ad un aumento delle disuguaglianze. Per questo si dovrà investire parte della ricchezza creata per mantenere alto il livello dell’uguaglianza, proteggere e sostenere chi resta temporaneamente al di fuori del circuito produttivo o non riesce a tenere il passo con la evoluzione rapida del sistema. Il lavoro giovanile, che non può essere legato agli stessi scenari in cui hanno operato i genitori o i nonni, va sostenuto con la creazione di startup innovative. Il lavoro a tempo determinato va garantito con diritti simili a quelli del lavoro a tempo indeterminato e va sostenuto adeguatamente anche nella gestione del turn over (ad esempio con le riconversioni vere del personale). E' necessario favorire sia burocraticamente, con la semplificazione della legislazione per le startup produttive, sia economicamente, con prestiti motivati (a fondo perduto fino ad una certa entità, a ridotto interesse per i successivi 2-3 anni) la costituzioni di lavori innovativi. E' necessario un forte impulso da parte dello stato alla promozione del lavoro femminile, sia in senso tradizionale (supporto alle famiglie, o alla maternità) sia in senso innovativo, senza distinzione di sesso, per diminuire il dislivello di opportunità lavorativa che oggi penalizza la
  • Il rafforzamento della nostra libera economia di mercato come base per la creazione di posti di lavoro e ricchezza necessaria per realizzare i valori indicati. Distribuire ricchezza creandola con le leggi del mercato, distribuendola per prima cosa con un sistema fiscale equo e fortemente progressivo, con servizi pubblici efficienti e una burocrazia amica del cittadino, utilizzando le operazioni monetarie solo come calmiere e cintura di sicurezza nei periodi di crisi. Deve essere presente un forte impegno statale a sostegno dell’economia di mercato, ad esempio in investimenti ad alta tecnologia e con un piano di rivalutazione dell'industria agroalimentare per farla gestire dall'imprenditoria giovanile con ampi margini di guadagno crescente al crescere dei fatturati export. La mobilità dell'imprenditoria giovanile può dare impulso alla ricerca di nuovi mercati per l'espansione di Export, il supporto dello stato con la facilitazione all'impresa deve essere pieno. La sinistra deve rompere il tabù del pauperismo e entrare a pieno titolo nell'impresa etica ma di mercato. Ampio supporto va dato a quelle imprese o startup che reinvestano tutto o in parte nell'impresa stessa, e dove i lavoratori siano parte degli utili. Il lavoro cooperativo deve avere nuovo slancio, e permettere di ampliare i network sul territorio italiano, aumentando lo scambio di servizi utili a supporto del business primario di diverse aziende. I lavoratori in difficoltà, una volta escluso il dolo, vanno supportati, e non lasciati indietro. Va dato impulso al commercio equo e solidale, non in opposizione a quello standard, ma in parallelo.
  • Sostegno all’Europa - La società europea, cioè l’Europa e la sua unione, la UE, nonostante alcune derive preoccupanti in alcuni paesi, è oggi quella che nel mondo meglio rappresenta questi valori e ha oggi il compito di difenderli. L’Europa è all’avanguardia nel mondo come difesa dell’ambiente, politiche energetiche, politiche antitrust e protezione della salute dei cittadini. Per questo è sotto attacco da parecchi fronti. Il PD non si presterà mai ad operazioni che possano indebolire l’Europa e la UE. Allo stato attuale è prematuro puntare al superamento degli stati nazionali, ma è possibile perseguire una alleanza sempre più stretta fra tra stati, nel campo economico, militare, scientifico, del welfare e della immigrazione, puntando alla modifica delle infrastrutture e delle regole, che devono essere in accordo con i principi fondanti e inclusivi della UE.
  • Democrazia dal basso, non populismo - Il populismo, inteso come seguire sempre il volere della maggioranza del popolo, considerato come fattore politico positivo, senza nessuna mediazione e interazione coi valori proposti dal partito, non è il modello che il PD intende seguire. E' assolutamente necessario recuperare il senso dello stato reale o della politica reale, parlando un linguaggio chiaro e semplice, per rendere tutto accessibile a tutti, ma soprattutto con ricette politiche credibili, realistiche e verificabili. Occorre quindi lavorare come partito politico sul contrasto al populismo, che ha radici profonde in Italia e soprattutto viene dai giovani che hanno perso, complice l'insegnamento scadente della scuola e dei mezzi di informazione, la memoria storica dei tempi recenti che hanno determinato sia i fenomeni fascisti internazionali, sia la formazione delle grandi democrazie. Il populismo non va cavalcato, come fa la destra, ma trasformato in nuovi meccanismi di interazione democratica, anche attraverso l’attività dei circoli in rete come il nostro, per dare risposte adeguate ai legittimi bisogni delle persone. Allo stesso modo, i bisogni in difesa di corporativismi, di privilegi acquisiti e di sacche di sopraffazione elitaria vanno combattuti anche culturalmente oltre che per via legislativa. Il populismo va piegato in positivo e visto come un mezzo per coinvolgere sempre più persone nei meccanismi di decisione politica.

 

Avete tempo per la discussione fino alle ore 21 di Lunedì 9 Luglio, poi il documento verrà messo in votazione.

Grazie della vostra presenza e partecipazione.

Cristina e il CD

29 Giugno 2018

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Le risposte a questa discussione sono chiuse.

Risposte

  • Dò alcuni dettagli.
    - perché Europa unita? In un mondo globalizzato solo gli Stati a dimensione continentale hanno voce in capitolo. Rappresentare centinaia di milioni di persone (i cui diritti e doveri devono essere gestiti a sistema), un PIL  superiore a 15 mila miliardi €, una ricchezza culturale che non ha pari in altri luoghi,...non sono motivi sufficienti per immaginare di migliorarli "unendoli" con uno Stato federale"?
    - Crescita/Protezione: sono i due "corni" a cui appendere i bisogni dei cittadini. Per soddisfarli la la Storia economica ha già dato verdetti univoci. Lo Stato Imprenditore è una ciofeca: inefficiente e inefficace. Quindi sopportabile (o adatto) alla sola Protezione: scuola, sanità, sicurezza, sviluppo infrastrutturale.
    Il Mercato, per l'energia del capitale, è quello più adatto alla Crescita. Anche qui le negatività storiche e sedimentate lo rendono sopportabile solo se "regolato, e poi controllato con Authority".
    Ma...lo scopo finale di armonizzare i ruoli di questi due strumenti grazie alla Politica,... qual è?
    Almeno due:
    * far incontrare  DEMOCRATICAMENTE il Capitale e il Lavoro,
    * rendere efficiente ed efficace l'incontro tra Offerta e Domanda (merci e clienti). 
    Queste, a mio avviso le "mosse del cavallo" a disposizione della Sinistra. 

  • Assemblea PD.
    Se avessi l'opportunità di parlare sulla situazione politica (nazionale e locale) e sullo stato del PD, argomenterei due obiettivi:
    1) il PD come argine (al sovranismo e populismo in essere), dando sostanza ai titoli di questi capitoli principali.
    * europa: unita;
    * crescita: attraverso il Mercato,
    * protezione: attraverso lo Stato.
    2) Il PD come strumento (di azione politica): indicando questi obiettivi.
    * elezione con primarie aperte del Segretario, entro ottobre.
    * elezione CONTEMPORANEA, ma con primarie chiuse, del vice-Segretario. Con il ruolo di gestire il meccanismo del partito. In particolare? La realizzazione dei Circoli in rete web.
    * Statuto delle minoranze,
    * forme di lotta parlamentare, stili di comunicazione (nazionale e dei territori).

  • Caro Paolo,

     cerco di ripondere (in grassetto) alle tue osservazioni(in corsivo)

    a) invecchiamento della popolazione e conseguente pressione sul sistema pensionistico e sulla sanità
    b) pressione migratoria

    Il motivo per il quale il documento individui nella seconda questione la soluzione alla prima sfugge alla mia capacità di comprensione. 
    Avrei preferito un riferimento a politiche di sostegno alla famiglia e di incentivo alla natalità.
    La denatalità è un sintomo di cattiva salute di una società, mette a rischio la sopravvivenza di una civiltà millenaria e pone problemi molto seri per la stabilità e la coesione sociale in tempi medio brevi.

    Ovvio che una adeguata natalità sarebbe una soluzione migliore e auspicabile. Comunque tutti i demografi sono d'accordo, e Boeri lo ha ribadito l'altro ieri, che anche sa da oggi recuperassimo natalità, dato che i neonati non lavorano,  ci resta comunque, adesso, un buco generazionale che rischia di affossare il sistema economico e quello  previdenziale. 

    E poi non mi sembra che questo aspetto sia evidenziato eccessivamente. Possiamo inserire un accenno alle politiche famigliari. Stiamo infatti cercando, seguendo i suggerimenti, di fare una versione sintetica e una un po' più lunga del manifesto

    la burocratizzazione intollerabile dei processi e delle procedure che rendono inutile e velleitario qualsiasi tentativo di semplificazione in assenza di una idea trainante che faccia da riferimento.Manca, soprattutto, una idea che dia il segnale di voler volare alti; il partito delle Riforme dove è finito?

    Per me le riforme vanno fatte, forse in um manifesto dei valori possono essere omesse. Se qualcuno vuole scrivere un punto di 5 righe su questo possiamo includerlo.

    E' un fatto noto che, insieme al debito pubblico, i due fattori che impediscono qualunque prospettiva di crescita economica sono rappresentati da un sistema della giustizia civile (per tacere di quella penale) che non funziona, da un eccesso di normazione e da una PA inefficace.

    Questo punto non mi sembra adatto a un manifesto dei valori. Era scritto in modo molto esteso nel nostro programma Italia 4.0

    Oltre alla nostra identità culturale, abbiamo anche archiviato anche la spinta riformatrice che ha caratterizzato lo scorso governo e la passata segreteria?

    Bisognerebbe dirlo in modo esplicito.

    Ho già risposto


    Infine... e con tutto il dovuto rispetto...Ti è sfuggito, caro Alberto, l'intervento nel quale si propone 
    1) la nazionalizzazione della risorsa lavoro dei settori eccessivamente frammentati e che possono offrire solo una occupazione parziale e precaria ,Creazione cioè di un'agenzia di stato in regime di monopolio che fornisca manodopera in questi settori (...)

    e

    4) E' necessario che si crei una grande struttura nazionale del lavoro che impieghi produttivamente migranti e disoccupati italiani in processi produttivi all'interno di un grande piano nazionale del lavoro diretto centralmente dallo Stato

    Trovi questo più "centrato", più "costruttivo"?

    Io credo che Stalin, Mao o Pol Pot avrebbero potuto anche essere daccordo con queste affermazioni (fatte salve alcune sfumature come il colore della divisa da fare indossare all'armata del lavoro).

    Se non hai alzato neanche un sopracciglio è evidente che l'equivoco è più ampio di quanto credessi.


    Questa ultima osservazione mi è del tutto incomprensibile. Limiti ha scritto delle cose che non sono nel manifesto e se ne prende la responsabilità. Cosa c'entra con questa discussione?

     

     

  • Caro Alberto Rotondi,
    mi dispiace di avere ostacolato la discussione.

    Come ho detto trovo che non siano stati affrontati in maniera corretta i temi che già prima di me hanno introdotto Fabio Colasanti e Fabio Limiti.

    In particolare:

    Colasanti:

    a) invecchiamento della popolazione e conseguente pressione sul sistema pensionistico e sulla sanità
    b) pressione migratoria

    Il motivo per il quale il documento individui nella seconda questione la soluzione alla prima sfugge alla mia capacità di comprensione. 
    Avrei preferito un riferimento a politiche di sostegno alla famiglia e di incentivo alla natalità.
    La denatalità è un sintomo di cattiva salute di una società, mette a rischio la sopravvivenza di una civiltà millenaria e pone problemi molto seri per la stabilità e la coesione sociale in tempi medio brevi.

    Limiti:

    la burocratizzazione intollerabile dei processi e delle procedure che rendono inutile e velleitario qualsiasi tentativo di semplificazione in assenza di una idea trainante che faccia da riferimento.

    Manca, soprattutto, una idea che dia il segnale di voler volare alti; il partito delle Riforme dove è finito?

    E' un fatto noto che, insieme al debito pubblico, i due fattori che impediscono qualunque prospettiva di crescita economica sono rappresentati da un sistema della giustizia civile (per tacere di quella penale) che non funziona, da un eccesso di normazione e da una PA inefficace.

    Oltre alla nostra identità culturale, abbiamo anche archiviato anche la spinta riformatrice che ha caratterizzato lo scorso governo e la passata segreteria?

    Bisognerebbe dirlo in modo esplicito.

    Infine... e con tutto il dovuto rispetto...

    Ti è sfuggito, caro Alberto, l'intervento nel quale si propone 

    1) la nazionalizzazione della risorsa lavoro dei settori eccessivamente frammentati e che possono offrire solo una occupazione parziale e precaria ,Creazione cioè di un'agenzia di stato in regime di monopolio che fornisca manodopera in questi settori (...)

    e

    4) E' necessario che si crei una grande struttura nazionale del lavoro che impieghi produttivamente migranti e disoccupati italiani in processi produttivi all'interno di un grande piano nazionale del lavoro diretto centralmente dallo Stato

    Trovi questo più "centrato", più "costruttivo"?

    Io credo che Stalin, Mao o Pol Pot avrebbero potuto anche essere daccordo con queste affermazioni (fatte salve alcune sfumature come il colore della divisa da fare indossare all'armata del lavoro).

    Se non hai alzato neanche un sopracciglio è evidente che l'equivoco è più ampio di quanto credessi.

    Cordialità.

     

  • Critiche come quella di Paolo Messina non aiutano la discussione. Non ho capito a quali valori mancanti Messina si riferisca.

    Che dai valori nel manifesto  si scenda a qualche politica di indirizzo è vero, e la cosa è stata messa per esemplificare. Possiamo estrapolare un manifesto sintetico di soli valori. Quali?

    Qui Paolo Messina non aiuta.

    Faccio riilevare che alcuni di questi valori, come la sicurezza è la qualità della vita come bene primario soprattuto pe ri più deboli, come rapportarsi al mercato per creare ricchezza e posti di lavoro, come tenere in conto la scienza e la cultura nel fare innovazione, come trasformare la innovazione in progresso sono tutti temi divisivi a sinistra, frutto di continue ricollocazioni e scissioni.

    Questo manifesto è stato messo in fb prima di quello di Calenda. E' interessante notare come  alcuni temi siano simili:  non stampare moneta e tenere i conti a psoto, proteggere i più deboli, sicurezza per i cittadini, università, cultura e conoscenza, politiche UE.

    Se qualcuno vuole proporre altri valori è invitato a farlo. L'obiettivo e delineare chiaramente, a sinistra, cosa è il PD rispetto alle altre componenti. Su questo punto c'è da anni una confusione quasi totale che blocca il rilancio del partito e limpedisce una sua chiara collocazione nel panorama politico italiano.

    quindi raccomando critiche costruttive per questo importante documento

  • Cari amici,
    devo annunciare il mio voto contrario al documento elaborato e proposto dal Comitato Direttivo (che ringrazio per l'impegno).

    Se questo documento vuole essere una carta dei valori, e non un programma di governo, esso non contiene i valori con i quali personalmente posso identificarmi né, a mio sommesso giudizio, quelli che consentono di rifondare una forza politica democratica, innovativa ed inclusiva né, infine, quelli che possono portare l'Italia e l'Europa fuori dalla fase di declino attuale.
    La mia critica non si pone sul piano delle proposte concrete, verte piuttosto sull'opportunità di formulare proposte concrete nel contesto di una carta dei valori.

    Quello che sto per dire è molto duro, ma vi prego di accoglierlo come una manifestazione di affetto e di stima per le vostre capacità intellettuali.

    Trovo questo manifesto fortemente inadeguato sul piano delle premesse, se vogliamo della meta-politica.

    Questo manifesto, a mio giudizio, segna, pur in presenza di una crisi gravissima di consenso e di prospettiva l'incapacità di abbandonare il paradigma originario che ha dato vita a questa comunità politica. Altrettanto, considero questa una scelta necessaria.

    Pensare di rincorrere il cambiamento diluendo i propri principi, facendo delle concessioni alle dinamiche reali che attraversano la società non è assolutamente produttivo, Come non lo è pensare di promuovere il turismo, piuttosto che l'agricoltura, piuttosto che il tartufo nero di Alba.

    Amici, pittusto che una carta dei valori sembra di leggere un timido abbozzo di piano quinquennale.

    Credo che la maggioranza di voi tenda a sovrastimare enormemente i margini di manovra della politica e di qualunque entità di governo rispetto ai meccanismi dell'economia.

    Riguardo al lavoro (dei giovani e non) lasciate che i giovani facciano quell'accidenti che gli pare, non agevolate, suggerite, promuovete alcunché. Perché non è così che funziona.
    Abbandonate, vi prego, il paradigma statalista (anche con dosi a scalere - scusate il sarcasmo).

    Il paradigma statalista, e il dogma del primato della politica, è all'origine del cosiddetto populismo. Se infatti è possibile che degli insegnanti in pensione decidano di favorire le cooperative turistiche multimediali, per quale motivo dei disoccupati cronici non dovrebbero proporre la rinazionalizzazione della Banca d'Italia, il sovranismo monetario e la distribuzione di redditi slegati dal lavoro? E' una nemesi storica naturale e inevitabile.

    Ci sono ovviamente molte altre cose che resterebbero da dire, sia per approfondire la critica di quella che considero un'impostazione sbagliata sia per riprendere i contributi di altri soci.

    Mi limito a citare Fabio Colasanti che a mio giudizio fornisce un contributo utile ad inquadrare i fenomeni epocali con i quali ci si dovrà confrontare nei prossimi decenni, e Fabio Limiti che segnala la disinvoltura con la quale è stato dismesso ogni ragionamento concreto sulla riforma dello Stato e delle istituzioni.

    Come sapete il partito non ha alcuna certezza di mantenere fisionomia e base di riferimento nel breve termine. E' quindi possibile che in futuro qualcuno di noi sarà posizionato diversamente e che segua percorsi e progetti politici differenti. 

    In ogni caso, per quel poco che ho potuto, è stato un piacere confrontarsi con voi. 

  • MI piacerebbe che il documento prodotto dal nostro Circolo in questo momento tenesse presente le osservazioni che ho esposto nel precedente intervento e che considerasse soprattutto questi punti che penso potrebbero ottenere un buon consenso:
    1) la nazionalizzazione della risorsa lavoro dei settori eccessivamente frammentati e che possono offrire solo una occupazione parziale e precaria ,Creazione cioè di un'agenzia di stato in regime di monopolio che fornisca manodopera in questi settori e che assicuri al lavoratore occupato quella continuità di lavoro , quella remunerazione minima e quei diritti generali che mancherebbero.
    2) riforma in senso maggiormente progressivo della tassazione IRPEF , reintroduzion della tassa sulla prima casa e introduzione di un nuovo scaglione più elevato nelle varie cedolari secche di tassazione sulla rendita immobiliare e finanziaria in ragione dell'importo su cui si applicano, possibile maggiore tassazione su alcune tipologie di consumi .
    3) una riforma del sussidio di disoccupazione che sostenga anche i disoccupati di lunga durata oltre i termini attuali della NASPI . L'ampliamento del reddito d'inclusione. L'introduzione del salario minimo con l'aumento di almeno un terzo nei confronti dei lavori precari.E' necessario che gli uffici del lavoro e la prestazione di lavoro socialmete utile o produttivo prestato dai disoccupati parallelamente a periodi di formazione ecce avvenga con un coordinamento su base nazionale delle amministrazioni decentrate localmente.
    4) E' necessario che si crei una grande struttura nazionale del lavoro che impieghi produttivamente migranti e disoccupati italiani in processi produttivi all'interno di un grande piano nazionale del lavoro diretto centralmente dallo Stato che per una parte agisca come polmone in attesa di un reinserimento del lavoratore nel mercato e per una parte realizzi una struttura permanente d'intervento produttivo diretto.
    Tornando poi alla discussione sul partito ribadisco quanto detto nell'intervento precedente e nel caso in cui nella prima quindicina di luglio il processo di cammino vers il congresso deciso dal parito non avesse i caratteri di pien partecipazione dal basso al dibattito sui contenuti ritengo che il nostro Circolo possa farsi promotore di una convocazione nazionale dei militanti on line e dei rappresentranti dei circoli.

  • I miei commenti non erano a difesa del documento, ma spiegavano quelle che sono state le scelte per la costruzione del documento. Il documento è stato pubblicato sulla pagina FB ed è, come hai potuto vedere, cambiato incorporando già dei suggerimenti ricevuti nei giorni precedenti la sua pubblicazione sul sito Ning.
    Detto questo, e ribadito quanto già chiarito implicitamente con la pubblicazione del documento sul sito Ning per discussione, non per votazione, cerco di risponderti nel merito.

    1) Il settore agro-alimentare è stato solo un esempio. Giusto il turismo è altrettanto o forse più importante. Ma allora perché non citare la manifattura? perché non l'artigianato? perché non la lavorazione di pietre e oreficeria?
    Ci sono molti comparti interessanti e ad alto, potenziale, valore aggiunto. Ma per l'appunto sono esempi. Preferisci altri esempi? ok, fai delle proposte e poi si cercherà di fare sintesi.

    2) L'organizzazione del Partito è certamente un problema fondativo importante. Io ho una visione diversa delle priorità ma non ho affatto detto che non sia importante e che non debba essere inserito in questo documento. Mi limito a precisare che l'organizzazione del Partito, come dimostrano l'approccio fideistico ad organizzazioni di tipo democratico ma anche autoritario e fascista, non è argomento che l'elettore vagli prima di altri. Fa certamente parte degli elementi che l'elettore di sinistra osserva, ma non ha in genere l'appeal di una chiara presa di posizione sul lavoro, sull'imprenditoria giovanile o sulle pensioni. Vuoi fare un documento sull'organizzazione del partito da inviare alla Direzione? Ti seguo e contribuisco, e sono d'accordo al 100% di costringere il partito a prendere finalmente atto dei circoli online come il nostro e dar loro la stessa dignità aggregativa di un circolo territoriale. Ma non credo, personalmente, che l'organizzazione del partito impatti più di tanto sui cambiamenti di campo degli elettori.
    Inoltre, potremmo avere idee diverse sull'organizzazione del Partito In molte occasioni ci sono stati scontri tra Unitaristi, e Espulsionisti, in occasione delle esternazioni prevalentemente inapprorpiate di alcuni dirigenti. Siamo sicuri che le due cose si concilino (ad esempio)?
    Ribadisco che non ho scritto da nessuna parte che l'organizzazione del Partito sia argomento off-limits per un manifesto dei valori

    Sulla domanda se il documento debba prescindere dalle condizioni attuali, mi esprimo dicendo che, personalmente, sarei dell'idea che la risposta sia "SI" perché se fondiamo i valori su quanto accade al momento, rischiamo di avere visioni parcellizzanti della realtà, mentre il problema della Rinascita del Partito, secondo me, deve essere molto più ampio, affondando le radici molto più in profondità rispetto all'essere di destra o sinistra se si respingono i migranti.

     

    Spero di aver risposto alle tue obiezioni

  • Mario,

    grazie dei tuo commenti.   Ma ho un'obiezione su alcune formulazioni che hai usato e su alcuni punti specifici.

    Capisco che il Comitato abbia fatto delle scelte.  Ma queste non possono costituire un argomento di difesa di questa o quella affermazione nel momento in cui il documento è sottoposto alla discussione dei membri del circolo.

    O il Comitato adotta e diffonde documenti sotto la sua unica responsabilità - cosa che considero possibile, ma non opportuna - o i documenti vengono sottoposti alla discussione e modifica da parte dei membri e, alla fine, alla loro votazione.  

    E' utile sapere perché chi ha fatto la proposta messa in discussione ha scelto certe formulazioni.   Ma, ripeto, il fatto che esse appaiano nella proposta in discussione non è di per se un argomento a loro difesa.   Si deve discutere nel merito delle affermazioni che sembrano sollevare problemi.

    Nel merito, il settore agroalimentare è importante - le esportazioni totali, il PIL, l'occupazione sono il risultato dell'apporto di tanti settori.   Ma il turismo è quantitativamente più importante ancora.   Oltre a tutto, sviluppare il turismo significa rendere più belle e attrattive le nostre città e i nostri paesi; sviluppare il turismo significa spesso migliorare la nostra qualità di vita (ma chi vive a Venezia o Firenze potrebbe avere qualcosa da aggiungere).   Se si cita l'agroalimentare, bisognerebbe citare anche il turismo.  Non dimentichiamo che la produzione di macchinari ci da esportazioni triple di quelle del settore agroalimentare (ma non chiedo l'inserimento di questo settore).

    Non sono d'accordo sul fatto che l'organizzazione del partito non debba figurare in un documento del genere.   Non credo che un partito che si chiama "democratico" possa continuare ad avere organi interni che sono nominati dall'alto e non sono espressione della base.   Non può continuare ad avere iscritti e circoli che non hanno praticamente un ruolo nella vita del partito.    E, infine, un documento prodotto dal nostro circolo dovrebbe ricordare la specificità della partecipazione online.   Su questo vediamo cosa ne pensano gli altri.   Penso che il punto dovrebbe essere votato separatamente.   Mi sembra di un'importanza fondamentale.

    Capisco la necessità di un documento che riaffermi alcuni valori (e la necessità di fornire esempi, anche se questa solleva numerosi problemi), ma trovo giuste le osservazioni di Fabio Limiti.   Può un documento prodotto oggi non essere esplicito di fronte alle grandi sfide del momento ?  Per me le principali sono:
    a) invecchiamento della popolazione e conseguente pressione sul sistema pensionistico e sulla sanità;
    b) pressione migratoria;
    c) trasformazioni nel mercato del lavoro e nella società provocate dal rapido progresso tecnico;
    d) cambiamento climatico;
    e) messa in dubbio in troppi paesi dei valori della democrazia (che non è solo elezioni, ma anche stato di diritto) e della competenza.

  • Ovviamente, grazie a tutti per ogni commento

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