Mercato del lavoro - previdenza

Ribattezzo questa discussione "Mercato del lavoro" per riflettere meglio la direzione in cui sta andando.

Testo inizialmente postato da Alberto.

Ci risiamo.

Come nel caso delle riforme costituzionali, è partita sulla rete la campagna di disinformazione sul Jobs Act. La tecnica è sempre la stessa: invenzione di sana pianta di fatti che, ripetuti ossessivamente, nella realtà virtuale della rete diventano veri.

Allora ho fatto una piccola ricerca sulle bufale più comuni in circolazione, andando a cercare le analisi effettive sugli effetti della legge. Ne ho tratto la conclusione che il Jobs Act, pur con dei difetti, rappresenta uno straordinario miglioramento del mercato del lavoro.

Invito in questa discussione a portare argomenti concreti, direi scientifici, pro o contro questa legge, su cui probabilmente saremo costretti a dare un parere.

Un invito politico di Pietro Ichino:

http://www.pietroichino.it/?p=43170

Per l'effetto negativo dei voucher:

http://www.ilpost.it/2016/10/20/dati-lavoro-voucher/

Per l'aumento dei licenziamenti a causa della rimozione dell'art. 18. Qui si nota che esiste solo un dato anomalo relativo alla mano d'opera cinese.

http://www.lavoce.info/archives/43480/per-chi-aumentano-poco-licenz...

Sulla cassa integrazione:

http://www.dottrinalavoro.it/wp-content/uploads/2016/05/La-Cassa-in...

Sulla nuova tipologia di contratti

http://adapt.it/adapt-indice-a-z/wp-content/uploads/2015/11/Miscion...

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Risposte

  • UN PIANO NAZIONALE DEL LAVORO

    E' una delle urgenze primarie del nostro Paese. Una politica d'integrazione che vede nel lavoro il suo cardine. Non solo quindi misure di sostegno alla povertà come il REI ma soprattutto una distinzione fra politiche di sostegno ai casi di marginalità e povertà non diversamente trattabili come ad es: invalidità , vecchiaia ecc e altre posizioni d'inoccupazione da gestire offrendo un'integrazione in un piano nazionale del lavoro . Una immediata utilizzazione in un piano organizzato dallo Stato per tutti coloro che, scaduto il perido di disoccupazioen del NASPI ,sono ancora in cerca di rioccupazione , per gli inoccupati , marginali , poveri ancora in età lavorativa e obbligatoriamente anche per i migranti in attesa di una definizione della loro posizione ed in cerca di prima occupazione. Non una collocazione definitiva ma un utilizzo produttivo delle risorse in attesa di un loro inserimento nel mercato del lavoro in una posizione lavorativa a tempo indeterminato.

    Nei periodi di crisi economica la ripartenza , storicamente, ha avuto sempre bisogno di un avvio ed un sostegno da parte di una decisa azione dello Stato : Nel secolo scorso la Grande Depressione fu affrontata nei diversi paesi, con forme politiche diverse ma tutte con una forte iniziativa dello Stato.Vi sottopongo ad esempio un'esperienza del passato da valutare con attenzione per affrontare il ns. presente:

    IL PRIMO NEW DEAL (1933-34)I primi cento giorni ( tratto da Wikipedia)

    Durante i primi cento giorni di amministrazione Roosevelt indusse il Congresso ad approvare una serie di provvedimenti al fine di rilanciare l'economia

    Alla legge di emergenza bancaria fecero seguito altri importanti provvedimenti:

    Lo stanziamento di 500 milioni di dollari per impiegare i disoccupati in programmi di lavori pubblici (costruzione e manutenzione di strade, scuole, parchi, campi gioco ecc

    L'istituzione del Civilian Conservation Corps (CCC), la cui nascita fu chiesta espressamente da Roosevelt in un messaggio al Congresso del 21 marzo 1933. Il "CCC" dal 1933 al 1942 assoldò oltre tre milioni di disoccupati che furono destinati a curare la manutenzione e la conservazione delle risorse naturali. Lo stato forniva loro un riparo, dei vestiti, del cibo e un salario di 30 dollari al mese (una parte del salario doveva essere però inviato alle famiglie). Questo è senza dubbio il programma economico del New Deal più noto per gli americani, anche perché oltre a creare posti di lavoro, inculcava nelle persone la consapevolezza di vivere in un ambiente naturale che necessitava di maggiore rispetto e di un'attenta pianificazione. I partecipanti a questo programma, in nove anni di lavoro, hanno piantato oltre tre miliardi di alberi, hanno migliorato la fruibilità dei parchi nazionali e, infine, hanno contribuito a spegnere gli incendi boschivi e a migliorare le tecniche antincendio

    La riforma monetaria portò ad abbandonare la parità aurea del dollaro statunitense e consentì alla FED di aumentare la quantità di moneta in circolazione nella speranza di far diminuire i prezzi nel mercato interno e di stimolare le esportazioni. Questa misura favorì anche la produzione industriale che aumentò del 25% entro il 1937 e del 50% entro il 1942

    La legge di bilancio approvata il 14 marzo 1933 tagliò le spese del bilancio federale, gli stipendi pubblici e le pensioni ai veterani della prima guerra mondiale. Di fronte a questo provvedimento, apparentemente contraddittorio, Roosevelt si giustificò affermando che sosteneva l'esistenza di due bilanci separati: il bilancio "normale" federale che doveva essere messo in pareggio, e il "bilancio di emergenza" che serviva per sconfiggere la depressione

    L'abrogazione del proibizionismo portò alla fine del mercato nero della produzione e del commercio degli alcolici. La libera produzione e vendita delle bevande alcoliche, regolarmente tassate, comportò un aumento delle entrate comunali e federali, e stimolò anche la creazione di nuovi posti di lavoro

    Il National Industrial Recovery Act, approvato dopo un non facile iter parlamentare, garantiva la protezione dei sindacati e la concorrenza leale fra le imprese. Questa legge inoltre ha regolato il prezzo di alcuni beni di prima necessità e ha istituito la Public Works Administration, un'agenzia federale destinata a costruire grandi opere pubbliche (dighe, scuole, ospedali, case popolari, tribunali). La Tennessee Valley Authority ha avviato una seria pianificazione per sfruttare l'importante bacino idrico del Tennessee mediante la costruzione di imponenti dighe per la produzione di energia elettrica.

    La creazione di un'apposita agenzia di elettrificazione ha portato la luce elettrica in tutti gli Stati Uniti e ha favorito anche il miglioramento delle condizioni degli agricoltori. Il settore agricolo, gravemente colpito dalla depressione, è stato interessato dall'Agricultural Adjustment Act che ha sovvenzionato gli agricoltori che riducevano i raccolti e gli allevatori che eliminavano l'eccesso di bestiame. Obiettivo della legge era quello di ridurre la forte sovrapproduzione agricola e, contemporaneamente, di far aumentare i prezzi che avevano subito un notevole ribasso. Le sovvenzioni agli agricoltori erano finanziate da un'apposita imposta sulle società

    Il Glass-Steagall Banking Act (1933) vietò alle banche commerciali di operare nel settore finanziario e assicurò i risparmi degli statunitensi fino alla cifra di 5000 dollari

    Il Securities and Exchange Act istituì una commissione di controllo sulle operazioni di borsa. Nella stessa legge era presente anche una norma che vietava le azioni speculative e la cessione di azioni senza il pagamento di almeno il 55% del valore della transazione

    La riforma fiscale

    Roosevelt intraprese anche una riforma del sistema fiscale ed in particolar modo delle imposte dirette. Con la legge sulle entrate del 1934 fu disposto l'aumento delle aliquote per i redditi più alti. L'anno successivo con legge del 30 agosto 1935 furono aumentate le imposte sui redditi più elevati: l'aliquota più alta passò infatti dal 63% al 75%. Con la legge delle entrate del 1936 l'aliquota che colpiva i redditi più alti subì un ulteriore aumento sino ad arrivare al 79%.

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  • Sta diventando sempre più chiaro come il reddito di cittdinanza sia una grossa bufala, un provvedimento completamente sconclusionato che butterà miliardi dalla finestra e affosserà l'Italia. Il difetto principale di questo provvedimento è il seguente:

        si confondono e si trattano allo stesso modo due categorie molto diverse: i poveri che non possono lavorare per vari motivi (salute mentale o fisica, mancanza di istruzione, ecc) ed i disoccupati, cioè quelli che hanno perso il l avoro.

    Per i primi, i poveri,occorrono politiche mirate come quelle del REI, in collaborazione coi comuni e la rete di assistenza sul territorio.

    Per i secondi,occorre iniettare innovazione e tecnologia nel sistema,come Italia digitale e Italia 4.0, potenziare la formazione, favorire il contattio tra scuole e industria, supportare le aziende nel fare i corsi per il nuovo personale. Occorreranno in Italia nei prossimi 5 anni almeno un milione di ingegneri e periti meccanici, elettrici, elettronici e informatici. Le nostre scuole e università non ne formano abbastanza. Pensiamo che qualche ora di di formazione, invece dei 5-8 anni di sitruzione necessari, siano la stessa cosa? Quindi, formazione in collaborazione tra scuola e impresa, rinnovo del sistema tecnologico e industriale con la partecipazione di enti di ricerca e università in prima fila.

    Questa è la realtà vera.

    La reltà virtuale di Facebook, invece, quella che ha partotito il reddito di cittadinanza, ad opera di ignoranti e incompetenti, pensa di risolvere i problemi con 8 ore alla settimana nei comuni, qualche ora di formazione senza specificare con quali docenti e senza nessun investimento in strutture e laboratori. Poi, ci penserà il navigator.

    Ridicolo.

    Tanto per dire, da consigliere comunale so che per fare lavorare una persona,anche per lavori semplici come sturare tombini o riparare buche, la legge proibisce di usare inesperti e mettere in strada lavoratori con bermuda e infradito; occorre formarli con corsi di sicurezza e antinfortunistica, dar loro le dotazioni di lavoro e sicurezza a norma di legge, assicurarli. Costo: da 600 a 800 euro, che per 5 milioni fa una cifra tra i 3 e i 4 miliardi, non previsti che ricadranno sui comuni.

    Stessa storia per i corsi di formazione, che non sono stati minimamente finanziati e non pianificati in accordo con le aziende.

    Quando, senza avere mai lavorato e .anìministrato nulla si pretende di diventare ministro di due ministeri, questi sono i risultati

  • La Voce sul "decreto dignità".
    http://www.lavoce.info/archives/54351/la-causale-che-protegge-il-la...

    http://www.lavoce.info/archives/54357/decreto-dignita-perche-le-sti...

    La “causale” che protegge il lavoro... degli avvocati
    Affidare al giudice il controllo sul “giustificato motivo” di assunzione a termine o di licenziamento equivale a burocratizzare le scelte imprenditor…
  • CONTRO IL PRECARIATO
    A mio parere l'unico vero modo per scoraggiare un uso improprio del lavoro precario è quello di farlo costare in maniera significativa più di quello a tempo indeterminato. Ci sono due linee per fare questo :una è stata quella di rendere più appetibile quello a tempo indeterminato con sgravi fiscali alle aziende : L'operazione ha avuto successo ma comporta un importante contributo da parte della finanza pubblica : L'altro è quello di aumentare il costo di quello precario di almeno un terzo in più di quello a tempo indeterminato. Unire la questione all'introduzione del salario minimo e prevedere ,ad esempio, che se un'ora di lavoro a tempo indeterminato costa 10 euro, quello precario debba costarne 13. Non m'interessa limitare la possibilità di rinnovo del lavoro a tempo determinato, perché potrebbe essere assolutamente necessario per quell'azienda di poter disporre di quella tipologia di lavoratori e, avendo maturato esperienza positiva, richiamare al bisogno le stesse persone. Quello che sarebbe opportuno evitare è l'uso distorto del precariato per sostituire le risorse comunque stabilmente necessarie. Un forte disincentivo economico mi sembra utile per raggiungere questo obiettivo. Per concludere ricorderei che questo disincentivo lo pagherebbero le aziende che vogliono ricorrere al lavoro precario mentre le incentivazioni a favore delle assunzioni a tempo indeterminato sarebbero a carico della finanza pubblica

  • Dietro le cifre scoraggianti sull'occupazione c'è qualcosa che aiuta.   Non è abbastanza, ma non è che non ci sia nulla.

    http://www.linkiesta.it/it/article/2018/06/15/quattro-anni-di-garan...

    Quattro anni di Garanzia Giovani: ecco com’è andata
    I giovani Neet che si sono registrati al programma sono 1 milione e 266mila, di cui il 78,6% presi in carico. Di questi, il 55% ha avviato a un inter…
  • A conferma di quanto sia stata semplicistica e sbagliata la polemica "assistenzialismo o lavoro", pubblico la foto della prima pagina du uno studio pubblicato ieri dal FMI (organizzazione non certo sospetta di tendenze sinistrorse).   Riguarda il problema delle possibili conseguenze dell'ondata di automatizzazione di tanti processi sul mercato del lavoro.   Una qualche risposta ispirata dal concetto di Basic Income dovrà essere trovata.
    19207578?profile=RESIZE_930x

     

  • Ho sempre pensato che le prese in giro del "reddito di cittadinanza" nella propaganda del PD fossero fuori luogo e che abbiano costituito un grosso errore politico.

    Il dibattito su di un reddito di cittadinanza (chiamato spesso "Basic income", reddito garantito a tutti indipendentmente dal reddito) è una cosa seria e rispettabile.   

    Ho ricordato varie volte il libretto del Mulino (Stefano Toso, "Reddito di cittadinanza o reddito minimo?", Mulino 2016).    Adesso Social Europe annuncia la publicazione di un libro che contiene una panoramica di interventi sul tema.

    Sono convinto che il reddito di cittadinanza come proposta dai 5S sia improponibile nel nostro paese. Ma la proposta merita rispetto, come tutte le proposte sbagliate.

    Dear reader, 

    we are thrilled to announce the release of our latest book in the "Social Europe Edition series: "Basic Income and the Left: A European Debate" edited by Philippe Van Parijs.

    The Unconditional Basic Income (UBI) is one of the most hotly debated ideas of recent years on the left – and, indeed, right. The potential threat to millions of current jobs posed by robotization and artificial intelligence combined with the rise of inequality has contributed to making it a core element of the continuing post-crisis discussions on what it means to be on the left, or a social democrat, today and in the future. 

    Is an unconditional basic income without means-test or work-test compatible with social justice and individual self-worth? Does it open up the space for an end to demeaning labour and a resurgence of voluntary work and cultural life? Is it affordable? 

    This collection of short but compelling essays, all previously published in Social Europe, allows both proponents and opponents to make their case and is designed to extend this vital discussion to a wider audience. We are proud to have spearheaded the debate on an issue that is of vital and enduring importance for Europe and beyond.

    Philippe Van Parijs: Basic Income And the Left – A European Debate

    • Guy Standing: How To Combat Inequalities Produced By Global Capitalism
    • Philippe Van Parijs: Basic Income And Social Democracy
    • Francine Mestrum: Why Basic Income Can Never Be A Progressive Solution – A Response To Van Parijs
    • Philippe Van Parijs: The Euro-Dividend
    • Guy Standing: Basic Income Pilots: A Better Option Than Quantitative Easing
    • Vicente Navarro: Why The Universal Basic Income Is Not The Best Public Intervention To Reduce Poverty Or Income Inequality
    • Philippe Van Parijs: The Worldwide March To Basic Income – Thank You Switzerlan
    • Robin Wilson: Universal Basic Income – A Disarmingly Simple Idea – And Fad
    • Anke Hassel: Unconditional Basic Income Is A Dead End
    • Ulrich Schachtschneider: Basic Income Is A Tonic Catalyser: A Response To Anke Hassel
    • Louise Haagh: Basic Income And Institutional Transformation
    • Henning Meyer: No Need For Basic Income – Five Policies To Deal With The Threat of Technological Unemployment
    • Malcolm Torry: Citizen’s Income – Both Feasible And Useful
    • Bo Rothstein: UBI – A Bad Idea For The Welfare State
    • Malcolm Torry: What Is An Unconditional Basic Income? A Response To Rothstein

    19207559?profile=original 

  • Una spegazione molto chiara.

    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/lavoro-imprese-it...

    Ci ricorda anche in cosa consista veramente il "Made in Italy".

    Lavoro, le imprese italiane cercano 150.000 supertecnici ma non ci sono. Perché?
    Quest'anno ne sforneremo solo 10,000. La Germania 1 milione. Quali scuole formano gli specialisti e quanto costano
  • La Voce questa volta ha verificato l'esattezza di una affermazione di Pier Luigi Bersani sull'andamento delle ore lavorate.   Bersani aveva affermato che queste sarebbero diminuite, ma La Voce mostra che questa affermazione è sbagliata.

    http://www.lavoce.info/archives/53018/occupati-e-ore-lavorate-lo-sf...

    Ma l'osservazione di Romano è valida anche per questo caso: quanti avranno sentito e creduto l'affermazione di Bersani e quanti avranno letto la verifica de La Voce o di qualcun altro ?

    Occupati e ore lavorate: lo sfondone di Bersani
    Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se han…
  • Grazie Fabio,
    è chiaro che ai fini della "realtà percepita", che in politica è quella che conta, la balla della Costamagna in TV vale mille volte più della verità pubblicata sul sito de "La Voce"

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