Risposte

  • Stop al 5G? 

    Il nostro istituto superiore di Sanità non rileva un aumento dei tumori del sistema nervoso centrale (gliomi, scwhannomi,, ecc) che sono quelli sospettati di essere connessi anche alle radiofrequenze usate nella telefonia.

    Vogliamo andare a vedere altri dati? Qui ci sono quelli degli USA

    https://seer.cancer.gov/statfacts/html/brain.html?fbclid=IwAR1WNK5T...

    Qui a pagina 98-99 quelli della Svizzera 

    https://www.nicer.org/.../publications/others/1179-1500.pdf

    Faccio fatca a trovare grafici nazionali, ma sono disponibili molti dati per regioni e province. Qui ci sono quelli di Milano pagine 84-87 

    https://www.ats-milano.it/Portale/Portals/0/AtsMilano_Documenti/Rap...

    Risulta che sono tumori rari con la stessa incidenza in tutto il mondo, circa 6-7 casi su 100 mila per i maschi e un po' meno per le donne. Andamento che non ha subito variazioni con gli anni. Non mi sembra che emerga il quadro catastrofico evocato di vari 

    moviment Stop 5G.

  • Il progetto WAVESTAR sta attirando attenzione per convertire la energia delle onde del marein energia elettrica.

    http://wavestarenergy.com/sites/default/files/Wavestar%20prototype%...

    Gli impianti energetici vanno però valutati con i numeri.

    Leggo dal sito di Wave Star che la produzione di potenza di Picco può essere 600 kilowatt (kW) e la produzione annuale di energia elettrica è intorno a 3 GWh (gigawatt ora) per ogni unità. Il consumo annuale italiano di energia elettrica è 300 mila GWh.

    Quindi per soddisfare il bisogno elettrico italiano occorrerebbero 100 mila unità Wave Star.

    Oppure 70 centrali a turbogas di 500 Megawatt elettrici di potenza.

    Come si vede, la strada è ancora lunga, molto lunga.

    http://wavestarenergy.com/sites/default/files/Wavestar%20prototype%20at%20Roshage%20-%20performance…
  •  C'è molto dibattito sulle nuove frequenze dello standard 5G e molticitanoo ad uno studio dell'Istituto Ramazzini sulle radiofrequenze, che ne dimostrerebbe la pericolosità. 

    Molti comuni, citando questo studio, hanno deliberato il divieto a installare rpetirtori sul loro territorio.

    Ho analizzato la pubblicazione del Ramazzini. Qui i risultati:

    https://drive.google.com/file/d/12zhJ9fIvudR9SkeFlbYIdth8ZV5myrkd/v...

    Ramazzini.pdf
  • Come si legge dall'interessante nota di Alberto le moderne auto elettriche usano batterie al litio.

    Attualmente per una batteria per auto si impiega circa 10-20 kg di litio. Se si dovesse convertire l'intera produzione auto ad elettrico si può stimare  un fabbisogno di litio di 450.000 tonnellate di Litio.

    Pur essendo il litio uno dei materiali più diffusi in natura ha una bassa concentrazione pertanto l'estrazione avviene utilizzando laghi salati prosciugati ed attualmente la quantità estratta ogni anno non supera (fonte wiki) le 75.000 tonnellate anno.

    I maggiori produttori di litio sono Cile Australia Cina Argentina ed USA. In Europa ci sarebbe la possibilità di estrarlo dall'acqua di mare ma impianti simili esistenti in UK in Sicilia ed in Sardegna (per l'estrazione dell'ossido di Magnesio) sono stati chiusi da anni per problemi di impatto ambientale. Quindi Europa dipendente dalle importazioni per giunta da paesi non sempre affidabilii

    Oltre al problema del recupero del litio usato (la vita di una batteria è di circa 4 anni ) che al momento non ha ancora soluzioni c'è un altro problema che a mio modesto parere di utilizzatore (uso batterie al lito per alcune moto) è sottovalutato e che è la sicurezza.

    Per poter caricare le batterie occorre fornire una tensione di 3,6 V per elemento con una tolleranza minima : Sotto i 3,55 V la batteria non si carica e sopra i 3,7 V si surriscalda ed è a rischio di esplosioni ed incendi (accaduti nei primi anni di utilizzo anche su aerei).

    Le battrie in commercio sono dotate di circuiti di controllo della carica che tagliano la corrente per tensioni superiori a quela critica , Sino ad ora le auto elettriche anche grazie alla loro scarsa diffusione sono seguite dalle case tramite centri di manutenzione gestiti direttamente dalle case automobilistiche. Ma quale sarà la situazione quando questa tipologia di mezzo sarà largamente diffuso anche in paesi nei quali l'attenzione e la cura dei mezzi non sono controllati dalle autorità? 

    E non parlo solo di paesi del terzo mondo .. basta farsi un giro in molte realtà del nostro paese per verificare quanto scarsa se non nulla sia l'efficacia dei controlli.

    D'altronde le decisioni politiche sono quasi sempre prese ignorando la realtà. Vedi ad esempio l'uso di benzina verde su mezzi privi di marmitte catalitiche euro zero. Ma quale governo latino si prende la briga di mettere fuori legge questi mezzi ,?

    Dovrebbero iniziare dalle dalle aziende pubbliche di trasporto.. figuriamoci se lo fanno per i comuni cittadini!

  • Alcune note sull'auro elettriica

      Il punto fondamentale per capire dal punto di vista energetico il problema dell'auto elettrica è che il rendimento del motore a scoppio su strada è intorno al 22% mentre il rendimento del motore elettrico è superiore al 95%. Quindi c'è un risparmio netto di combustibili fossili a produrre energia elettrica per le auto che non mettere direttamente la benzina nelle auto.

    La via giusta è quella di usare il gas e le centrali a turbogas, che hanno un rendimento del 65%. Il gas è quello che inquina meno di tutti, emettendo il 50% in meno di co2 rispetto al carbone il 30% in meno rispetto al petrolio. Quindi con centrali a gas che producono elettricità per le auto si risparmia il 40% almeno della energia oggi impiegata dalle auto. Se addirittora l'energia provenisse da centrali a energia rinnovabile, si risparmierebe il 100%.

    Ma l'attuale sistema elettrico è in grado di supportare l'auto elettrica? Contrariamente a quanto si crede sì, perché in Italia c'è un grande surplus di energia elettrica rispetto al fabbisogno. Però molte di queste centrali, che normalmente sono spente, sono le vecchie centrali a olio combustibile, che sono inquinanti e che hanno un basso rendimento, intorno al 30%. Però la sostituzione con centrali a turbogas è abbastanza rapida ed è facilmente fattibile. Purtroppo questi fatti sono sconosciuti agli improvvisati governanti che abbiamo oggi e anche a molte persone che sono contrarie a cose sacrosante come i gasdotti e la tap, che sono invece infrastrutture indispensabili per dimezzare le nostre emissioni di CO2 e implementare l'auto elettrica.

    L'auto elettrica attuale presenta ancora il problema delle batterie. Per capire questa questione bisogna introdurre la giusta unità di misura dell'energia, che è il kilowattora (kWh) cioè 1000 wattora (Wh). E' l'energia ad esempio che spendo per stirare mezz'ora con un ferro di potenza di 2 kW: 2kW x 0.5 h = 1 kWh.

    La energia di 1kWh è contenuta in 0.1 litri di benzina/gasolio (un bicchiere), in 7 kg di batterie al litio e in 25 kg di batterie al piombo. Questi numeri mostrano il grande salto tecnologico che abbiamo avuto passando dal piombo al litio, ma che non ha risolto completamente il problema dello stoccaggio di energia. Attualmente, con 1kWh, un'auto a benzina/gasolio percorre circa 1,5 km, un'auto elettrica ne percorre 7, circa 5 volte di più, dati i rendimenti (elettrico 95%, benzina 20-30%). Inoltre, stando in coda col motore acceso la macchina tradizionale consuma, quella elettrica no.

    Conclusione: la difficoltà di stoccare energia con le batterie è solo in parte compensata dall'alto rendimento del motore elettrico. Ci siamo avvicinati al motore a scoppio, ma non ci siamo ancora. La Nissan LEAF prima versione aveva una batteria di 24 kWh, caricabile in 8 ore a casa con la potenza di 3 kW, e una autonomia di circa 170 km. L'ultima versione pare un po' migliorata.

    Poi ci sono i costi delle batterie, la durata,lo smaltimento e i materiali di cui sono composte, tutti fattori che potrebbero essere critici,ma come fisico qui esco un po' dalle mie conoscenze, perché ci sono questioni chimiche e ingegneristiche che non conosco. Il Litio è comunque uni degli elementi più abbondanti in giro.

    Quali prospettive? Secondo me ci potrebbe essere un salto tecnologico decisivo con i super condensatori: potrebbero stoccare più energia/kg, sono passivi e non richiedono reazioni chimiche, sono ricaricabili all'infinito e in modo rapido, non si degradano. Se le ricerche sui supercodensatori avranno successo, in 30 anni passeremo alla auto elettrica. Comunque dei fossili ne abbiamo ancora bisogno: è il combustibile con la più alta concentrazione energia/kg,è indispensabile per far volare aerei e muovere camion dall'equatore alla Siberia.

    Infatti, dai dati che ho riportato, risulta che con 1 kg di benzina/gasolio (1.2 litri) si fanno circa 20 km, con 1 kg di batterie al Litio se ne fa soltanto 1. Come concentrazione di energia, i fossili battono le batterie di 20 volte!

    Quello che si deve fare è quindi sostituite olio e carbone col gas, per dimezzare le emissioni e sviluppare in parallelo le rinnovabili. Ed è indispensabile trovare nuovi modi per immagazzinare energia. Con buona pace di chi si oppone ai gasdotti. 

    http://www.rinnovabili.it/.../auto-elettriche.../

    Auto elettriche: supercondensatori battono le batterie al litio
    Svolta nell'accumulo per le auto elettriche: realizzato un polimero che regala ai supercondensatori una densità di energia superiore alle batterie.
  • Alcune cifre sul mercato delle auto elettriche in Europa.

    https://www.key4biz.it/auto-elettriche-l85-del-mercato-controllato-...

    Auto elettriche, l’85% del mercato controllato da sei Paesi Ue ad alto reddito. Non c’è l’Italia
    Auto elettriche: facciamo troppo poco per superare il gap con i Big europei e se le infrastrutture rappresentano solamente il 2,35% del totale nell’U…
  • https://www.key4biz.it/efficienza-energetica-lavoro-50-mila-persone...

    Efficienza energetica, da lavoro a 50 mila persone in Italia. Le rinnovabili salgono al 17%
    Nuovo Rapporto GSE 2016: in Italia ogni 10 kWh consumati per far luce, scaldarsi o muoversi, 2 arrivano dalle fonti energetiche rinnovabili.
  • cosa spaventa della regione Abruzzo. e' il comportamento dei parlamentari PD.
    Possiamo fare un documento?
  • La regione Abruzzo sembra che intenda bloccare l'esperimento SOX è dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

    INFN  è una eccellenza italiana coi suoi 4 laboratori nazionali. Io faccio ricerche per questo ente da 35 anni e ho fatto parte di molti suoi organismi direttivi e decisionali. Sono dell'INFN i laboratori VIRGO che hanno rivelato le onde gravitazionali insieme agli americani. INFN è una eccellenza mondiale.

    Come sempre, quando abbiamo una eccellenza, cerchiamo di demolirla.

    Nel merito, l'esperimento SOX non è affatto segreto, come hanno detto le Iene,  e non è pericoloso. Trovate tutto qui

    https://www.google.it/search?ei=TK0cWsDXLcODgAbY-pyoBg&q=infn+s...

    In breve, una sostanza radioattiva pericolosa, 40 grammi di Cerio, prodotta artificialmente dai russi,  viene sigillata in due capsule di acciaio concentriche e posta in una sfera di tungsteno massiccia spessa 20 cm. Nessuna radiazione nucleare esce. La sfera è indistruttibile. A questo punto verrà trasportata in Italia al Gran Sasso. Essendo del tutto innocua, la sfera ha già ottenuto il nulla osta per il trasporto dai ministeri.

    Ma se non esce niente, perché la si usa? In realtà qualcosa esce, sono i neutrini (e antineutrini), le particelle più sfuggenti dell'universo. I neutrini passano montagne, la terra, interi pianeti interagendo pochissimo. Dato che interagiscono poco, non fanno alcun danno cellulare al nostro corpo e sono del tutto innocui. Le stelle dell'universo emettono quantità incredibili di neutrini, che permeano tutto l'universo. Il nostro pollice è attraversato ogni secondo da 60 miliardi (miliardi!) di neutrini, come tutto il resto del nostro corpo.Ve ne siete mai accorti? Noi no, ma gli strumenti eccezionali dei laboratori del Gran sasso possono rivelarli, e l'esperimento SOX-Borexino userà i neutrini che escono dalla sfera per fare importanti misurazioni che potrebbero chiarire alcuni aspetti fondamentali dell'interazione nucleare debole, l'unica a cui i neutrini sono sensibili. La sfera resterà al Gran Sasso per 18 mesi, poi tornerà in Russia.

    L'ignoranza genera reazioni scomposte quando si parla di radioattività. La gente dovrebbe sapere che noi siamo seduti su una crosta terrestre fortemente radioattiva. Lo stesso simbolo verde, il sole che ride con la scritta "nucleare, no grazie", è un controsenso, dato che il sole è un reattore nucleare. Sarebbe come se ognuno di noi avesse sulla fronte una scritta: "genere umano? No grazie".

    La temperatura del magma che fuoriesce dai vulcani è il risultato dell'energia del decadimento dei nuclei radioattivi della crosta terrestre. Questa radioattività un po' fuoriesce e noi ne siamo immersi, prendendo una dose radioattiva di circa 2 millisievert all'anno. Una tac corpo ci fa assorbire 15 millisievert, una radiografia circa 1 millisievert. Cosa facciamo? evacuiamo la terra?

    Questo rifiuto della scienza e l'ignoranza di chi mandiamo in parlamento ha ed avrà conseguenze devastanti.

    Per esempio, tutti i tecnici e scienziati sanno che è indispensabile avere un deposito di rifiuti radioattivi, che adesso sono stoccati un po' a caso in tutto il paese con controlli scarsi e insufficienti (presso ospedali, industrie, siti scientifici). Come in tutti gli altri paesi,i siti di stoccaggio sono votati dal parlamento in modo bipartizan, trattandosi di salute pubblica, di una cosa che c'è e va controllata. Invece qui in Italia l'opposizione aspetta che il governo proponga un sito per impallinarlo. Il governo lo sa e non propone alcun sito. Tutto ciò sta esponendo la popolazione a grandi rischi.

    Ma così le iene sono contente

    infn sox - Google Search
  • Alberto

    ma è che io non capisco  perche sarebbe  “di  buon senso“ stabilizzare i gas serra se il pericolo dell’innalzamento della temperature sarebbe molto meno catastrofico  di  quello della glaciazioni

    Non mi pare che la scienza  “non sia completamento affidabile nella previsioni” ma sembrerebbe che le previsioni possibili scientificamente siano del tutto opposte: si oscilla fra la catastrofe e la salvezza (dalla glaciazione) del genere umano

    Diminuire  le emissione dello 2/3 comportrebbe  problemi  economici e sociali rilevanti: solo previsioni certe le giustificherebbero

    Alberto Rotondi 15 Settembre 2017, alle 11:09

    Giovanni, il fatto è che non sappiamo predire in modo completamente affidabile e quantitativo gli effetti che avrà, nei prossimi decenni, l'aumento dei gas serra avvenuto negli ultimi 50 anni, che è ancora in corso. 

    La logica e il buon senso scientifico vorrebbero quindi almeno che si stabilizzassero i livelli di gas serra, il che vuole dire diminuire le nostre emissioni di almeno 2/3 nei prossimi dieci anni. Ma non lo faremo

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