L'attività futura del circolo

Care amiche e cari amici,

stiamo registrando molti cambiamenti nel nostro scenario. Cambiamenti nello scenario politico interno al partito, con un leader forte che prende la segreteria, ma anche con leader forti che ne terranno alta l'attenzione sui temi caldi che ci impegneranno come PD e lo pungoleranno a fare sempre meglio. Cambiamenti nello scenario politico Europeo, con l'elezione all'Eliseo di Macron, che potrebbe portare ad una buona ed efficace sinergia tra Francia ed Italia. Cambiamenti nello scenario politico nazionale, con una ridimensionata ma sempre forte presenza di destre populiste e forze di sinistra che spingono gli indecisi e gli arrabbiati verso una lotta iconoclasta, senza futuro, ma pericolosissima.

A questo si aggiunge, nel nostro piccolo, anche il rinnovo del gruppo dirigente del nostro Circolo, in corso in questi giorni.

Anche Libertà è Partecipazione, come il PD, è chiamato a rispondere a queste sollecitazioni e non può e non vuole sottrarsi a questa responsabilità.

Anzi, ne vuole cogliere l'aspetto positivo, riformatore, rinnovatore e sinceramente entusiasta, per offrire ai suoi iscritti un luogo dove raccogliere le istanze di un elettorato a volte stanco, deluso, ma che mai abbandonerebbe il partito.

A questo proposito, raccogliendo anche il suggerimento di Sergio Baraldi, che ringraziamo, ci sentiamo di promuovere una stagione di discussione che supporti sempre di più le reali esigenze di chiarezza e soluzione dei problemi di tutti noi, come cittadini.

Lo straordinario mix di competenze, sensibilità e distribuzione territoriale che questo circolo è in grado di esprimere permetterà a tutti di esprimersi non solo sui grandi temi etici, ma anche su quegli aspetti pratici, giornalieri, e a volte apparentemente insignificanti, che potrebbero essere stati nel tempo dimenticati a favore di discussioni più ampie e meno suscettibili di soluzioni immediate.

Il CD, se sarà riconfermato, ma qualunque altro CD che questo circolo vorrà esprimere, dovrà impegnarsi a fondo nel promuovere queste discussioni, e allo stesso modo, i membri di questo circolo dovranno sentire la responsabilità e la possibilità di sollecitare discussioni proprie, senza limitazione alcuna.

Grazie per ogni suggerimento vogliate dare a questo o al prossimo CD perché sia in grado di cogliere questo cambiamento così importante, al passo con i grandi cambiamenti ispiratori del mondo che ci circonda.

Buon lavoro a tutti noi e un caro saluto.

Cristina

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Risposte

  • Sono d'accordo sul fatto che l'obiettivo principale dell'attività del circolo dei prossimi mesi debba essere quello di sviluppare l'interazione tra il nostro circolo e il PD nazionale.   Lavoriamo in questa direzione da tanto tempo e i cambiamenti che stanno intervenendo nella struttura del PD ci offrono delle possibilità che dobbiamo assolutamente sfruttare.   Questa potrebbe essere la volta buona.

    Al tempo stesso dobbiamo, nella misura del possibile e sperando in reazioni positive dall'altra parte, continuare a sviluppare un cerchio di circoli con i quali si è in contatto e con i quali scambiamo documenti e, forse, potremo sviluppare delle iniziative.   Il circolo territoriale del quale faccio parte (quello di Bruxelles) sviluppa moltissime iniziative di contatto con altri circoli.

    In ogni caso, dobbiamo continuare a sviluppare la dimensione di approfondimento di quello che succede nel nostro paese e nel mondo attraverso la segnalazione reciproca di materiali e articoli interessanti e attraverso lo scambio di commenti su tutto quello che rientra nel campo di attività di un partito politico.   Questa è la dimensione nella quale un circolo online è superiore ad un circolo territoriale.

    Tutte queste attività presuppongono un allargamento del numero di persone che fanno parte del nostro circolo e che intervengono attivamente nelle sue attività.

  • Come tanti hanno già scritto il nostro circolo dovrà sviluppare I contatti con il PD nazionale e altri circoli per contribuire alla riflessione commune sulle mille cose da fare.

    Dovremmo sfruttare le possibilità offerte dalle promesse fatte da Matteo Renzi nel quinto punto della sua mozione (“Costruire un partito pensante”).  Ringrazio Giorgio Trevisan per avermelo ricordato.

    Per questi motivi proponiamo:

    - Di dotare i circoli e i livelli territoriali del PD di competenze e ruoli professionali
    dedicati a specifiche attività sempre più rilevanti quali: la gestione del volontariato intergenerazionale, l’aggiornamento e la gestione di database e analisi dei dati, la promozione dell’autofinanziamento e la comunicazione sui nuovi social media.

    - Di ridefinire la fisionomia dei circoli che devono diventare punto di riferimento della propria comunità. Contatto diretto, “porta a porta”, organizzazione delle Feste dell’Unità, uso dei nuovi strumenti di comunicazione non sono in contraddizione tra di loro. Per far questo occorre valorizzare il volontariato politico intorno a valori, identità, partecipazione e obiettivi dichiarati e condivisi: un volontariato intergenerazionale capace di mescolare tradizione delle culture politiche e di partito fondanti del PD e innovazione di linguaggio, comunicazione e tecnologia. In questo modo si promuove un’idea di Partito come una comunità di appassionati e interessati alla vita pubblica.

    - Di ripensare il dirigente del PD sul territorio, a partire dal segretario di circolo, come un “promotore e organizzatore di comunità”, ossia una figura che sappia rappresentare non solo il rapporto con la Federazione e la gestione degli iscritti, ma anche essere riferimento di associazioni, mondi vitali, elettori delle primarie e cittadini, e dunque organizzare periodicamente consultazioni tra questi mondi sui temi dell’iniziativa politica del Partito.

    - Di prevedere modalità periodiche di confronto, anche sfruttando le potenzialità della rete, tra iscritti, elettori ed eletti a tutti i livelli per dar voce alle comunità e poter trasferire le istanze raccolte dai cittadini nella proposta politica complessiva del Partito e nell’azione di governo.

    - Di ripensare i rapporti tra i livelli locali del Partito, le segreterie regionali e provinciali, da intendere come “rete di reti” e non come sommatoria di realtà tra loro impermeabili.

    - Di costruire un sistema di formazione continua articolato su più livelli: un seminario nazionale rivolto a 300/400 giovani militanti e amministratori della durata di sei mesi; una “summer school” che, sul modello della “Université d’été” dei socialisti francesi, rappresenti un momento annuale di approfondimento sui principali temi dell’agenda politica; un sistema di aggiornamento permanente della comunità PD sui singoli aspetti dell’attività politica e della produzione legislativa nazionale e regionale del Partito, oltre che sui nuovi strumenti di autofinanziamento, incrociato al nuovo ruolo dei promotori e organizzatori di comunità. Il tutto senza alcuna velleità di riprodurre forme di trasmissione ideologica, ma al contrario avvicinando il Partito e la sua comunità ai luoghi dove si formano competenze e cultura, con l’obiettivo di attivare un’osmosi virtuosa tra la militanza politica e i saperi che vivono nella società civile.

    - Di rilanciare il finanziamento dell’attività di circoli e federazioni provinciali, facendo del fund raising uno strumento d’iniziativa politica trasparente e mobilitante.

    - Di valorizzare il patrimonio politico e organizzativo dei Giovani Democratici, quale luogo cruciale per intercettare le giovani generazioni e nell’assoluto rispetto dell’autonomia dell’organizzazione giovanile, impegnandoci al concreto riconoscimento della carta di cittadinanza e garantendo, a tutti i livelli, il pieno coinvolgimento dei Giovani Democratici.

    - Di investire nella creazione dell’Albo degli elettori come base aggiornata dei cittadini ai quali fare costante riferimento per l’iniziativa politica.

    Un grande Partito non può che essere plurale. Siamo convinti che le differenze, le sensibilità culturali siano una ricchezza per il PD e che ci si possa dare delle regole e degli strumenti per governare anche i conflitti. Le esperienze delle primarie di questi dieci anni hanno dimostrato la straordinaria potenzialità di questo strumento ma anche i limiti, in particolare in periferia. Ridare centralità al territorio e all’apertura verso la società significa anche avere dal livello di direzione nazionale una rinnovata attenzione alle modalità di regolazione dei rapporti tra maggioranza e minoranze per tutelare l’identità e l’unità del Partito.

    Su queste e altre proposte proponiamo di tenere entro la fine del 2017 una Conferenza Nazionale sul Partito sotto forma di sessione straordinaria della prossima Assemblea nazionale del PD – allargata ai segretari di circolo – allo scopo di assumere le scelte utili a realizzare le innovazioni necessarie, per ridare protagonismo ai circoli e ai modi di stare insieme della nostra comunità.

  • Io sono convinto che il coordinamento tra i circoli possa venire dopo, quando si sia aperta una strada. Occorre battere sulla richiesta di ascolto. E' chiaro che l'unica maniera per poter dire la nostra non è il calderone informe di FB, e questo spazio del Circolo, ma deve essere un costante, pressante, puntuale bussare alla porta del Partito finchè il partito non si apre.

  • Abbiamo cercato la collaborazione con altri circoli, ma a parte il circolo di Napoli e quello di Milano che sono però più interessati ad un radicamento terriroriale, ad oggi non ne conosciamo altri che siano attivi.
    Il partito dovrebbe stimolare la nascita di nuovi circoli, luogo di proposta e di reale partecipazione democratica.
    Purtroppo finora non lo ha fatto, ma deve essere nostro prioritaro impegno richiedere un nuovo incontro sul tema che ci dica i modo definitivo se il.partito vuile mettete in pratica lo statuto che ci riguarda oppure no.
    Deve essere il primo impegno della nuova direzione del circolo.
  • L’interazione con la struttura nazionale del PD deve essere l’obiettivo principale del nostro circolo.   Ma la ricerchiamo senza successo da anni.   Dobbiamo guardare in faccia la realtà: lo statuto attuale del PD non prevede questo tipo di interazione.   Dobbiamo fare capire all’interno del partito che è necessaria una modifica dello statuto che dia un qualche ruolo ai circoli.   Purtroppo i segnali che vengono dalla struttura nazionale non sono incoraggianti.   Si discute di un non ancora ben chiaro progetto di “Community organizers” che di fatto sostituirebbero le strutture provinciali del partito.

    Come complemento agli sforzi nella direzione della struttura nazionale del partito dobbiamo sviluppare la collaborazione con altri circoli del PD, inviare a loro i nostri documenti, chiedere che ci trasmettano i loro e, se possibile, sviluppare iniziative comuni, anche su eventuali revisioni dello statuto del partito.   

  • Grazie Mario. Hai espresso in modo compuuto esattamente il mio pensiero.
  • Credo che la necessità di poter interagire con il Partito sia l'obiettivo primario per noi. Come cittadini ed elettori del Partito vogliamo poter esprimere la nostra idea di società. Non volgiamo essere solo un gruppo di simpatizzanti ma a modo nostro vogliamo incidere sulle dinamiche di partito. Abbiamo "partorito" molti documenti, ma soprattutto contribuito a dare buone idee al partito su cui purtroppo non ha mai ritenuto opportuno darci un feedback.
    Credo quindi che il vero punto nodale dell'attività del prossimo CD sia di ottenere a tutti i costi un canale SERIO di ascolto da parte della Direzione o delle varie commissioni, per poter esercitare quel diritto di parola che ogni azionista sa di poter avere.
    Dovremo quindi continuare a produrre documenti frutto della vasta esperienza che questo gruppo ha al suo interno, cercando di andare tutti nella stessa direzione, trovando tra di noi un punto di sintesi che il Partito fatica a trovare. E soprattutto trovare un orecchio attento nei dirigenti del Partito. Vogliamo (voglio?) che il nostro circolo sia protagonista DIRETTO del nuovo corso del PD.
    Ce la faremo

  • Ermanno Piergiacomi 8 Maggio 2017, alle 16:14

    Hai scritto correttamente Cristina il circolo online Libertà è Partecipazione ha prodotto nel tempo molti documenti con cui ha cercato un miglior coinvolgimento nelle iniziative del Partito Democratico Nazionale. Ha cercato una possibile rappresentanza, un possibile ruolo che sia definitivo ed adeguatamente riconosciuto.
    Ha proposto molte iniziative che sono state votate online con ampia maggioranza.
    Purtroppo abbiamo più volte riscontrato una imbarazzante incapacità del Partito a rispondere alle proposte inviate a farsi carico di rispondere a determinate comunicazioni.
    Sono un iscritto del PD, ho trovato molte volte incomprensibile questo "modo" di rapportarsi del Partito, della sua Direzione Nazionale, della sua sintroppo collaudata latitanza...
    Come possiamo pretendere di aumentare la partecipazione degli iscritti se davanti ad esplicite richieste di dare una rappresentanza ai circoli online ci si risponde Bob?

    Alla fine c'è il rischio che il tutto venga erroneamente interpretato come una "farsa" ... Insomma un inutile perdita di tempo...
    Un caro abbraccio e saluto

  • Antonio Colucci 8 Maggio 2017, alle 15:10

    Un suggerimento che mi sento di dare oggi, è creare una pagina Facebook da affiancare al già esistente gruppo. Urge rafforzare la presenza del PD (e dei circoli) anche sul web. Questo perchè oggi la rete Internet è fondamentale per divulgare al meglio, le nostre idee e così facendo riusciamo a raggiungere un sempre più alto numeri di utenti e possibili elettori. 

  • Cristina Favati 8 Maggio 2017, alle 13:53

    Caro Sergio, sono in perfetta sintonia con quanto scrivi. Il partito deve cambiare e per cambiare devono cambiare i circoli.

    Da sempre intendiamo contribuire con suggerimenti, consigli, critiche e idee al rinnovamento del partito. Avrai visto quanti documenti il nostro circolo ha prodotto e inviato nel tempo ai dirigenti PD.

    Per parlare del nostro ruolo che, pur essendo previsto dallo statuto del partito non è mai stato applicato dal momento che non esiste sul sito nazionale neppure un elenco dei circoli online ufficialmente riconosciuti, il 23 novembre 2016 ho avuto un incontro al Nazareno con Lorenzo Guerini, col quale abbiamo discusso della rilevanza di un circolo online come il nostro, che oltre ad avere 313 iscritti sul sito, ha un gruppo Fb di oltre 3800 persone e un profilo twitter di oltre 600 follower. Il riscontro è stato positivo e in Gennaio abbiamo inviato, come da specifica richiesta di Guerini, un documento sul ruolo dei circoli online, stilato dal CD di Libertà è Partecipazione, insieme ai circoli online di Napoli e Milano, anch’essi presenti all’incontro.

    Il primo punto del mio programma è perciò portare avanti questo impegno relativo al nostro ruolo nel nuovo PD, in modo che i circoli online ufficialmente riconosciuti dal partito vengano equiparati ai circoli territoriali e venga loro riconosciuta adeguata rappresentanza.

    Il secondo punto riguarda il coinvolgimento degli iscritti al circolo nella produzione di documenti programmatici su argomenti di interesse pubblico, perché siano considerati come fonte di giudizio per la discussione sulle linee politiche del partito.

    Sono convinta che il cambiamento deve partire dalla base degli iscritti e pertanto auspico un coinvolgimento sempre più assiduo di tutti proprio per rispondere alla richiesta fatta dal nostro Segretario.

    Un caro saluto.

    Cristina

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