Congresso 2017

Apriamo una discussione sui temi che dovrebbero essere discussi in un congresso del PD se questo si tenesse effettivamente.   Purtroppo lo statuto del Pd prevede una discussione limitata (solo nei circoli) dei programmi dei vari candidati al posto di segretario generale e l'adozione del programma del candidato vincente come programma del partito.    Ma noi siamo un circolo e possiamo decidere di allargare la discussione anche all'organizzazione del PD e a proposte politiche che non figurino nei programmi dei candidati. 

Nel 2013 avevamo adottato un documento che, in gran parte, rimane valido.   Potremmo lanciare la nostra discussione a partire da quel documento discutendo di cosa andrebbe modificato e/o aggiunto alla luce di quello che è successo in questi quattro anni.

Documento del nostro circolo per il congresso 2013 (7 ottobre 2013)

In questa introduzioni mettiamo a disposizione alcuni documenti approvati dal nostro circolo nel passato che possono essere utili.   Questi vanno da un documento approvato per il "congresso" 2013 alla lista in ordine di importanza di priorità per un futuro governo che abbiamo recentemente adottato; da documenti sull'organizzazione del partito a documenti sulla presenza in rete del partito.   Ai documenti del nostro circolo (denotati dal "LèP") aggiungiamo anche documenti elaborati da altri circoli.

* * * * *

Programmi
Lista di priorità per il prossimo governo (LèP - 2 marzo 2017) 

Organizzazione del Partito Democratico
PD = Patrimonio da non Disperdere (LèP - 11 febbraio 2017)
Documento della commissione "Forma-Partito" (PD - 2 novembre 2016)
Ripensiamo la forma partito (Circoli del PD all'estero - 5 giugno 2015)
Petizione sul ruolo dei circoli (LèP - 30 aprile 2015) 

Presenza in rete
Documento sui circoli online (LèP - 26 gennaio 2017)
Digital Act (PD di Roma gennaio 2017)
Attacchi in rete (LèP - 11 giugno 2016)

Regolamenti
Statuto del Partito Democratico
Regolamento per l'elezione del segretario generale e dell'Assemblea nazionale
Regolamento per la partecipazione degli italiani all'estero

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Risposte

  • L'ho visto, Fabio. Un banalissimo scambio di "twitter" davanti allo schermo. Il resoconto di Abbate è abbastanza veritiero. Sono cose che possono servire, si e no, a confermare simpatie ed antipatie tra gli elettori, prove di abilità, di prontezza di riflessi e di capacità di esibirsi davanti alle telecamere. Emiliano si presenta come l'"anti-renzi", Orlando fa la classica operazione di smarcarsi dal governo Renzi. Questo è quello che passa il convento. Al termine del confronto spero ancora una volta che Renzi vinca, perché gli altri sono peggio, e che dopo riesca a selezionare dei collaboratori di buon livello e a posizionarsi intelligentemente nella scia di quello che potrebbe nascere in Europa se Macron vincesse in Francia.
  • Purtroppo non ho visto questo dibattito. Qualcuno l'ha visto e ha dei commenti?
    http://www.corriere.it/politica/primarie_pd/diretta-live/17_aprile_...
    Primarie Pd, il confronto: Emiliano: «Renzi non cambia mai» Orlando si smarca dal governo Renzi: le…
    I tre candidati alla segreteria del Partito democratico si affrontano nella sfida tv su Sky. Alitalia, lavoro, legge elettorale e voto anticipato: i…
  • Un commento della Stampa sulle elezioni del 30 aprile.
    http://www.lastampa.it/2017/04/22/italia/politica/primarie-pd-da-pr...
    Primarie Pd, da Prodi, Napolitano e Letta un appoggio “sottovoce” ad Andrea Orlando
    Romano Prodi che invita a pranzo, nella sua casa di Bologna, Andrea Orlando è l’ultimo di una serie di prestigiosi endorsement “sottovoce” che hanno…
  • Un interessante articolo sull'uso di Twitter da parte dei tre candidati. Grazie a Laura Parducci per averlo segnalato.
    http://www.repubblica.it/speciali/politica/primarie-pd2017/2017/04/...
  • Condivido come anticipato caro Fabio Colasanti il mio intervento a sostegno della mozione di Matteo Renzi che ho preparato per il Congresso: https://drive.google.com/file/d/0B-js5Ita2AFGMzhmSXpJMHNBT1U/view?usp=sharing

    Prevedo di presentarlo in un evento pubblico ad Appignano (MC) organizzato a sostegno della candidatura di Matteo Renzi per le primarie che verranno organizzate ad Aprile e naturalmente per la riunione del circolo territoriale del PD di Camerino (MC) su cui sono iscritto.

    Un Abbraccio

    Buon Esempio.pdf
  • Riporto qui un commento che ho appena postato su EuDem a proposito della proposta di tenere "primarie" per la scelta del candidato alla presidenza della Commissione europea.   Spiega le ragioni per le quali penso che questa proposta non abbia alcun senso.

    Ma che senso ha parlare di primarie all'interno dei partiti come una "proposta istituzionale" per l'Unione europea?   Non è pensabile introdurre una norma del genere per tutti i partiti.   Una norma del genere non esiste in nessun paese.   Dove la pratica delle primarie si è sviluppata questo è sempre stato su base volontaria, in nessun paese un partito è obbigato per legge a tenere le primarie. 

    Se si pensa che le "primarie" per scegliere il candidato alla presidenza della Commissione europea siano una cosa giusta, cominciamo con il convincere il PSE a farlo, poi si vedrà.   Ma ho paura che non si riuscirebbe a convincere nemmeno il resto del PSE.   Spero che Emmanuel Macron vinca le elezioni in Francia, sarebbe un'ottima notizia per l'Europa.   Ma Emmanuel Macron si vedrebbe nel PSE?   Lo dubito fortemente.

    E poi, l'idea di di tenere primarie servirebbe a rafforzare l'immagine e il ruolo della Commissione europea.   Da quando Matteo Renzi è diventato un difensore dei burocrati?   Come primo ministro ha fatto del suo meglio per attaccare la Commissione europea e ridurne il ruolo.   E questa ha già oggi un presidente eletto a suffragio universale (Jean-Claude Junker era il candidato alla presidenza della Comissione europea del partito che ha avuto la maggioranza relativa alle elezioni europee del 2014).

  • Caro Fabio Colasanti alla mia riunione di circolo, che sarà organizzata a Camerino il prossimo 1 Aprile, ancora non ho avuto modo di partecipare, ma sto preparando una mia mozione su cui illustro sul progetto di Matteo Renzi che intendo sostenere che cosa ho interesse a concretizzare nel mio territorio, in questo modo, almeno per quel che mi riguarda sposterò la discussione sui contenuti e sugli impegni personali degli iscritti sul territorio invece che una votazione spicciola sui candidati che alla fine trova il tempo che trova...
    Condividerò da queste parti la mia mozione appena sarà pronta, credo che una misura significativa di quello che possiamo fare, anche come Partito ovviamente, passa dal nostro impegno personale.
  • Questa discussione non sta sviluppandosi.  Del resto anche le discussioni nei circoli non sono sui programmi.  Come ho già ricordato, nel circolo di Bruxelles, dove hanno votato 131 persone, non c’è stata alcuna discussione.  Ci sono state le presentazioni, brevi, delle tre mozioni, ma queste sono state seguite solo da due interventi generici di sostegno alla candidatura di Andrea Orlando.  Non si è discusso dei programmi.   Penso che ci sia tanto da cambiare nello statuto del PD.

    Cerco di rilanciare la discussione.   Lo faccio su di un tema che conosco bene: l’Europa.   Sono andato a vedere le tre mozioni e sono rimasto molto deluso.  Le mozioni di Andrea Orlando e Michele Emiliano sono intrise di quell’europeismo di maniera che condanno da tempo.  Si basa sull’ignoranza totale di quello che è il dibattito sull’Europa che si è sviluppato negli ultimi anni e ignora completamente quello che il resto dei cittadini europei pensa.   La mozione di Michele Emiliano ha l’espressione “Stati Uniti d’Europa” quasi in ogni paragrafo.  Leggendo queste due mozioni mi è venuto in mente il famoso slogan del maggio 68 francese, “Siate realisti, chiedete l’impossibile”.

    La mozione di Matteo Renzi è molto diversa.  Una lunga serie di affermazioni ad affetto, ma non contiene una sola proposta concreta.  L’unica è quella della tenuta obbligatoria di elezioni primarie per l’elezione del presidente della Commissione europea.  Ho già spiegato in un altro posto perché penso che questa proposta non abbia alcun senso.   Per il resto ci sono belle affermazioni fatte per ottenere applausi in un discorso (“Bisogna passare dall’Europa della burocrazia a quella della democrazia”, “Bisogna passare dall’austerità alla crescita”) senza alcuna indicazione di cosa queste significhino in pratica e senza alcuna proposta concreta.

    C’è qualcuno che ha trovato in una delle tre mozioni una proposta che meriti di essere discussa?

    Il PD ha fatto la scelta di adottare come suo programma quello del candidato eletto segretario.  Ma sull’Europa, il programma di Matteo Renzi è una cambiale in bianco.

  • I risultati che stanno arrivando dai circoli sono ancora più favorevoli a Matteo Renzi di quelli del 2013.   La candidatura di Michele Emiliano si conferma come una cosa quasi folkloristica e il numero di voti per Andrea Orlando supera le mie aspettative, dato che il candidato ha ben poco carisma.

    Ma non dobbiamo dimenticare un'altra cosa: il ruolo dei finanziamenti nella campagna elettorale.  Matteo Renzi ha potuto lanciare la sua campagna con la tre giorni del Lingotto alla quale ha partecipato almeno metà del governo e perfino il primo ministro maltese.   Se la manifestazione non avesse avuto le dimensioni megagalattiche che ha avuto (sala da più di duemila posti), il primo ministro maltese, anche se amico, è dubbio che sarebbe venuto.   La manifestazione del Lingotto, anche per le sue dimensioni e per il livello dei partecipanti, è stata coperta ampiamente dalla Rai e da tutti i media.   Per di più, il movimento creato con la manifestazione del Lingotto è sostenuto da "In cammino" (la stessa struttura dei "Comitati per il Si", gestita dalla società di comunicazione "Stand by Me").  Sono tutte cose che non costano bruscolini; parliamo di centinaia di migliaia di euro.   Le Leopolde costano 250-300mila euro l'una.   Penso che la manifestazione del Lingotto debba essere costata di più.

    Cosa hanno potuto fare per la loro campagna Orlando ed Emiliano?    Credo che Orlando sia riuscito a fare una manifestazione in un teatro per un pomeriggio, Emiliano nemmeno questo.   Per il resto, la loro campagna si limita a riunioni in questo e quel circolo.

    Non c'è da essere troppo scandalizzati da questo stato di cose.   Anche la capacità di attrarre i finanziamenti fa parte della capacità politica.   Un candidato che è percepito come una persona che possa arrivare a guidare il paese riceverà molti finanziamenti, uno che è visto come uno sfigato perdente non riceverà nulla.   Ma negli Stati Uniti, per la campagna che più conta, quella per l'elezione del presidente, i due candidati ricevono ognuno oltre cinquanta milioni di dollari ciascuno.   La campagna costerà poi molto di più, ma si è riconosciuto che le disponibilità finanziarie hanno un'influenza forte e non si è voluto che il risultato fosse troppo influenzato da questo aspetto; o almeno di è voluta dare una base di partenza uguale ai due candidati.

    Non penso nemmeno lontanamente ad un finanziamento pubblico delle campagne per il posto di segretario del partito.   Ma forse si potrebbe riflettere a dei limiti alle risorse finanziarie che le correnti all'interno del partito democratico possono impegnare.   Limiti a quanto i candidati possono spendere sono stati introdotti da tanti partiti e credo che anche il PD ne abbia per certe elezioni.   Non sarebbe il caso di riflettere (per l'elezione del prossimo segretario; questa elezione è oramai andata) a dei limiti su quanto i candidati possono spendere?    SI dovrebbe cercare di evitare differenze troppo grandi.

  • Bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare.   Nella mozione congressuale di Matteo Renzi, nella quarta sezione (L'orgoglio di essere italiani), c'è questo paragrafo che condivido pienamente.

    Nonostante le enormi risorse ed energie di cui dispone il nostro Paese, la bassa crescita economica resta uno dei nostri problemi principali.   Da almeno un ventennio, l’Italia è uno dei paesi al mondo con la crescita economica più bassa ed è andata molto peggio del resto dell’Eurozona.   Dal 1995 a oggi, in termini di Pil pro capite, la crescita media annua dell’Eurozona, al netto dell’Italia, è stata pressoché identica a quella degli Stati Uniti (1,4%); quella dell’Italia è stata appena sopra lo zero.   L’Unione Europea ha molti problemi, ma non possiamo attribuire i nostri problemi all’Europa.   Il problema siamo noi e le zavorre strutturali che hanno frenato la nostra crescita, gli investimenti, la produttività.   Se dal 1995 ad oggi il nostro tasso di crescita fosse stato uguale a quello medio dell’Unione Europea, oggi il nostro Pil sarebbe più elevato di quasi un quarto (23%).   Nelle casse dello Stato sarebbero entrati ben 180 miliardi di euro in più, avremmo raggiunto, e di slancio superato, l’obiettivo del pareggio di bilancio, il nostro debito sarebbe da decenni in discesa e avremmo avuto comunque risorse aggiuntive da utilizzare per rafforzare il nostro sistema di welfare e l’offerta di beni pubblici.

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