Care amiche, cari amici, riportiamo qui il programma del Partito Democratico. Un programma serio e attento alle persone, ai territori e allo sviluppo, soprattutto sostenibile. Attento al sociale, e rispettoso dell'ambiente. Per un'Europa migliore, più coesa e più solidale.

Pubblicheremo ogni giorno uno dei quattro punti fondamentali del Programma del Partito Democratico, e spero vogliate commentarlo, arricchirlo e implementarlo insieme, per un Partito attento e popolare.

1 Una nuova Europa con al centro le persone. Per lo sviluppo e l’innovazione, per il lavoro e la coesione sociale, per l'ambiente

Un’indennità europea di disoccupazione
Per evitare il circolo vizioso tra recessione e austerità, è necessario avere un bilancio dell’eurozona, finanziato da specifiche risorse proprie, Eurobond e da una quota dei profitti della Bce, per perseguire politiche anticicliche attraverso l’erogazione di un’indennità europea di disoccupazione per i paesi in recessione o con un numero alto di persone senza lavoro.
Un piano straordinario di investimenti per la transizione ecologica e la coesione sociale, lavoro, innovazione,sostenibilità
Per rilanciare la crescita, l’occupazione e affrontare le sfide della sostenibilità sociale e ambientale occorre un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture materiali, immateriali e sociali, energie rinnovabili, welfare. Un piano finanziato dal bilancio europeo (da portare all’1,3% del Pil), da Eurobond emessi dalla Bei e acquistati dalla Bce e dagli Stati membri attraverso lo scorporo dal calcolo del deficit degli investimenti.
Contro il dumping fiscale,per una concorrenza leale: un’aliquota minima europea al 18% 
I profitti delle grandi multinazionali, a partire da quelle dell’economia digitale, vanno tassati dove sono effettivamente realizzati e non spostati artificialmente in Paesi a bassa tassazione. Per contrastare la concorrenza fiscale sleale bisogna approvare la base imponibile comune e consolidata per le imprese, la digital tax e introdurre un’aliquota minima effettiva europea del 18% sulle imprese. In
materia fiscale bisogna passare dal voto all’unanimità a quello a maggioranza qualificata.
Un’Europa che salva ilpianeta: zeroemissioni ed economia circolare
Se vogliamo fermare il cambiamento climatico e rilanciare lo sviluppo sostenibile dobbiamo rivedere in modo più ambizioso il pacchetto clima-energia per giungere al dimezzamento delle emissioni nel 2030 e a zero emissioni nette nel 2050. Con la definizione di un Piano straordinario, l’Ue dovrà essere capace di mobilitare i 290 miliardi l’anno di investimenti necessari per la completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo. I più alti obiettivi di riciclaggio che abbiamo introdotto si devono accompagnare con misure concrete di prevenzione della generazione di
rifiuti a partire dalla progettazione eco-compatibile. Per proseguire la strategia contro l’inquinamento della plastica, bisogna anticipare al 2025 la data in cui tutti gli imballaggi di plastica dovranno essere pienamente riciclabili, compostabili o riutilizzabili
Una garanzia europea per i bambini e per i giovani
6 miliardi di euro nel bilancio europeo dedicati ai 25 milioni di bambini svantaggiati del nostro continente, con un approccio innovativo per eliminare la povertà infantile dall’Unione europea assicurando a tutti i bambini a rischio povertà accesso gratuito all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’assistenza per l’infanzia, all’alloggio e a una alimentazione adeguata.
Riformare ed ampliare la “Garanzia giovani” per favorire l’accesso delle giovani generazioni alla formazione e al lavoro.
Uno spazio europeo dell’educazione e della ricerca
La conoscenza, la formazione permanente, la ricerca sono gli strumenti fondamentali per affrontare la sfida dell’innovazione, della trasformazione del lavoro, della sostenibilità, dell’inclusione e della costruzione della cittadinanza europea. Per questo occorre rendere più europei i percorsi di studio e di formazione, mobilitare le risorse necessarie a livello europeo e nazionale e introdurre obiettivi ambiziosi e vincolanti all’interno del semestre e dei programmi europei:
a) triplicare i fondi per Erasmus+ nel periodo 2021-2027 portandoli a 45 miliardi come richiesto dal Parlamento;
b) entro il 2024 riconoscimento reciproco e automatico di tutti i titoli di studio e dei periodi di studio all’esterno;
c) entro il 2030 raggiungere in tutta Europa la percentuale di:
     • 50% di laureati;
     • dispersione scolastica sotto il 5%;
     • servizi educativi per il 50% dei bambini tra 0-3 anni e per il 100% di quelli tra 3-6
     • 5% del Pil dedicato alla ricerca
Una carta europea dello studente
Entro il 2021 attuare la nostra proposta di una E-Card dello studente per accedere in tutta Europa a facilitazioni, prestazioni e servizi (alloggi, musei, teatri, librerie e altri servizi culturali).
Un salario minimo europeo
Occorre garantire la piena attuazione del principio della parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo, contrastare il dumping sociale e salariale attraverso la crescita dei salari per rafforzare il potere d’acquisto e la produttività in modo omogeneo e coordinato tra i vari paesi europei. Questo obiettivo si ottiene con l’adozione di un salario minimo europeo parametrato alle condizioni dei diversi paesi e definito sulla base del dialogo tra le parti sociali e della contrattazione collettiva nazionale e di settore. Il rafforzamento e l’estensione del dialogo sociale e della contrattazione collettiva in tutta l’Ue sono condizioni essenziali per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei e per la coesione e il progresso sociale.
Parità di salario tra uomini e donne
Un piano europeo per favorire l’occupazione femminile ed imporre l’equità nelle retribuzioni e per affrontare le eccessive disparità di reddito tra uomini e donne.
Attuare la Convenzione di Istanbul per prevenire e contrastare la violenza di genere.

 

2 Una nuova Europa Vicina ai territori. Per la tutela e valorizzazione dei prodotti, delle culture e delle diversità.
Un mercato interno integrato che protegga e sostenga le produzioni italiane e colga le opportunità della rivoluzione digitale
Lavoriamo per un mercato interno che sappia proteggere la manifattura italiana ed europea dalle invasioni di prodotti contraffatti e non conformi da parte di paesi terzi, in particolare dalla Cina. Vogliamo un mercato unico che sia più strettamente connesso alle politiche sociali, a quelle fiscali e della concorrenza e che investa su nuove regole per accompagnare la digitalizzazione della società europea.

Coesi contro le diseguaglianze: 5 miliardi per aree urbane e piccoli comuni
È necessaria una nuova visione ecosostenibile per le città e le aree metropolitane, in particolare per le periferie. Nessun territorio deve rimanere indietro:
i fondi di coesione devono diventare sempre più il centro di una politica attiva contro la povertà e le diseguaglianze, a cominciare dalle aree più deboli. Nella prossima programmazione, almeno 5 miliardi di euro devono essere stanziati a disposizione delle aree urbane e dei piccoli comuni che soffrono lo spopolamento e la perdita di servizi essenziali, come votato dal Parlamento.

Un’agricoltura sostenibile e di qualità per valorizzare e tutelare produttori e consumatori
Il settore agroalimentare, oltre alla sempre più precaria sostenibilità economica, si trova di fronte a sfide decisive anche in termini di sostenibilità sociale e ambientale. Per questo, la prossima Politica agricola comune dovrà essere adeguatamente finanziata con un bilancio almeno pari ai livelli attuali, per essere in grado di continuare a sostenere il nostro modello agricolo familiare, incoraggiando,
allo stesso tempo, i nostri agricoltori alla transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili. Vogliamo stimolare un modello produttivo basato sulla qualità e sulla valorizzazione della biodiversità, promuovendo una intensificazione sostenibile, il miglioramento varietale non OGM e la diversificazione produttiva.

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Risposte

  • Ottime proposte.

    Quanto alla parità di salario donna- ,uomo,ricordo che ciò e persino previsto dalla nostra Costituzione(art 37). Se ne parla molto anche a livello europeo ,bisogna di sicuro fare di più.

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