Risposte

  • tutti presi dal brillante sfoggio di ignoranza del Giggino da Pomigliano è stata ignorata una notizia proveniente dalla Siria. Gli F35 israeliani hanno distrutto i radar cinesi anti stealth da poco installati a Damasco.

    Che la Siria fosse campo di sperimentazione di nuovi sistemi di arma era evidente.

    Questo indubbio successo israeliano dice che Cina Russia si ritrovano indifesi . Gli F35 avevano dimostrato di poter sorvolare impunemente Siria  ed Iran dotato di sistemi radar russi. Oggi potrebbero arrivare su Pechino senza esser visti.

    Siamo in una situazione forse paragonabile a quella della metà degli anni 80 quando la rincorsa USA a nuove armi ha fatto collassare l'URSS.
    Speriamo che gli attuali presidenti di URSS USA (ed ora anche Cina)abbiano le capacità di Michail Serghievic e Ronald

  • Fabio

     dici che gia esitare ti parrebbe immorale : e quando mai la politica  si è attenuta alla morale ? Non certo nelle guerre dell oppio

    Ma a parte questo, la questione va vista anche dal punto di vista cinese  Il nazionalismo cinese è diverso pero da  quello europeo che si basa sulla convinzione della superiorita della propria civilta e  quindi del diritto o, piu spesso, del dovere, di imporla agli altri :  formazione di imperi nel passato, attualmente con l idea che tutto il mondo deve abbracciare lo stile di vita europeo, unico veramente razionale e superiore   Per i cinesi il termine nazionalismo non esiste neppure ( si dice: mín : popolo ) : sono convinti, come noi, che la loro è la vera unica civilta ma a differenza di noi pensano  che non puo essere condivisa da chi non vi è nato  : lo stile di vita cinese non puo essere esportato,  non pensano  mai che europei o africani possa diventare come i cinesi, non ne sarebbero capaci  Quello che noi definiamo nazionalismo cinese è una sensibilita  estrema per il loro territorio paragonabile a quello  che fu nel secolo scorso  l irredentismo,   quel valore sacro e non negoziabile che ci fece cadere nella tragedia della guerra mondiale (con tanti altri popoli e nazioni ) I cinesi identificano il loro territorio con quello degli inizi dell Ottocento prima  delle  ingiuste aggressioni  degli europei ( i barbari venuti dal mare)  cioe sia  quello che noi chiamiamo Cina interna che  Cina esterna  Ora nessuno dubita che Taiwan sia Cina (nemmeno il governo di Taiwan):  si trova staccata dal resto della Cina  per la ingerenza dei barbari che non permisero la sua liberazione  Dal punto di vista cinese non si tratta di annettersi un  altro territorio ma di riscattare la patria, “il centro del mondo” dalle aggressioni degli occidentali  e chiudere un secolo di umilianti aggressioni  

    Per le dichiarazioni particolari di JI: non penso che veramente progettino una invasione armata  , ma che sia solo una arma di pressione per una riunificazione sempre  promessa  e sempre  rimandata dl Taiwan , sine die, a un futuro che non arriva mai

     Ma eventualmente  si arrivasse a un confronto armato non vedo perche mai noi occidentali, europei o americani, dovremmo intervenire con conseguenze non prevedibili ma certamente catastrofiche. 

    Fabio Colasanti 2 Gennaio 2019, alle 18:52

    Sappiamo da molto tempo che la Cina in politica estera ha un atteggiamento molto nazionalista.   L'opinione pubblica prende spesso posizioni che vanno al di la di quelle ufficiali del governo.   Il governo cinese in alcuni casi non ha avuto il coraggio di mettere in opera alcuni trattati internazionali sui confini tra le isolette contese nel mare adiacente per paura delle reazioni interne.

    Ma oggi si è raggiunto un nuovo livello molto preoccupante: Xi Jinping ha detto che la Cina e Taiwan dovranno essere riunite, che il governo cinese si impiegherà in qiesto senso e che non può promettere di escludere il ricorso all'uso dela forza !

    Questo è da mettere in relazione con l'isolazionismi crescente degli Stati Uniti di Donald Trump.  Che chiunque si rallegra di una minore presenza americana nel mondo rifletta alle sue conseguenze.

    Non condivido praticamente nulla di quello che Donald Trump vuole come obiettivi politici.   Ma se - in qualsiasi campo, dagli aspetti commerciali a gli aspetti politici - noi dovessimo scegliere tra Cina e Stati Uniti  non dovremmo esitare un secondo.   Già esitare sarebbe immorale

  • Sappiamo da molto tempo che la Cina in politica estera ha un atteggiamento molto nazionalista.   L'opinione pubblica prende spesso posizioni che vanno al di la di quelle ufficiali del governo.   Il governo cinese in alcuni casi non ha avuto il coraggio di mettere in opera alcuni trattati internazionali sui confini tra le isolette contese nel mare adiacente per paura delle reazioni interne.

    Ma oggi si è raggiunto un nuovo livello molto preoccupante: Xi Jinping ha detto che la Cina e Taiwan dovranno essere riunite, che il governo cinese si impiegherà in qiesto senso e che non può promettere di escludere il ricorso all'uso dela forza !

    Questo è da mettere in relazione con l'isolazionismi crescente degli Stati Uniti di Donald Trump.  Che chiunque si rallegra di una minore presenza americana nel mondo rifletta alle sue conseguenze.

    Non condivido praticamente nulla di quello che Donald Trump vuole come obiettivi politici.   Ma se - in qualsiasi campo, dagli aspetti commerciali a gli aspetti politici - noi dovessimo scegliere tra Cina e Stati Uniti  non dovremmo esitare un secondo.   Già esitare sarebbe immorale.

    https://www.corriere.it/esteri/19_gennaio_02/mire-xi-taiwan-riunifi...

    Le mire di Xi su Taiwan: «Riunificazione inevitabile: pronti a usare la forza»
    Il presidente cinese punta a riprendersi l’isola , dopo 70 anni. La replica di Taipei: «Rispettate la nostra democrazia»
  • Questo è uno sviluppo che rischia di avere un grosso effetto negativo sull'economia mondiale.

    L'Italia rischia di soffrirne molto.

    https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-12-06/chi-e-meng-wanzhou...

    Huawei, perché l’arresto di Meng Wanzhou mette in crisi la tregua Usa-Cina
    La donna, figlia del fondatore e proprietario dell’azienda cinese, è stata fermata a Vancouver, con un mandato di cattura emesso dagli Stati Uniti. È…
  • Giuseppe,

    l'economia di mercato è sempre stata basata sulla volontà di guadagnare soldi.    E' cosi da vari secoli e non vedo come la cosa possa cambiare.   Le alternative all'economia di mercato che abbiamo conosciuto non sono certo state entusiasmanti.

    Tutti i paesi cercano di incanalare l'attività delle imprese e degli operatori economici fissando dei paletti attraverso migliaia di leggi e norme.

    L'obiettivo della politica economica è di individuare norme che diano il miglior risultato in termine di rispetto per gli individui e di solidarietà riducendo al minimo gli ostacoli che queste creano al funzionamento delle economie.

    Con Giovanni (DS) abbiamo discusso del tema per anni (abbiamo addirittura una discussione ad hoc).   Non vedo cosa le parole del papa portino di nuovo in questa discussione.   Soprattutto, non vedo come queste possano portare ad un qualsiazsi cambiamento nei nostri paesi.

    Per me il migliore equlibrio tra queste esigenze spesso contraddittorie è quello che si trova nelle economie dei paesi scandinavi e in quello che è stato chiamato il "capitalismo renano" (Francia-Germania, più Benelux e Austria, ma anche in Nuova Zelanda).



  • Dice Papa Francesco:" Chi viene escluso, non è sfruttato ma completamente rifiutato, cioè considerato spazzatura, avanzo, quindi spinto fuori dalla società. Non possiamo ignorare che una economia così strutturata uccide perché mette al centro e obbedisce solo al denaro: quando la persona non è più al centro, quando fare soldi diventa l'obiettivo primario e unico siamo al di fuori dell'etica e si costruiscono strutture di povertà, schiavitù e di scarti."
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-09-07/intervista-papa-f...

    Intervista a Papa Francesco: «I soldi non si fanno con i soldi ma con il lavoro»
    Nelle parole del Pontefice l’attività economica non riguarda solo il profitto ma comprende relazioni e significati, non è solo tecnica ma è anche eti…
  • interessante articolo sulle prosepttive dei rapporti UE USA

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-07-26/piu-soi...

    Più soia e gas dagli Usa?Ecco perché l’Europa rischia di tradire le promesse
    Più soia e più gas dagli Stati Uniti. È soprattutto su queste promesse che poggia la tregua sui dazi che l’Europa ha strappato a Donald Trump. Ma
  • Donald Trump è insopportabile.   Sta distruggendo la rete di istituzioni, trattati, accordi e consuetudini che hanno portato una forma (limitata) di stato di diritto anche nelle relazioni internazionali.   Queste sono cose che servono soprattutto ai paesi piccoli che possono ovviare alla loro intrinseca debolezza invocando queste regole e facendo appello a queste istituzioni.   In ogni società lo stato di diritto serve a proteggere i più deboli dai soprusi dei più forti (che farebbero volentieri a meno delle leggi).

    I paesi come l'Italia sono quelli che più hanno da perdere dalla politica di Donald Trump (che forse dipende molto più dal suo carattere che da una strategia studiata a tavolino).    È veramente sorprendente che il nostro primo ministro cerchi di avere buone relazioni con il presidente americano attuale.  

    Ma tutti i paesi europei hanno di che preoccuparsi.   Non si era mai visto finora un presidente americano che intervenisse esplicitamente nella politica interna di un paese europeo attaccandone il governo.   Donald Trump ha attaccato con i suoi messaggi su Twitter Angela Merkel criticandone la politica migratoria proprio durante la recente crisi con la CSU, citando dati sbagliati sull'andamento della criminalità e, quando gli è stato fatto notare che le sue affermazioni erano contraddette dalle statistiche ufficiali tedesche, ha addirittura sostenuto che il governo tedesco avrebbe falsificato le cifre sull'andamento della criminalità !   Adesso Donald Trump ha di nuovo mandato messaggi su Twitter criticando Theresa May sulla Brexit e sostenendo i due ministri che hanno lasciato il governo.

    Ma su una cosa Donald Trump ha purtroppo ragione.   Quando denuncia la doppiezza europea

    - nel chiedere agli americani di difenderci (soprattutto dai russi);

    - nell'aver creato una situazione dove gli americani pagano da soli circa il 70 per cento del costo della Nato;

    - nel tollerare che molti paesi europei (Germania e Italia in particolare) spendano per la difesa molto meno di quello che è stato deciso a livello Nato da moltissimi anni;

    - e nel voler continuare a far soldi negli scambi con quella Russia dalla quale chiediamo agli americani di difenderci.    Le transazioni che vogliamo fare fanno guadagnare noi, ma rafforzano anche quella Russia che ci preoccupa.

  • Non sarà una prova sicura al 100 per cento, ma è un altro elemento che si aggiunge ai tanti che indicano una responsabilità russa e/o dei separatisti sostenuti dalla Russia.

    https://www.corriere.it/esteri/18_maggio_24/inchiesta-volo-malaysia...

    L’inchiesta sul volo Malaysia Airlines: «Russo il missile che abbattè l’aereo»
    Lanciato da forze del Cremlino il Buk che nel 2014 nei cieli dell’Ucraina colpì il volo diretto dall’Olanda a Kuala Lumpur con 298 persone a bordo
  • Mi pare uno dei discorsi del tipo o tempora o mores che sono presenti in tutti i momenti della storia: ma non si possono spiegare fatti particolari con cause generali che sono sempre presenti (nemmeno con la stupidita della casalinga).

    In particolare pero, ammesso che fosse vero

    the economy, rising inequality, and the appearance of a new class of super-empowered billionaires in finance and technology-heavy industries.

    Nelle  societa della penuria (agricole) la ricchezza di alcuni comporta la poverta di molti ma nelle  societa della abbondanza (industriali) la formazioni di grandi ricchezze è compatibile con il miglioramento del livello delle masse, direi che è funzionale.  Lo si vede dappertutto,non solo in america  per esempio nel miracolo economico italiano come nello sviluppo della Cina  moderna   

     Fabio Colasanti 15 Maggio 2018, alle 8:42

    Questi sono i paragrafi iniziali di un articolo apparso recentemente su Foreign Affairs dal titolo "The Big Shift" e scritto da Walter Russell Mead

    https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2018-04-16/bi...

    Vale la pena di leggerli. 

    As Americans struggle to make sense of a series of uncomfortable economic changes and disturbing political developments, a worrying picture emerges: of ineffective politicians, frequent scandals, racial backsliding, polarized and irresponsible news media, populists spouting quack economic remedies, growing suspicion of elites and experts, frightening outbreaks of violence, major job losses, high-profile terrorist attacks, anti-immigrant agitation, declining social mobility, giant corporations dominating the economy, rising inequality, and the appearance of a new class of super-empowered billionaires in finance and technology-heavy industries.

    That, of course, is a description of American life in the 35 years after the Civil War. The years between the assassination of President Abraham Lincoln, in 1865, and that of President William McKinley, in 1901, were among the least inspiring in the history of U.S. politics. As Reconstruction proved unsuccessful and a series of devastating depressions and panics roiled the economy, Washington failed miserably to rise to the challenges of the day.

    The Big Shift
    The effects of rapid change are often unwelcome, but the process of transformation is one of growth and development, not of decline and fall. Indeed,…
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