Risposte

  • ci andrei piano a fare paragoni fra m5s e pd.
    in m5s il capo politico, regolamento alla mano, decide a giudizio INSINDACABILE: detto più terra terra, fa quello che gli pare.
    Il capo politico è "eletto" con un sistema di voto non vericabile controllato da una società privata che è la stessa che di fatto emana i regolamenti.
    Lo "staff", comunicazione in particolare, è scelto dal capo politico (ergo dalla società privata). Ma pagato dai cittadini
    TUTTI i parlamentari M5S trasferiscono 300 €/mese (fa un milione/anno) ad una associazione privata di proprietà dello stesso soggetto che controlla la società che controlla il movimento (tramite il capo politico).

    Paragonare questa "governance" più verticistica e ristretta di quella del Partito Comunista cinese a quella del PD mi sembra, per usare un eufemismo, azzardato

  • Cristina

    E vero è una svolta autoritaria nei M5S, ma questa è comune a tutti i partiti compreso il nostro e di questo  stiamo parlando tanto anche noi.   In realta la gente vota Salvini, Berlusconi e Renzi  piu che i rispettivi partiti; mi pare che  nell’ultima tornata hanno votato Di Maio piu che Grillo.   La conseguenza, positiva o negativa che sia, è che i leader contano piu dei partiti perche sono essi che prendono i voti.  Pero attenti a valutare bene i fatti: anche nei partiti piu padronali alla fine  il potere è negli eletti 

    Guardiamo il caso di Berlusconi: è stato messo all’angolo prima da Fini il successore designato  e poi dall’altro fedelissimo successore Alfano che (con altri eletti in  FI)  supportando il PD ha ridotto alla irrilevanza FI negli ultimi 5 anni.

     Anche Bossi era, come dicevano tutti, la Lega.  Ma  la lega stessa  la lo ha messo in soffitta:

    Anche Renzi era in teoria il segretario fino a nuove primarie: in pratica la sua sopravvivenza politica è legata tutta agli eletti.

    Cosi  Di Maio puo avere dal regolamento interno qualsiasi potere  ma quelli che contano veramente sono sempre gli eletti.   La scomunica a Pizzarotti non ha prodotto nessun effetto  e Pizzarotti è stato anche  rieletto  

    Ricorderei en passant che perfino Mussolini fu messo da parte dal Gran Consiglio del fascismo composto dai fedelissimi

    Cristina Favati 29 Marzo 2018, alle 0:55

    Qui un articolo che spiega come funziona  il m5s

  • Qui un articolo che spiega come funziona  il m5s

    https://www.ilpost.it/2018/03/28/regolamento-parlamento-m5s/

    Il nuovo regolamento parlamentare del M5S
    Lo ha raccontato Repubblica, è molto diverso da quello della scorsa legislatura e stabilisce chiaramente che comanda una persona sola
  • Il regolamento gruppo M5S al Senato ed il Codice Etico. 
    Se QUALSIASI altro partito si sognasse di usare queste norme sarebbe immediatamente e rumorosamente esposto al pubblico ludibrio, additato di attentato ai valori fondanti della costituzione (per un resoconto delle accuse ripercorrere la rassegna stampa degli ultimi 5 anni relativa al PD).
    Pare che invece i 5stelle possano imporre ai loro parlamentari qualsiasi nefandezza, in spregio alle norme, consuetidini e costituzione senza che nessuno abbia alcunchè da ridire.
    Mi spiace per la lunghezza, ma nel seguito alcuni estratti commentati (commento in maiuscolo)
    Il documento integrale si trova qui http://download.repubblica.it/…/regolamento_gruppo_M5S_Sena…

    1) "Eventuali richieste di adesione provenienti da senatori precedentemente iscritti ad altri Gruppi potranno essere valutate, purché siano incensurati, non siano iscritti ad altro partito, non abbiano già svolto più di un mandato elettivo oltre quello in corso, ed abbiano accettato e previamente sottoscritto il “Codice etico”. Tali richieste di adesione dovranno essere accettate dal Presidente del Gruppo"
    QUINDI UN MOVIMENTO CHE VUOLE INTRODURRE IL VINCOLO DI MANDATO E' DISPONIBILE AD ACCETTARE CAMBIATORI DI CASACCA.
    E DECIDE IL PRESIDENTE (UNO VALE UNO, COME NO)
    2) "Il Gruppo individua come strumenti ufficiali per la divulgazione delle informazioni nonché mezzi per l’acquisizione dell’indirizzo politico e dei contributi partecipativi dei cittadini all’attività politica ed istituzionale il sitowww.ilblogdellestelle.it e il sito
    https://rousseau.movimento5stelle.it/"
    STRUMENTI PER L'ACQUISIZIONE DELL'INDIRIZZO POLITICO!!! SOLDATINI UBBIDIENTI AGLI ORDINI DELLA CASALEGGIO ASSOCIATI
    3) "Il Presidente può essere revocato dal Capo Politico del "MoVimento 5 Stelle"."
    MA NON ERANO CONTRO GLI UOMINI SOLI AL COMANDO?
    4) "Il Presidente rappresenta il Gruppo nelle sedi politiche ed istituzionali e detiene l’esclusiva titolarità ad esprimere la posizione ufficiale del Gruppo sulle questioni politiche e istituzionali"
    VOI ZITTI CHE PARLO SOLO IO. UNO VALE UNO, COME NO
    5) " Il Presidente del Gruppo concerta la propria azione politica con il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle, con il Presidente del Gruppo Parlamentare del MoVimento 5
    Stelle della Camera dei deputati e con gli eventuali membri del Governo della Repubblica espressi dal MoVimento 5 Stelle."
    VOI ELETTI NON CONTATE UN CAZZO. SEMPRE UNO VALE UNO
    6) " Il Tesoriere elabora il piano di riparto delle risorse trasferite al Gruppo dal bilancio del Senato della Repubblica, assicurandone la destinazione prioritaria, in ogni caso
    non inferiore al 50% delle risorse disponibili, ai costi delle attività di comunicazione"
    CHI GESTISCE LA COMUNICAZIONE? UN AIUTINO: INIZIA PER C E FINISCE PER ASALEGGIO
    7) "il Gruppo si avvarrà di un Ufficio di comunicazione, costituito di personale particolarmente qualificato e dotato di
    esperienza nel settore, che svolgerà la propria attività sotto la supervisione di Capo,il quale farà riferimento al Presidente del Gruppo. .... La concreta consistenza della struttura e composizione del gruppo di comunicazione, in termini di
    organizzazione, risorse e strumenti, è definita dal Capo Politico del Movimento 5 Stelle"
    INDOVINATE CHI INDIVIDUA LO STAFF DI COMUNICAZIONE? BRAVI: LA SRL
    8) "Il Presidente del Gruppo, sentito il Comitato Direttivo, nel caso in cui siano segnalate violazioni del presente Regolamento o del “Codice etico” ad esso allegato,
    può disporre, sulla base della gravità dell'atto o del fatto, il richiamo, la sospensione temporanea o l'espulsione dal Gruppo di un componente"
    LE CAUSE DI RICHIAMO/SOSPENSIONE SONO MOLTE, MA RICONDUCIBILI AD UNA SOLA: MANCATA OBBEDIENZA
    9) "Il senatore che abbandona il Gruppo Parlamentare a causa di espulsione, ovvero abbandono volontario, ovvero dimissioni determinate da dissenso politico sarà obbligato a pagare, a titolo di penale, al “MoVimento 5 Stelle” entro dieci giorni dalla data di accadimento di uno dei fatti sopra indicati, la somma di euro 100.000,00"
    TI BUTTO FUORI A CAPOCCHIA, MA PRIMA DI ANDARE PAKA!!!!
    10) Codice Etico - Art. 3 - Obblighi per i portavoce eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle
    "a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle"
    OBBLIGO DI VOTO DI FIDUCIA!!!! CIOE' VINCOLO DI MANDATO, CHE E' ESPRESSAMENTE VIETATO DALLA COSTITUZIONE
    11) Codice Etico - Art. 5 - Ulteriori obblighi specifici per i parlamentari italiani, europei ed i Consiglieri Regionali
    eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle
    "ad accettare che l’organizzazione e la costituzione di gruppi di comunicazione spetta al Capo Politico per quanto riguarda il Parlamento Italiano ed Europeo per quel che riguarda
    la Camera, il Senato, la Presidenza del Consiglio, i ministeri ed il Parlamento Europeo"
    SEMPRE A PROPOSITO DI UNO VALE UNO E UOMINI SOLI AL COMANDO
    12) Codice Etico - Art 5
    "Ciascun parlamentare italiano, europeo e Consigliere Regionale eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle si obbliga altresì ad erogare un contributo economico destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che
    supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari e consiglieri"
    DA CUI LA MILIONATA ANNUA CHE TRASLOCA DALLE CASSE PUBBLICHE (BILANCIO CAMERA E SENATO) A QUELLE DI UNA ASSOCIAZIONE PRIVATA DI PROPRIETA' DI UN PRIVATO CITTADINO. iNDOVINATE CHI? OVVIAMENTE LUI: DAVIDE CASALEGGIO

  • received_10160078837320109.jpeg?width=721

  • Mio fratello mi ha scritto due note sulle differenze fra i cunei fiscali italiani e tedeschi.

    La materia è resa complicata dalla diversità dei sistemi con oneri che nel nostro paese sono a carico delle imprese ed in Germania a carico della fiscalità generale.

    Vedrà se per la metà di aprile riuscirà a preparare confronti omogenei.

    Per quanto riguarda le pensioni è appurato che il carico fiscale tedesco è 1/10 del nostro. 

  • Giovanni,

    le dimensioni del cuneo fiscale dipendono:

    a) dal livello delle tasse (ossia dalla redistribuzione che si è deciso di fare e dalla quantità di servizi pubblici che si vogliono offrire e

    b) dal fatto che le tasse di cui lo stato ha bisogno (in conseguenza delle scelte fatte al punto precedente) vengano dal lavoro o dalla tassazione dei consumi e delle case.

    Un alto cuneo fiscale è molto negativo.    A parità di salario netto per il lavoratore aumenta il costo del lavoro e può rendere non competitive alcune produzioni.    A parità di costo del lavoro, riduce il salario che i lavoratori portano a casa.

    Per le imprese le dimensioni del cuneo fiscale sono un problema.    Su 100 che gli costa un lavoratore, 47 va allo stato e 53 va al lavoratore.   Quando i lavoratori si lamentano che 53 è poco e chiedono aumenti, questi pesano sui conti delle imprese più che proporzionalmente.   Se da un aumento di 5 al lavoratore, l'impresa ha un aumento di costo di 9.4.

    Preferiremmo tutti avere un cuneo fiscale come quello medio dell'OCSE (36 per cento) piuttosto che quello italiano (47 per cento).   Le dimensioni del cuneo fiscale sono quindi un grosso problema economico e tanti rimproverano ai governi Renzi/Berlusconi di non aver fatto di più per ridurlo.   Oltre a tutto, il cuneo fiscale per il 2016 (per un lavoratore non sposato e senza figli) è per l'Italia del 47 per cento circa.   Ma questa è la media nazionale che tiene conto anche del settore pubblico e di tante piccolissime imprese.  Per le imprese medio/grandi (quelle che esportano) la cifra è ben più alta.   Nel caso di queste imprese quello che i lavoratori ricevono è meno della metà del costo per il loro datore di lavoro.

    Il fatto che noi si abbiano tredicesime, quattordicesime e liquidazioni è una modalità tecnica (vecchia e superata) di cui si deve tener conto quando si fanno i raffronti tra paesi diversi.   Ma questo non c'entra nulla con il "cuneo fiscale".

  • Scusa Fabio

    ma tu parli di una diversa modulazione delle tasse che poi  influisce sul cuneo fiscale cioe, come dicevo, la necessaria conseguenza della  politica fiscale e previdenziale. sul cuneo fiscale  che quindi non è un problema  a parte

     Non vedo poi come la diminuzione del cuneo fiscale influisca  sul costo del lavoro se l’ impresa versa  piu o meno tasse o contributi previdenziali invece di darli direttamente al lavoratore   A meno che l impresa non  si impadronisca di tasse  e contributi del lavoratore operando surrettiziamente  una diminuzione dei salari effettivi

     Anche se per esempio abolissimo la 13 l impresa dovrebbe corrispondere un 1/ 12 di piu al mese 

    Giovanni,

    Non sono d'accordo.   Il cuneo fiscale è un problema grosso.   Incide sulle aziende e tanto.   Fa aumentare il costo del lavoro e incoraggia a risparmiare lavoro il più possibile.

    Il livello dei salari di un paese (costo totale del lavoro) dipende dalla capacità produttiva di un paese (livello della produttività).   Fatto 1000 il costo totale che un paese può permettersi, nella media OCSE, di questo 1000, 640 vanno al lavoratore e 360 allo stato.   In Italia, vanno invece al lavoratore solo 530 e 470 va allo stato.   La differenza è molto sensibile.

    Il problema è dovuto al fatto che da noi lo stato deve prelevare di più per ovviare al fatto che nella nostra economia le persone che lavorano sono poche.   Ma questo crea un circolo vizioso: per aiutare le persone "dipendenti" si deve prelevare tanto, ma questo fa aumentare il costo del lavoro e fa diminuire ancora di più il numero di persone che lavorano.

    Non è un caso se tutti ci raccomandano di diminuire la tassazione sul lavoro e aumentare quella sui consumi, sulle case e sui fattori che contribuiscono all'inquinamento.   Purtroppo noi abbiamo preso la decisione sciagurata di sopprimere l'IMU e sembriamo considerare gli aumenti di IVA il male peggiore che possa colpirci.

  • Giovanni,

    Non sono d'accordo.   Il cuneo fiscale è un problema grosso.   Incide sulle aziende e tanto.   Fa aumentare il costo del lavoro e incoraggia a risparmiare lavoro il più possibile.

    Il livello dei salari di un paese (costo totale del lavoro) dipende dalla capacità produttiva di un paese (livello della produttività).   Fatto 1000 il costo totale che un paese può permettersi, nella media OCSE, di questo 1000, 640 vanno al lavoratore e 360 allo stato.   In Italia, vanno invece al lavoratore solo 530 e 470 va allo stato.   La differenza è molto sensibile.

    Il problema è dovuto al fatto che da noi lo stato deve prelevare di più per ovviare al fatto che nella nostra economia le persone che lavorano sono poche.   Ma questo crea un circolo vizioso: per aiutare le persone "dipendenti" si deve prelevare tanto, ma questo fa aumentare il costo del lavoro e fa diminuire ancora di più il numero di persone che lavorano.

    Non è un caso se tutti ci raccomandano di diminuire la tassazione sul lavoro e aumentare quella sui consumi, sulle case e sui fattori che contribuiscono all'inquinamento.   Purtroppo noi abbiamo preso la decisione sciagurata di sopprimere l'IMU e sembriamo considerare gli aumenti di IVA il male peggiore che possa colpirci.

    giovanni de sio cesari 28 Marzo 2018, alle 8:51

    Per il cuneo fiscale mi pare quindi che si possa concludere che non si tratta di un problema a parte ma è la necessaria conseguenza della  politica fiscale e previdenziale.  Non incide sulle aziende ma su una percezione psicologica del lavoratore che considera come sua salario solo  quello che percepisce al netto e non invece, come dovrebbe,  al  lordo  Il dipendente dice di percepire mettiamo 1200. lo mette in confronto con un autonomo che ne ricava  2 mila ma che poi deve pagare tasse e contributi : in realtà hanno lo stesso salario  In teoria potremmo dare tutto al lavoratore dipendente che poi dovrebbe provvedere per conto suo a tasse e contributi: si risolverebbe il problema psicologico ma sarebbe molto più complicato.

  • Per il cuneo fiscale mi pare quindi che si possa concludere che non si tratta  di un problema a parte ma è la necessaria conseguenza della  politica fiscale e previdenziale.  Non incide sulle aziende ma su una percezione psicologica del lavoratore che considera come sua salario solo  quello che percepisce al netto e non invece, come dovrebbe,  al  lordo  Il dipendente dice di percepire mettiamo 1200. lo mette in confronto con un autonomo che ne ricava  2 mila ma che poi deve pagare tasse e contributi : in realta hanno lo stesso salario  In teoria potremmo dare tutto al lavoratore dipendente che poi dovrebbe provvedere per conto suo a tasse e contributi: si risolverebbe il problema psicologico ma sarebbe molto piu complicato.

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