Votazione del Manifesto per la Rinascita

Cari amici, mettiamo in votazione il Manifesto della Rinascita, modificato dai suggerimenti avuti nel corso della discussione. Crediamo di avere incluso i siggerimenti più importanti. Un punto sulla organizzazione partito è stato aggiunto alla fine.

Seguendo le indicazioni di molti, abbiamo anche elaborato una versione breve di due pagine, che trovate nel file pdf 

Manifesto_6short.pdf

In caso di votazion epositiva, il documento sarà inviato alla segreteria e pubblicizzato in varie forme.

La votazione si concluderà sabato

ll Comitato Direttivo 

 

MANIFESTO PER LA RINASCITA 
(a cura del Comitato direttivo di LèP)

Care amiche, cari amici, simpatizzanti, elettori, attivisti e intelligenti critici
mai come in questo momento ci troviamo di fronte ad un bivio: la scelta è tra divenire tristemente ininfluenti nella storia politica d'Italia, o cambiare radicalmente modo di pensare.

O forse esiste anche una terza via: tornare ai valori fondanti del PD prendendone i lati migliori, ed evitando di ripetere i soliti errori di sempre.

Qualunque via sceglieremo, dovrà essere una via alternativa al torpore politico e sociale che stiamo vivendo da qualche tempo, certamente da mesi, ma anche più. Il Partito Democratico, nella sua storia fatta anche e soprattutto dalla storia dei suoi fondatori, non è mai stato così ininfluente, così inutile, così inerte di fronte ad un pericolo così attuale come quello rappresentato da un governo inefficiente e per molti versi dannoso per l'Italia.

Due sono le componenti, le colonne principali di questo cambiamento che il PD dovrà intraprendere velocemente.

1) la Comunicazione - E' necessario che il Partito riapra i canali di comunicazione verso la periferia. Le elezioni negli ultimi due anni hanno dichiarato uno stillicidio continuo di voti e consenso. Sembra non sappiamo più parlare con convinzione alle persone sul territorio. Abbiamo avuto un fuoriclasse nella comunicazione nazionale, ma abbiamo dei brocchi puri in quella locale, oppure ifuoriclasse fanno azione per se e non per il partito e per gli italiani tutti. Occorre recuperare la comunicazione semplice, diretta, chiara, trasparente, reale verso i cittadini. Occorre ESSERCI, oltre che parlare. Occorre dedicarci all'ascolto dei problemi dei cittadini, che devono essere capiti e a cui va spiegato cosa si può fare e cosa NON si può fare e PERCHE'.

2) la proposta politica - E' necessario che la proposta politica sia credibile, che sia realmente orientata ai bisogni dei cittadini. Le battaglie ideologiche, seppure necessarie, debbono essere in parallelo alle grandi battaglie sociali, come il lavoro, la giustizia, l'economia, l'Europa, l'immigrazione.

E' altresì necessario modulare la proposta politica sulla base del consenso disponibile. I grandi temi sociali vanno trattati in maniera multifunzionale. Ad esempio: il problema del lavoro giovanile deve essere risolto con un lavoro multidisciplinare tra Ministeri, del Lavoro, delle infrastrutture (giovani al lavoro nelle infrastrutture?), dell'innovazione (start up innovative), dell'Agricoltura (giovani re-impiegati nell'agroalimentare?), Cultura (giovani impiegati nei musei?), Turismo (giovani impiegati ei poli archeologici e nelle strutture alberghiere d'Italia?)

Ma soprattutto, quello che noi chiediamo è di porre fine ad un periodo di inerzia così doloroso da suscitare rabbia infinita, senza sconti. Vogliamo con forza che ci sia un Congresso, che finalmente discuta sulla linea del partito, considerando senza SE e senza MA TUTTI gli errori fatti, per non ripeterli, e identifichi con fierezza una nostra strada. E' finito il tempo dei balbettii, occorre parlare di noi ma con i cittadini, non tra di noi. Occorre farlo sul territorio, e farlo con credibilità. Dovremo convincere molti.

Ma non lo faremo semplicemente entrando e uscendo dal Nazareno.

A partire da metà luglio il PD inizierà un percorso importante, che si dovrà concludere con la scelta del nuovo segretario, interprete di un nuovo programma politico.

Il circolo intende partecipare a questo processo suggerendo, come percorso necessario, una conferenza programmatica in cui tutto il partito dovrà stabilire su quali valori fondare la propria azione politica. In questo processo non dovranno esserci steccati tra correnti, tra maggioranza e minoranze ma tutti dovranno contribuire e avere voce nel partito.

Dopo la conferenza programmatica, occorrerà fare un congresso, dove i potenziali leader presenteranno un programma, declinando i valori del partito con visioni e priorità differenti. A questo punto il congresso determinerà le linee e i leader da sottoporre agli iscritti e ai simpatizzanti.

Il nostro gruppo ha quindi elaborato un Manifesto dei Valori che identifica la nostra linea politica, e che ci piacerebbe fosse fatto proprio dalla Dirigenza del Partito. Vogliamo poter incidere sulla vita del Partito, e sappiamo di poterlo fare non solo con convinzione, ma anche forti delle innumerevoli professionalità ed esperienze che rappresentiamo, individualmente e come Circolo, in Libertà è Partecipazione

                                                                                                 Il Manifesto

1) La creazione di una società aperta, democratica e tollerante, basata su di un forte grado di solidarietà tra tutti i cittadini in funzione delle loro capacità e possibilità. Una società in cui ci sia un aumento delle opportunità per tutti e una protezione per chi si trova in una condizione di debolezza. Di pari passo va sostenuto il rafforzamento dei diritti della persona, e la difesa della diversità vista come un valore se mantenuta nel rispetto rigoroso delle leggi e della Costituzione, e la inclusione completa degli immigrati che contribuiscono e contribuiranno sempre più al progresso italiano, anche contrastando il calo demografico della popolazione autoctona. Occorre rafforzare il concetto fondamentale di offrire più diritti a chi ne ha pochi e di darne a chi non ne ha, piuttosto che toglierli a chi li ha. La difesa di minoranze (rispetto alla popolazione generale) deve essere garantita a fronte dell'uguaglianza di diritti e doveri sancita da legge e Costituzione. Le risorse economiche  vanno reperite nella lotta dura all'evasione fiscale  che dovrà finanziare vere e credibili azioni di salvaguardia dei più deboli, così come lo sblocco e l'utilizzo immediato di beni confiscati alle mafie. L’Immigrazione va gestita a livello europeo e i cittadini non vanno lasciati soli di fronte alla illegalità. Il rispetto della legalità e l’attenzione per la qualità della vita, che avvantaggia per primi i più deboli e indifesi,  deve essere uno dei valori di base della sinistra. Allo stesso modo, è necessario che coloro che sono autorizzati a restare sul nostro territorio siano al centro, come i più deboli autoctoni, di politiche di integrazione serie e ben finanziate, gestite secondo criteri anti-corruzione, e costantemente monitorate nella loro efficacia.

2) La diffusione della cultura, della conoscenza e l’utilizzo della scienza e della tecnica  attraverso un principio politico che metta al primo posto il benessere dell’ambiente e dei suoi esseri viventi, in contrasto spesso con una visione ingenua che vede come unico obiettivo la difesa di un primordiale stato di natura, fatto erroneamente coincidere con il benessere della società. E’ necessario favorire in tutti i modi la diffusione dell’istruzione, della scienza  e l’accesso all’università ed è necessario rivedere l’organizzazione dei programmi scolastici per migliorare la formazione, l’approccio alla conoscenza, e prendere in seria considerazione l’introduzione di materie accessorie come storia delle religioni o l’introduzione per tutti alle tecnologie digitali sin dai primi anni di studio. Lo studio, la competenza, il merito  e la professionalità devono essere tra i valori fondamentali sia nei rapporti sociali sia in politica. I giovani vanno avvicinati alla cultura, e una task force giovanile potrebbe affiancare l'attuale staff Ministeriale dei Beni culturali per l'ampliamento del network museale e turistico. I giovani potrebbero realizzare supporto mediatico al turismo in forma di guide, app digitali, supporto in loco, che forniti a pagamento aumentino la fruizione dei musei e dei luoghi artistici in maniera positiva.

3) Solidarietà tra generazioni 
La frattura generazionale sta minando alla base i meccanismi di solidarietà che stanno alla base della coesione sociale. In nessun caso la sinistra né il PD possono operare in maniera da mettere le generazioni contro. Il problema del lavoro giovanile deve essere affrontato in maniera differente dall'altro problema legato alla perdita del lavoro dopo i 50-55 anni. Non è valida nessuna ricetta sostitutiva tra generazioni, ma è positivo e accettabile rendere questa sostituzione buona a tre generali condizioni A) che non sia lesiva per il lavoratore che lascia, B) che non sia parentale e C) che non sia obbligatoria o discriminatoria. E' necessario fare di tutto perché ci sia margine di mantenimento sia del lavoro adulto sia giovanile. La tenuta del sistema pensionistico, messo in crisi  dall’invecchiamento della popolazione,  va assicurata senza pregiudicare il futuro delle giovani generazioni. Vanno infine scoraggiate tutte quelle pratiche, purtroppo molto diffuse, di sfruttamento del lavoro delle giovani generazioni, da parte di imprenditori senza scrupoli.

4) Trasformare la innovazione in progresso 
Il PD intende sostenere il sistema produttivo e delle imprese, ma in modo tale da favorire il progresso equilibrato di tutta la società. Spesso l’innovazione tecnologica non governata porta  ad un regresso del tessuto sociale e ad un aumento delle disuguaglianze. Per questo si dovrà investire parte della ricchezza creata per mantenere alto il livello dell’uguaglianza, proteggere e sostenere chi resta temporaneamente al di fuori del circuito produttivo o non riesce a tenere il passo con la evoluzione rapida del sistema. Questo implica una estensione delle tutele, come la NASPI, già presenti nel Jobs Act. Il lavoro giovanile, che non può essere legato agli stessi scenari in cui hanno operato i genitori o i nonni, va sostenuto con la creazione di startup innovative. Il lavoro  a tempo determinato va  garantito con diritti simili a quelli del lavoro a tempo indeterminato e va sostenuto adeguatamente anche nella gestione del turn over (ad esempio con le riconversioni vere del personale).  E' necessario favorire sia burocraticamente, con la semplificazione della legislazione per le startup produttive, sia economicamente, con prestiti motivati (a fondo perduto fino ad una certa entità, a ridotto interesse per i successivi 2-3 anni) la costituzioni di lavori innovativi. E' necessario un forte impulso da parte dello stato alla promozione del lavoro femminile, sia in senso tradizionale (supporto alle famiglie, o alla maternità) sia in senso innovativo, senza distinzione di sesso, per diminuire il dislivello di opportunità lavorativa che oggi penalizza la donna.

5) Il rafforzamento della nostra libera economia di mercato come base per la creazione di posti di lavoro e ricchezza necessaria per realizzare i valori indicati. Distribuire ricchezza creandola con le leggi del mercato, distribuendola per prima cosa con un sistema fiscale equo e fortemente progressivo, con servizi pubblici efficienti e una burocrazia amica del cittadino, utilizzando le operazioni monetarie solo come calmiere e cintura di sicurezza nei periodi di crisi. Un mercato libero ma non selvaggio, regolato da interventi strategici dello stato,  ad esempio in investimenti ad alta tecnologia e con un piano di rivalutazione dell'industria agroalimentare per farla gestire dall'imprenditoria giovanile con ampi margini di guadagno crescente al crescere dei fatturati export. La mobilità dell'imprenditoria giovanile può dare impulso alla ricerca di nuovi mercati per l'espansione di Export, il supporto dello stato con la facilitazione all'impresa deve essere pieno. La sinistra deve rompere il tabù del pauperismo e entrare a pieno titolo nell'impresa etica ma di mercato. Ampio supporto va dato a quelle imprese o startup che reinvestano tutto o in parte nell'impresa stessa, e dove i lavoratori siano parte degli utili. Il lavoro cooperativo deve avere nuovo slancio, e permettere di ampliare i network sul territorio italiano, aumentando lo scambio di servizi utili a supporto del business primario di diverse aziende. I lavoratori in difficoltà, una volta escluso il dolo, vanno supportati, e non lasciati indietro. Va dato impulso al commercio equo e solidale, non in opposizione a quello standard, ma in parallelo.

6) Sostegno all’Europa

La società europea, cioè l’Europa e la sua unione, la UE, nonostante alcune derive preoccupanti in alcuni paesi, è oggi quella che nel mondo meglio rappresenta i nostri valori e ha oggi il compito di difenderli. L’Europa è all’avanguardia nel mondo come difesa dell’ambiente, politiche energetiche, politiche antitrust e protezione della salute dei cittadini. Per questo è sotto attacco da parecchi fronti. Il PD si deve schierare per la assoluta  difesa del processo europeo comprendendo tuttavia che non deve essere inteso come superamento degli stati nazionali ma alleanza e coordinazione degli stessi attorno a grandi obiettivi  nel campo economico, militare, scientifico,  del welfare e della immigrazione. La modifica delle infrastrutture e delle regole, che questi processi comportano, devono essere  in accordo con i principi fondanti e inclusivi  della UE.

7) Democrazia dal basso
Il populismo, inteso come seguire sempre il volere della maggioranza del popolo, considerato come fattore politico positivo, senza nessuna mediazione e interazione coi valori proposti dal partito, non è il modello che il PD intende seguire. E' assolutamente necessario recuperare il senso dello stato reale o della politica reale, parlando un linguaggio chiaro e semplice, per rendere tutto accessibile a tutti, ma soprattutto con ricette politiche credibili, realistiche e verificabili. Occorre quindi lavorare come partito politico sul contrasto al populismo, che ha radici profonde in Italia e soprattutto viene dai giovani che hanno perso, complice l'insegnamento scadente della scuola e dei mezzi di informazione, la memoria storica dei tempi recenti che hanno determinato sia i fenomeni fascisti internazionali, sia la formazione delle grandi democrazie. Il populismo non va cavalcato, come fa la destra, ma trasformato in nuovi meccanismi di interazione democratica, anche attraverso l’attività dei circoli in rete come il nostro, per dare risposte adeguate ai legittimi bisogni delle persone. Allo stesso modo, i bisogni in difesa di corporativismi, di privilegi acquisiti e di sacche di sopraffazione elitaria vanno combattuti anche culturalmente oltre che per via legislativa. Il populismo va piegato in positivo e visto come un mezzo per coinvolgere sempre più persone nei meccanismi di decisione politica.

8) Una nuova forma di partito

 Le primarie, che vanno mantenute, non possono però uccidere il libero dibattito nella vita del partito. Occorre quindi fare coesistere primarie e dibattito sulle linee programmatiche con una nuova forma di statuto. Un partito che si chiama "democratico" non può continuare ad avere organi interni che sono nominati dall'alto e non siano espression eanche e soprattutto della base.  Gli    iscritti e i circoli devono avere più peso nella vita del partito. Occorre una gestione completamente diversa della rete, con un ruolo importante dei circoli on line nella elezione degli organi direttivi e nella elaborazione dei programmi e della linea politica. Il delicato tema del finanziamento pubblico va rivisto senza demagogie e vanno trovati meccanismi che assicurino l’esistenza e l’indipendenza dei partiti senza ricadere negli eccessi del passato. 

16 Luglio 2018

 

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Risposte

  • Approvano 18

    Contrari 1

    Il Manifesto è approvato e verrà inoltrato nelle sedi appropriate oltre che sui nostri social.

    Grazie a tutti per la partevipazione

    Cristina e il CD

    Grazie

  • E aggiungo che ci serve come PD un giornale cartaceo nostro e una tivu nostra.

     

  • approvo

  • approvo, anche se sull'Europa non sono molto d'accordo. Bisogna costruire una vera unità politica, con partiti europei e parlamento legiferante.

  • approvo 

    tommaso stanizzi

  • Approvo.

    Livia Macciò 

  • Approvo

  • Mi pare un documento “saggio” che raccoglie i voti di chi ha votato PD alle ultime elezioni, e di chi, scottato da questo “governo del cambiamento”, rimpiangerà una “navigazione normale”. 

    Insomma una cornice che non coinvolge e non motiva a sentirsi parte di una promessa e di un progetto da completare insieme.

    Ma anche la cornice, con i “giusti” ma inflazionati richiami alla lotta all’evasione, sembra dimenticare che queste “lotte” sono state spesso, e da troppi, usate per rendere un po’ più ottimiste le previsioni economiche. Ed è oggi uno dei ritornelli di alcuni componenti dell’attuale governo.

    Per la struttura logica mi pare che l’intervento di Morando a Orvieto il 15.07, fosse più efficace nel proporre una bussola e la due sfide, senza scorciatoie sui problemi che il populismo pone e debbono trovare un consenso su percorsi alternativi. Mi spiace, ma il linguaggio suona terribilmente “politichese”; è generico sul rilancio dell’Europa con le sfide poste dal ridefinirsi incerto degli equilibri mondiali.

    Su giovani ed emigrati possibile che non di possa elaborare una proposta che possa generare percorsi nuovi, magari con un orecchio più attento a esperienze che si sviluppano autonomamente nei “territori”, qui solo ritualmente evocati?

    Possibile che su cultura/musei con tutta l’effervescenza creativa che si manifesta con l’uso dei nuovi paradigmi tecnologici, le ricette siano più “impiegati” (?!) nei musei etc... Guardate, solo a titolo di esempio, cosa stanno combinando Fabio Viola e “ Tuo Museo”, e la reazione positiva dei ragazzi giovani e meno giovani in Italia e nel mondo.

    L’Italia è il laboratorio mondiale di un “Esperimento” (come titola giustamente Iacoboni il suo libro sul M5S), di “successo”, per chi l’ha inventato. È il frutto di un paio di decenni di ricerche in azienda da parte di Gianroberto Casaleggio, poi tradotte in politica incrociandole con la fisicità comunicativa del Re dei Giullari, come ho scritto qui altre volte.

    Hanno “vinto” con la scorciatoia della Grande Semplificazione del Disagio, che ha unito illusi di destra, di sinistra, e il grande corpaccio qualunquista di centro, coinvolgendoli nel nuovo paradigma emotivo/interattivo della rete, che sempre più diventerà il paradigma comunicativo, e già ha tante applicazioni nel mondo del business. Prendersela col paradigma è come mezzo secolo fa essere “contro” la TV. Quel paradigma “è” e “sarà”, modi e contenuti sono la sgida che abbiamo difronte. E quel paradigma attraversa la cultura, la scuola, l’agroalimentare, i distretti industriali digitali perfino in settori incredibilmente “fisici” e antichi come il marmo (cfr. “Apuana Corporate”, che porta con naturalezza artigiani a combinare flessibilità e organizzazione interaziendale).

    Insomma l'innovazione che è lo sguardo al futuro che trascina i giovani, qui è citata come si faceva, e allora aveva molto più senso, ai tempi dei convegni col “mondo  della scienza e dell’università” ai quali ho partecipato, all’epoca di Berlinguer.

    Possibile che non di riesca a generare un modo diverso per parlare e coinvolgere in una sfida positiva tante diverse identità?

  • APPROVO

  • Approvo 

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